Indennità di accompagnamento 2022: importo, requisiti, a chi spetta

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09/06/2022

Indennità di accompagnamento 2022: importo, requisiti, a chi spetta

Indennità di accompagnamento 2022: sono in molti a chiedersi a chi spetta e come funziona. La prestazione è di tipo assistenziale e non risulta reversibile. I destinatari sono gli invalidi civili che risultano residenti sul territorio italiano e che sono impossibilitati a deambulare senza l’aiuto di un accompagnatore. Il sostegno spetta inoltre a coloro che non riescono a compiere tutti quegli atti della vita quotidiana che risultano indispensabili. Necessitando così di un supporto continuativo.

Indennità di accompagnamento 2022: chi sono i destinatari della misura di welfare

L’assegno viene quindi erogato in favore di tutti i cittadini italiani (oppure di quelli UE) che risultano residenti in Italia. È inoltre richiedibile anche dai cittadini extracomunitari, purché risultino in possesso del permesso di soggiorno CE (di lungo periodo). Non sono invece presenti vincoli anagrafici. Per questo motivo, non c’è una età minima o massima per accedere alla misura.

In particolare, possono ottenere l’indennità di accompagnamento coloro che possiedono un’invalidità civile totale e permanente del 100%. Rientra chi è impossibilitato a deambulare senza l’aiuto di un accompagnatore oppure chi è impossibilitato a compiere gli atti della vita quotidiana e necessita di assistenza.


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L’importo della misura di welfare nel 2022

Nell’anno in corso, l’indennità di accompagnamento corrisponde a 525,17 euro. L’assegno viene erogato per 12 mensilità: non spetta quindi la tredicesima o l’eventuale quattordicesima. In aggiunta, il meccanismo di welfare non fa cumulo per l’Irpef, pertanto risulta esente dall’imposizione sui redditi. Per questo motivo, non va inserita nella dichiarazione dei redditi.

Essendo legata alla condizione di disagio della persona, non è reversibile agli eventuali superstiti e viene garantita a prescindere dai requisiti reddituali personali o familiari dell’avente diritto.

Come fare domanda per l’indennità di accompagnamento 2022

L’iter da seguire per ottenere l’indennità di accompagnamento prevede innanzitutto l’accertamento dei requisiti da parte dell’apposita Commissione Asl. Quest’ultima redige un verbale e lo invia all’Inps. L’ente di previdenza effettua le verifiche del caso e se non dispone nuove verifiche provvede ad avvallare la pratica.

Il potenziale destinatario deve quindi prima richiedere la visita di accompagnamento dell’invalidità civile. Dopo aver ottenuto il certificato introduttivo dal proprio medico di famiglia, si rivolge all’Inps tramite domanda telematica diretta oppure il proprio patronato di fiducia.


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La Commissione indicherà quindi la data della visita e redige il proprio verbale. Se c’è il via libera alla pratica, il richiedente dovrà quindi fornire i propri dati amministrativi all’Inps, che provvede a erogare l’assegno dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda.

La cumulabilità del meccanismo di sostegno

L’indennità di accompagnamento non risulta cumulabile con altri trattamenti simili concessi per invalidità. Ad esempio i trattamenti d’invalidità di guerra, lavoro o servizio. Essendo tali prestazioni oggetto di tutela della non autosufficienza, non è possibile sommarle tra di loro. Resta però la possibilità, per il percettore, di scegliere tra l’indennità con l’importo più favorevole.

Gli assegni di accompagnamento non sono inoltre cumulabili con le indennità di frequenza e con quelle di assistenza personale e continuativa per i pensionati d’inabilità. Restano invece cumulabili con le pensioni d’inabilità e con quelle di natura previdenziale, sia che risultino dirette o indirette. Infine, la prestazione risulta compatibile con l’attività lavorativa (senza limiti di reddito).

La produzione della dichiarazione di responsabilità entro il 31 marzo

I soggetti che hanno ottenuto un’indennità di accompagnamento sono tenuti a produrre anno per anno la dichiarazione di responsabilità ICRIC per l’invio all’Inps. L’attestazione deve riguardare l’eventuale ricovero in casa di cura. In tale eventualità, l’interessato dovrà precisare se il ricovero risulta o meno a carico dello Stato.

Sono infatti esclusi dal diritto all’assegno coloro che risultano ricoverati gratuitamente in un istituto di degenza o per finalità riabilitative. Il day hospital non rientra in tale eventualità e quindi non influisce sull’erogazione dell’indennità di accompagnamento.