Coronavirus e malati di cancro, lettera aperta di Don Palmiro Prisutto

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23/03/2020

Coronavirusa: il diritto alla vita negato per troppi anni (letterea aperta di Don. Palmiro Prisutto)

Coronavirus e malati di cancro, lettera aperta di Don Palmiro Prisutto

Spett.le Redazione, in questo momento in cui (in seguito all’emergenza provocata dall’attuale pandemia) sento molti personaggi della politica, del Governo e delle pubbliche amministrazioni ed anche del mondo sportivo, dello spettacolo ecc., parlare della salute come valore primario ed essenziale.

Nella mia Città, Augusta, dove è accertata scientificamente  ed è in atto un’altra epidemia chiamata cancro, all’interno del porto, sulla facciata di un’antica fortificazione spagnola, esiste una lapide che contiene queste quattro parole: SALUS POPULI SUPREMA LEX.

Questa lapide venne collocata nel 1918, l’anno dell’epidemia detta “Spagnola”. Quell’antica struttura militare, collocata su un isolotto dentro il porto di Augusta fu trasformata in lazzaretto e vi venivano internati i colpiti dalla febbre spagnola.

Chi varcò quella soglia, purtroppo non poté tornare indietro, e chi ci veniva portato, leggendo quella massima sulla lapide, comprendeva che lì si giocava l’ultima battaglia per salvare la città dal contagio mortale. Magari si rassegnava dinanzi alla prospettiva del sacrificio della propria vita, ma la salute della popolazione era visto effettivamente come il bene superiore. Al suo interno, i cadaveri dei deceduti venivano “distrutti” in due forni crematori per evitare altri contagi.

Ad Augusta, oggi centro del più grande polo petrolchimico d’Europa, dove a causa dell’inquinamento le malattie  dell’apparato respiratorio e i tumori ai polmoni sono oltre misura  diffusi, almeno, a livello personale temo (e tremo) che un’eventuale diffusione del covid-19 possa provocare non un, ma il disastro .

Augusta è anche importante base militare della Marina italiana e, non dimentichiamolo, è uno dei territori più sismici d’Europa. Si ricordi l’11 gennaio 1693 e per ultimo il 13 dicembre 1990.

Attualmente siamo “ristretti” nelle nostra case, ma visti anche i recenti eventi sismici di Grecia e Croazia, in caso di sisma come si potrebbe rimanere nelle proprie case?

Augusta in fatto di rischi (anche combinati fra loro)  non è seconda a nessun altra luogo della terra, ma su questa città e i suoi problemi si fa sempre silenzio, anche SILENZIO DI STATO.


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In questi giorni, sentendo parlare di diritto alla salute come valore assoluto (ma in realtà il valore assoluto sembra essere quello economico) ho voluto trasferire su un blog (palpri2.wordpress.com) che avevo aperto tanti anni fa solo una parte di tutto quel  materiale prodotto e raccolto in oltre 35 anni  di lotta per il diritto alla vita, alla salute ed alla sicurezza.

Ci sono le lettere scritte ai presidenti della repubblica da Cossiga a Mattarella, le lettere ai presidenti della regione Sicilia da Nicolosi a Musumeci, ai ministri dell’ambiente e della salute, della protezione civile,  ai prefetti di Siracusa,  a tutte quelle istituzioni locali, provinciali, regionali e nazionali che della salute (dei cittadini di Augusta e dintorni) avrebbero “dovuto” interessarsi e che non hanno fatto  perché l’economia era ed è il valore predominante.

Oggi, devo limitarmi perfino ad uscire di casa perché potrei diventare, purtroppo, uno di quelli che, secondo le attuali direttive legislative, potrebbe risultare un “attentatore  alla salute pubblica”.

L’attentato alla salute pubblica, – paragonabile al terrorismo – è un grave reato, lo so perfettamente; ma ad Augusta e nel cosiddetto triangolo o quadrilatero della morte, così come è stato definito il mio territorio, l’attentato alla salute lo ha provocato proprio quello stato italiano che dalla fine degli anni 70, non è mai intervenuto a tutelarlo benché proprio ad Augusta quella lapide vecchia di 102 anni, ma sempre attuale è lì a ricordarcelo.

L’ospedale di Augusta, in un’area ad elevato rischio, a mio avviso, è stato politicamente ed artificiosamente ridimensionato e spogliato di alcuni reparti scomodi (per lo stato). Anche lo stato, quindi,  può essere deliberatamente colpevole, a differenza di un cittadino inconsapevole asintomatico che potrebbe infettare altri.


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Il mio blog vuole dimostrare che lo stato è rimasto consapevolmente e colpevolmente sordo, cieco e muto di fronte alla richiesta dei cittadini di Augusta; quei “cittadini che – a mio modo di vedere – sono la prima istituzione dello stato”; quelli che li rappresentano o dicono di rappresentarli, vengono dopo.

Distinti saluti.

Sac. Prisutto Palmiro

Augusta, 23 marzo 2020