Congedo straordinario legge 104: il requisito di convivenza è un ostacolo

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28/03/2020

Congedo straordinario legge 151 per assistere il familiare con handicap grave ai sensi della legge 104 art. 3 comma 3 e requisito di convivenza, alcune considerazioni e interpretazioni normative.

Congedo straordinario legge 104: il requisito di convivenza è un ostacolo

Ci arrivano sempre molte domande dei nostri lettori sul congedo straordinario legge 151 di due anni (anche frazionati) retribuito e coperto da contribuzione figurativa, concesso ai lavoratori dipendenti che assistono un familiare disabile ai sensi della legge 104 art. 3 comma 3. Ma cosa succede se il familiare è ricoverato in struttura? Analizziamo la domanda di un lettore in base alle varie interpretazioni normative.

Congedo straordinario legge 151 e requisito di convivenza

Sto inoltre valutando di chiedere l’istituto del congedo retribuito per un anno al fine di dedicarmi  alla risoluzione di tutte queste incognite che con difficoltà affronto e che richiedono molto tempo di cui lavorando poco si dispone, lo vorrei fare nel migliore dei modi in quanto a tale compito sono preposto, come tutore e perché lo devo a mio fratello in quanto molto sfortunato cosi da sentirmi apposto con la  coscienza, detto questo, per l’assistenza a familiare portatore di handicap grave, essendo in stato vegetativo, ma come lei sa tale possibilità e di difficile interpretazione da gestire dal sottoscritto in quanto il mio caso è poco chiaro dalle innumerevoli leggi, e decreti che ti rimbalzano da l’uno all’altro inoltre le circolari emanate dal Ministero da cui dipendo non specificano bene danno adito ad interpretazione.

Tenendo presente quanto  estrapolato dal sito  handlex che sotto riporto [….]

Requisito di convivenza dimostrabile

Lei ha estrapolato la normativa che prevede appunto che il congedo straordinario legge 151 retribuito viene riconosciuto quando il familiare non sia ricoverato a tempo pieno. Nel congedo il requisito di convivenza è fondamentale, viene soddisfatto con la coabitazione (stesso stabile, diverso appartamento, ecc.) e la residenza temporanea che nel suo caso non è possibile in quanto abitate nello stesso comune.

Lei stesso menziona la Lettera Circolare del 18 febbraio 2010, Prot. 3884, il Ministero del Lavoro afferma che “al fine di addivenire ad una interpretazione del concetto di convivenza che faccia salvi i diritti del disabile e del soggetto che lo assiste, rispondendo, nel contempo, alla necessità di contenere possibili abusi e un uso distorto del beneficio, si ritiene giusto ricondurre tale concetto a tutte quelle situazioni in cui, sia il disabile che il soggetto che lo assistite abbiano la residenza nello stesso Comune, riferita allo stesso indirizzo: stesso numero civico anche se in interni diversi.


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La circolare è chiara e significa che se i lavoratori che assistono un familiare disabile (legge 104 art. 3 comma 3) non siano in grado di dimostrare la residenza con il familiare, non hanno diritto al congedo straordinario legge 151 di due anni (anche frazionati) retribuito e coperto da contribuzione figurativa.  

Questa norma è valida in tutti i settori lavorativi, sia pubblico che privato.

Anche interpretando la normativa non vedo possibilità nel suo caso di poter fruire del congedo straordinario retribuito, tranne che non trasferisca suo fratello presso la sua abitazione togliendolo dalla struttura, ma queste sono tutte decisioni da prendere con calma e da valutare con attenzione. 

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