Indennità di accompagnamento: alla revisione negata, conviene fare ricorso

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27/03/2020

invalidità e indennità di accompagnamento, se alla visita di revisione viene revocata l’indennità conviene fare ricorso, alcune informazioni utili.

Indennità di accompagnamento: alla revisione negata, conviene fare ricorso

Domanda di invalidità o aggravamento: sempre più spesso si ricorre alle vie legali per far valere i propri diritti. Quando alla domanda di invalidità o di aggravamento il verdetto finale non corrisponde alla situazione medica e psicologica del richiedente, è possibile presentare ricorso oppure allo scadere dei termini presentare una nuova domanda e ricominciare di nuovo l’iter. L’invalidità è sottoposta a continui rinnovi e verifiche, ma cosa succede se al rinnovo l’indennità di accompagnamento viene revoca, oppure viene ridotta la percentuale invalidante? Analizziamo cosa fare in questi casi.  

Indennità di accompagnamento negata

Ciao Angelina sono M. ed o 51 anni volevo un così gli da lei inizio la mia storia nel 2012 o avuto un ictus cerebrale che mi ha tolto completamente l’equilibrio infatti, non posso muovermi senza stampelle, altrimenti rischio di cadere, come è già successo sotto la doccia e senza l’aiuto di mia moglie.

Nel 2013 mi è stata riscontrata una cardiomiopatia dilatativa importante con conseguente impianto defibrillatore. In pratica la mia vita e finita, ho percepito l’invalidità con accompagno fino alla visita di revisione che è stata eseguita 2/3/2020.

Ieri ho ricevuto la risposta dall’INPS e mi hanno ucciso togliendomi l’accompagnamento, unico sostentamento per noi.

Ho fatto una visita che è durata 10 secondi con delle dottoresse non molto affabile ma il verbale dice tutt’altro. Persino il test di romberg mai eseguito con dicitura che la mia postura e discreta cosa non vera mi hanno dato invalida al 100×100 con permanente inabilità lavorativa e invalidità con deambulazione sensibilmente ridotta.


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Io la prego, se può di dirmi cosa fare perché così è finita, le premetto che ho moglie e figlia a carico distinti saluti.

In alcuni casi bisogna fare ricorso

Gentile M.,

lei può fare ricorso entro 180 giorni (6 mesi) decorrenti dalla data della notifica del verbale Inps.

Il mio consiglio e di raccogliere un’adeguata documentazione aggiornata che attesti la gravità delle patologie invalidanti.

Va ricordato che l’indennità di accompagnamento viene concessa se il soggetto: “necessita di assistenza continua non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita” oppure se “non in grado di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore”. 

In questi casi è fondamentale produrre un’adeguata documentazione che certifichi la condizione di non autosufficienza, anche perché alcune patologie sono difficili da valutare e la documentazione aggiornata è un valido supporto per i medici della Commissione di valutazione. 

Inoltre, le consiglio di farsi seguire da uno specialista, una figura molto utile nei casi dove le patologie sono di difficile interpretazione. È possibile,  alla visita medico – legale dell’Inps,  far presenziare il proprio medico o lo specialista incaricato.

Facendo ricorso, se la commissione rivaluta la sua gravità riconoscendole lo stato di aggravamento, economicamente non perde niente, le sarà riconosciuta l’indennità dalla data della visita di revisione in cui le era stata tolta.

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