Indennità di frequenza 2018 per minori con disabilità: tutte le novità

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20/04/2018

Indennità di frequenza concessa a minori con problemi: ecco le novità

Indennità di frequenza 2018 per minori con disabilità: tutte le novità

Indennità di frequenza è un sostegno economico concesso dall’Inps per favorire l’inserimento scolastico e sociale, in conseguenza di presentazione di domanda.

Indennità di frequenza che cos’ è

L’Indennità di frequenza viene concessa, in base a dei precisi requisiti sanitari e amministrativi previsti dalla legge 289/1990, ai minori non capaci di eseguire  i compiti e le azioni proprie della loro età o che abbiano un deficit uditivo superiore a 60 decibel. L’Inps offre un sostegno per aiutare questi minori ad inserirsi nel mondo scolastico o sociale. L’indennità di frequenza è condizionata al fatto che il minore debba frequentare quotidianamente o ciclicamente centri ambulatoriali, centri diurni, che possono essere pubblici o privati ma operanti in regime convenzionale oppure alla semplice frequentazione di scuole pubbliche o private, di ogni ordine e grado, dalla scuola materna alla scuola di secondo grado.

A chi è rivolta l’indennità di frequenza

L’indennità di frequenza, in base alla legge 289/1990, è erogabile a favore delle persone che abbiano i seguenti requisiti:

  • ha meno di 18 anni;
  • sono state riconosciute difficoltà nell’eseguire i compiti e le azioni proprie della minore età oppure è affetto da perdita uditiva superiore a 60 decibel;
  • frequenta in maniera continua o periodica centri ambulatoriali, centri diurni anche di tipo semi-residenziale, pubblici o privati convenzionati, qualificati  ad operare trattamenti terapeutici, riabilitazione e recupero di persone disabili;
  • frequenta scuole pubbliche o private di ogni ordine e grado a partire dagli asili nido;
  • frequenta centri di formazione o addestramento professionale pubblici o privati, purché convenzionati, finalizzati al reinserimento sociale dei soggetti;
  • abbia un reddito al disotto della soglia stabilita nell’anno della richiesta;
  • essere italiani;
  • è cittadino straniero comunitario con residenza italiana;
  • è cittadino straniero extracomunitario con permesso di soggiorno valido (articolo 41, Testo Unico immigrazione);
  • ha residenza stabile e abituale sul territorio dello stato italiano.


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Non ci sono limiti minimi di età, quindi la prestazione può essere erogata anche per minori che frequentano l’asilo nido.

Indennità di frequenza le novità 2018

Il sostegno economico è concesso per un totale di 12 mensilità annuali a differenza dell’assegno di invalidità civile. Decorre dal primo giorno del mese successivo a quello dell’inizio della frequenza fino al mese successivo a quello di cessazione della frequenza.

Per fare domanda di indennità di frequenza il limite reddituale personale è di 4.853,29 euro, vengono valutati i redditi di qualsiasi natura calcolati ai fini Irpef, al netto delle ritenute fiscali ma non fa parte del reddito da considerare la casa di abitazione e del valore  dell’indennità di frequenza percepito.

L’importo per le 12 mensilità nel 2018 è di 282,55 €.

Domanda come e quando inoltrarla

Per richiedere il beneficio economico è indispensabile che il minore abbia il certificato di disabilità, rilasciato dopo l’accertamento medico. Con questo alla mano bisogna recarsi dal proprio medico curante, il quale redigerà un certificato, utile alla richiesta, con il codice della disabilità. Questo verrà inoltrato all’Inps che valuterà il minore tramite una commissione medica. L’Inps darà risposta dell’esito tramite raccomandata o posta Pec. Ora il beneficiario, o chi per lui, dovrà compilare il modello AP70 e inoltrarlo alla sezione di Invalidità civile, ciò si può fare accedendo direttamente all’area riservata del sito Inps tramite Spid o Pin dispositivo oppure tramite caf o padronati che devono offrire il servizio gratuitamente.

In fine ricordo che l’indennità di frequenza può essere richiesta anche per minori che abbiano la certificazione DSA, anche se questa non attesti una disabilità, è poi la valutazione della commissione medica a stabilire il grado di difficoltà del minore e concedere la prestazione.


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