Le prestazioni di invalidità civile spettano solo ai residenti in Italia? ecco tutte le novità

La pensione di invalidità, in base ad una sentenza della Cassazione non può essere percepita in uno Stato diverso da quello di residenza. Ecco cosa è successo ad un pensionato residente all’estero

Le prestazioni di invalidità, civile spettano solo ai residenti in Italia, ciò lo ribadisce la Corte di Cassazione, sezione lavoro, nell’ordinanza n. 21901/2018. Ha ricordato che la residenza in Italia è un requisito costitutivo per il conseguimento delle indennità agli invalidi civili.

L’art. 10-bis, comma 1, del Regolamento CEE n. 1247/1992 stabilisce che le prestazioni speciali in denaro, si assistenziali che previdenziali, non aventi carattere contributivo, non sono esportabili in ambito comunitario. Quindi sono erogabili solo nello Stato membro ove gli interessati risiedono.

I fatti

Corte di Cassazione nella Sentenza numero 21901 del 7 Settembre 2018, i giudici hanno accolto il ricorso dell’Inps contro le pretese di un pensionato e dei suoi eredi.

L’interessato aveva fatto domanda per la prestazione di invalidità civile mentre risiedeva all’estero. L’Inps affronte di tale documentazione presentata gli aveva negato il diritto alla prestazione. L’interessato si era rivolto al tribunale cercando di dimostrare come la legge 118/1971 non ponesse alcuna esclusione di tale diritto nei confronti dei cittadini che al momento della domanda risultassero residenti all’estero. Ma al massimo, la prestazione poteva essere sospesa per il periodo in cui si comprovava le residenza all’estero.

I primi due giudizi sono stati favorevoli nei confronti dell’interessato, ma la Corte di Cassazione ha rovesciato la sentenza della Corte d’Appello di Catanzaro, accogliendo il ricorso dell’Istituto.

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I giudici della Cassazione hanno evidenziato quanto previsto dal regolamento CEE 1247 del 30 Aprile 1992 relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’interno della Comunità. Tale regolamento ha infatti, stabilito che le prestazioni speciali in denaro, sia assistenziali che previdenziali, ma non aventi carattere contributivo non sono esportabili in ambito comunitario, e sono erogabili esclusivamente nello Stato membro in cui i soggetti interessati risiedono ed ai sensi della sua legislazione. Gli Ermellini si sono pronunciati sul ricorso dell’INPS contro la sentenza che aveva stabilito la sua condanna a erogare la pensione di invalidità civile agli eredi dell’interessato.

La pensione di invalidità, quindi va erogata esclusivamente nello Stato membro in cui i soggetti interessati risiedono e quindi è inesportabile negli Stati membri dell’Unione europea.

 

Ecco le pensioni inesportabili

Per l’Italia, tra quelle inesportabili si ricomprendono diverse prestazioni, e sono:

  • le pensioni sociali;
  • gli assegni e le indennità ai mutilati ed invalidi civili;
  • le pensioni e le indennità ai sordomuti;
  • le pensioni e le indennità ai ciechi civili;
  • l’integrazione della pensione minima;
  • l’integrazione dell’assegno di invalidità;
  • l’assegno sociale; la maggiorazione sociale.

Modifica del regolamento CEE

Il Regolamento (CEE) n. 1247/92, che ha modificato il regolamento (CEE) n. 1408/71, ha inserito l’articolo 10 bis (Prestazioni speciali a carattere non contributivo), che stabilisce:

“Nonostante l’articolo 10 e il titolo III le persone alle quali il presente regolamento è applicabile beneficiano delle prestazioni speciali in denaro a carattere non contributivo di cui all’articolo 4, paragrafo 2 bis esclusivamente nel territorio dello Stato membro nel quale esse risiedono e in base alla legislazione di tale Stato, purché tali prestazioni siano menzionate nell’allegato II bis. Tali prestazioni sono erogate a carico dell’istituzione del luogo di residenza”.

Stando a quello che è stato dichiarato, l’art. 10-bis, comma 1, del Regolamento CEE n. 1247 del 1992, ha chiarito che le prestazioni speciali in denaro, sia assistenziali che previdenziali, ma non aventi carattere contributivo non sono esportabili in ambito comunitario.

Pertanto, la pensione di invalidità civile non è dovuta al cittadino residente fuori dal territorio nazionale.

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Maria Di Palo

Sono ragioniere programmatore, ho scoperto, grazie ad una buona amica, il piacere di scrivere e di condividere ciò che mi interessa, mi incuriosisce e mi appassiona. Mi piace trasferire agli altri le ricette della tradizione campana che la mia mamma mi ha lasciato in eredità e quelle nuove che amo preparare per la mia famiglia. Mi appassiona scrivere su tutto ciò che attrae la mia curiosità come argomenti di attualità e argomenti che riguardano il mondo della scuola. Amo anche esplorare luoghi nuovi e affascinanti.