Diabete: rientra nelle malattie invalidanti e nei vari benefici invalidi

Il diabete è una patologia invalidante, in base al grado di gravità ha diritto alle agevolazioni disabili, analizziamo cosa prevede la normativa vigente.

Diabete: rientra nelle malattie invalidanti e nei vari benefici invalidi

Il diabete è una patologia invalidante, in base al grado di gravità ha diritto alle agevolazioni disabili, un lettore ci pone la seguente domanda: Mio figlio  ha 25 anni soffre di diabete  mulino 1 da 3 anni che si fa 2 tipi di insulina  mattina e sera, ha fatto la domanda di invalidità  l’hanno respinta.

Il diabete una patologia invalidante

Gent.mo Sig.

 Il diabete mellito, come già evidenziato in ogni precedente quesito, anche quando si presenta nelle sue forme meno gravi rientra nelle malattie invalidanti e nei relativi benefici previsti dalla legge, come ad es: i permessi lavorativi, le agevolazioni per i familiari che assistono la persona diabetica,  oltreché al diritto di un assegno mensile di invalidità, quando la percentuale di invalidità è uguale o superiore al 74% .

La percentuale di invalidità varia in base alla gravità della patologia,  dovuta anche dalla eventuale presenza di complicanze, come riportato nella tabella che segue:  

  • Diabete mellito tipo 1° o 2° con complicanze micro-macroangiopatiche con manifestazioni cliniche di medio grado (Classe III) min. 41% max 50%;
  • Diabete mellito insulino-dipendente con mediocre controllo metabolico e iperlipidemia o con crisi ipoglicemiche frequenti nonostante terapia (Classe III) min. 51% max 60%
  • Diabete mellito complicato da grave nefropatia e/o retinopatia proliferante, maculopatia, emorragie vitreali e/o arteriopatia ostruttiva (Classe IV) min 91% max 100%

In base alla classe di appartenenza la persona con diabete ha diritto al riconoscimento di una certa percentuale di invalidità,  ma i  succitati riferimenti sono comunque orientativi poiché sarà sempre la Commissione Medica che valuterà  il grado di invalidità che sarà indicato nel verbale che Le verrà comunicato.  Entro sei mesi (180 gg.),  decorrenti dall’anzidetta comunicazione, potrà fare ricorso, con l’assistenza di un avvocato di fiducia, avanti al Giudice del lavoro.


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Cordialmente Avv. Fernanda Elisa De Siena

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