La disabilità ed il delicato tema dell’erotismo, perché parlarne

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23/12/2018

Quello dell’erotismo è un tema tabù già di per sé, se poi viene legato alla disabilità, diventa una cosa ancora più delicata di quanto già sia.

La disabilità ed il delicato tema dell’erotismo, perché parlarne

La disabilità stravolge completamente la vita di una persona e a rimetterci è in primis la sfera personale ed intima di chi ne è affetto. Un argomento, quello dell’erotismo, che già di per sé è un tabù, e che con la disabilità non viene proprio menzionato. Ma c’è chi si sta muovendo: Maximiliano Ulivieri ha creato un progetto che vede alla base la nascita dell’assistente sessuale per le persone disabili. Ulivieri ha dato vita a Love Giver, un comitato nato nel 2013, per “chi non è mai riuscito e non riesce a vivere la propria sessualità per ragioni legate a disabilità fisiche, intellettive e sensoriali”.

Le parole di Ulivieri

«L’assistenza alla sessualità a persone con disabilità rappresenta un concetto che racchiude allo stesso tempo i concetti di “rispetto” ed “educazione”: per un paese civile può rappresentare la massima espressione del “diritto alla salute e al benessere psicofisico e sessuale”. Per questo motivo parlare semplicemente di assistenza sessuale può risultare estremamente riduttivo, qualificarne il concetto più complesso attraverso i termini assistenza all’emotività, all’affettività, alla corporeità e alla sessualità permette di assaporare tutte quelle sfumature in essa contenute. L’assistenza all’emotività, all’affettività, alla corporeità e alla sessualità si caratterizza con la libertà di scelta da parte degli esseri umani di vivere e condividere la propria esperienza erotico-sessuale a prescindere dalle difficoltà riscontrate nell’esperienza di vita».


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Cos’è l’assistente sessuale?

Si tratta di un operatore professionale avente delle caratteristiche psicofisiche e sessuali “sane” con la quale deve supportare le persone diversamente-abili a sperimentare l’erotismo e la sessualità. Tale figura permette di aiutare le persone con disabilità fisico-motoria e/o psichico/cognitiva a vivere un’esperienza erotica, sensuale e/o sessuale. Nel concreto, durante gli incontri con questo operatore, si forma un continuum che può partire dal semplice massaggio o contatto fisico, al corpo a corpo, arrivando al contatto vero e proprio e alla sfera sensoriale. Non mancheranno i suggerimenti fondamentali sull’attività autoerotica.

Disabilità ed erotismo, se sono le famiglie a domandare…

Tempo fa nella città di Bologna fu eletto il disability-manager alla quale gli venne fatta la domanda sulla figura e sulla funzione dell’assistente sessuale. Tale manager rispose che era necessario guardare prima l’esempio dell’Europa per passare ai fatti. A detta di Ulivieri non c’è alcun bisogno di fare riferimento all’Europa dato che sono moltissime le famiglie che gli scrivono. Si stima, infatti, ben oltre 2mila famiglie, che gli raccontano cosa sono costrette a fare affinché possano essere soddisfatti i bisogni naturali delle proprie figlie e dei propri figli. Ma tutte queste dichiarazioni sono state abbandonate nel dimenticatoio. Si spera, pertanto, che anche in questo aspetto così privato e delicato della sfera personale delle persone con disabilità, essi possano essere aiutati a vivere la loro vita nel modo più normale possibile.