In pensione a 61 anni: quando è possibile per gli invalidi?

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09/04/2020

Pensionamento lavoratore invalido: ecco quando è possibile anticipare a 61 anni l’uscita.

In pensione a 61 anni: quando è possibile per gli invalidi?

Una misura permette il pensionamento anticipato degli invalidi con un anticipo cospicuo rispetto all’età pensionabile prevista per la vecchiaia. Per poter accedere all’anticipo, però, serve un’invalidità certificata di almeno l’80%. Vediamo chi può accedere e chi, invece è escluso.

Pensione invalido a 61 anni

Un nostro lettore ci scrive:

Invalido al 90% con legge 104 art 3 com3, assunto e tuttora in servizio dal 1/8/81 con età anagrafica di 61 anni da compiere ad agosto ho possibilità di andare in pensione nel più breve tempo possibile

Premetto innanzitutto che la misura di cui le sto per parlare è dedicata solo ed esclusivamente ai dipendenti del settore privato. Se lavora, quindi, nel pubblico impiego non potrà fruirne.

La pensione di vecchiaia anticipata permette ai lavoratori del settore privato che hanno una certificazione di invalidità pari o superiore all’80% di accedere alla pensione di vecchiaia con soli 61 anni per gli uomini e soli 56 anni per le donne, unitamente ad almeno 20 anni di contributi maturati.

La misura prevede, inoltre, una finestra di attesa di 12 mesi per la decorrenza del trattamento pensionistico. Questo, di fatto, significa che la pensione si potrà ricevere, se si è in possesso dei 20 anni di contributi, solo al compimento dei 62 anni per gli uomini e dei 57 anni per le donne.

Inoltre, per poter accedere alla pensione di vecchiaia anticipata è necessaria la certificazione dell’invalidità pensionabile. Per tale certificazione è sufficiente ripercorrere lo stesso iter già percorso per il riconoscimento dell’invalidità civile.

Nel suo caso, che sta per compiere i 61 anni, il mio consiglio è quello di iniziare l’iter per la visita presso commissione medica INPS già il prossimo autunno con presentazione della domanda di pensione, con decorrenza 1 settembre 2021, con l’inizio del prossimo anno.

L’alternativa alla pensione di vecchiaia anticipata è, sempre nel 2021, la quota 100 (che però le impone il paletto di divieto di cumulo di redditi da pensione con redditi da lavoro), con decorrenza del trattamento pensionistico dal 1 dicembre 2021 se lavora nel settore privato, dal 1 marzo 2022 se lavora nel settore pubblico (applicando le finestre di attesa di 3 o 6 mesi, in base al settore lavorativo).