Congedo straordinario legge 151 di due anni retribuito: patologie invalidanti per il passaggio

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31/07/2020

Congedo straordinario legge 151 per assistere il familiare con legge 104: le patologie che fanno passare il diritto all’altro familiare.

Congedo straordinario legge 151 di due anni retribuito: patologie invalidanti per il passaggio

Il congedo straordinario legge 151, come più volte riportato nei nostri articoli, permette di fruire di due anni retribuiti per accudire il familiare con disabilità grave ai sensi della legge 104. Questa tipologia di congedo spetta secondo un ordine di priorità familiare, solo in mancanza, decesso o patologie invalidanti, il diritto passa al familiare successivo.

Congedo straordinario legge 151

Gentilissima, riguardo alla sua risposta alla presente: Congedo 2 anni retribuiti con legge 104: se la moglie è casalinga può fruirne il figlio? Sorgono dei dubbi:”Ma la moglie casalinga, senza un lavoro dipendente e senza un reddito, cosa se ne fa del congedo straordinario? Cioè come lo utilizza? E poi, quale sarebbe la percentuale di invalidità per poterla escludere dal diritto? Grazie.

Le patologie che fanno passare il diritto

Il congedo straordinario tutela il lavoratore che è costretto a lavorare e nell stesso tempo deve dedicarsi ad un familiare disabile in quanto non ha un parente prossimo che lo può fare.

Nel suo caso, sua moglie che è casalinga può assistere sua madre rispetto all’altro coniuge che lavora. Il presupposto del congedo e fare in modo che non venga a mancare l’assistenza al familiare disabile. La normativa chiarisce che solo in mancanza, decesso o affetto da patologie invalidante il diritto passa al prossimo familiare.


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Il Decreto interministeriale del 21 luglio numero 278 che regola la fruizione dei congedi per cause ed eventi particolari, specifica che le patologie considerati invalidanti sono:

  • quelle acute o croniche che determinano una riduzione o perdita dell’autonomia personale (in modo temporaneo o permanente. Sono incluse in questa categoria le affezioni di natura reumatica, infettiva, congenita, dismetabolica, neurologica, psichiatrica, ecc.
  • quelle acute o croniche che richiedono continui monitoraggi clinici, strumentali e ematochimici o assistenza continua;
  • quelle patologie acute o croniche che richiedono l’assistenza continua del familiare nel trattamento sanitario;
  • quelle patologie dell’età evolutiva e dell’infanzia per le quali il programma terapeutico richiede il coinvolgimento del soggetto che esercita la patria podestà o del genitore.

Come si evince dalla circolare Inpdap del 14 febbraio 2011 le patologie devono essere documentate in modo idoneo da una documentazione medica che dovrà essere valutata dall’ufficio di competenza nel luogo di residenza del richiedente. L’Inps con l’ultima circolare la numero 32/2012 indica le modalità di presentazione della documentazione sanitaria rilasciata dal SSN o dal medico specialista del servizio sanitario nazionale.