Legge 104 2023, novità INPS su congedi e permessi: cosa si può fare e cosa no

Autore:
Valentina Simonetti
  • Esperta di Bonus, Fisco, Pensioni e Redditi
  • Autrice esperta di welfare ed economia aziendale
19/11/2023

Legge 104 2023, novità INPS su congedi e permessi: cosa si può fare e cosa no

Legge 104, diversi decreti approvati dal Governo recentemente hanno modificato i benefici concessi alle persone disabili con certificazione dei requisiti. Nuove facilitazioni per il riconoscimento delle indennità e più servizi di inserimento sociale per chi non è autosufficiente. Vediamo quindi quali saranno le novità e cosa cambia.

Legge 104: le novità e le modifiche del Governo

Il Governo, grazie all’impegno del ministero per le disabilità ha raggiunto alcuni obiettivi previsti in favore dei soggetti con handicap che hanno diritto all’assistenza in base alla Legge 104. Sono stati infatti introdotti alcuni nuovi servizi e iter personalizzati per il riconoscimento dei benefici. Fruibili sia dal soggetto disabile che dai suoi familiari e caregiver.

Una tra le più importanti novità sarà quella dell’attivazione di percorsi differenziati in base alle caratteristiche per l’inserimento sociale o lavorativo e per l’assistenza. I cosiddetti livelli essenziali di servizi, che per la prima volta saranno equiparati a quelli garantiti negli altri paesi dell’Unione Europea.

Legge 104: cosa prevede il nuovo iter valutazione disabilità

Una grande ed importante novità per le persone disabili sarà un più facile riconoscimento dei requisiti utili all’ottenimento dei benefici concessi dalla Legge 104. Il nuovo iter di valutazione, sempre di competenza Inps, sarà infatti più veloce e verrà unito alla procedura di richiesta dell’invalidità civile. Sarà sempre richiesto il certificato medico introduttivo, ma la pratica sarà poi valutata da specialisti in diverse discipline mediche.

Il soggetto sarà quindi inserito in vari contesti e non più il solo ambito fisico e psicomotorio. Ci sarà anche una valutazione dal punto di vista dell’inserimento sociale, e si terrà conto dello stile di vita e dell’ambito familiare nel quale la persona vive.  In modo da far partire un percorso di accompagnamento personalizzato in base alle esigenze. Dovrà essere per legge garantito il pieno godimento dei diritti, sociali e civili. Anche con accomodamento ed adattamento relativo ad eventuali condizioni che non dovessero risultare adeguate.


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Legge 104: cosa sono i livelli essenziali dei servizi per disabili 

Grazie ai decreti del Ministro per le disabilità vengono finalmente attivati i cosiddetti “Livelli essenziali dei servizi“. Una serie di facilitazioni e garanzie per ogni soggetto titolare di Legge 104. Una specifica Commissione Tecnica Ministeriale avrà la competenza di stabilire sostegni personalizzati, dialogando costantemente con le regioni e gli Enti di Servizi Sociali.

Verranno quindi definiti i servizi di base, indispensabili da erogare, le linee guida per attuarli e metterli in pratica, e le verifiche che questi siano stati perfettamente integrati. Tutto ciò per rendere il riconoscimento dei diritti dei disabili un vero e proprio progetto di vita, e non più una serie di facilitazioni uguali per tutti.

Legge 104: i permessi familiari saranno fruibili da più persone?

I familiari o caregiver delle persone con disabilità in possesso del riconoscimento della Legge 104 potranno sfruttare un vantaggio. Questa novità non è recente ma è stata introdotta dal Governo nel 2022. Eliminando la figura che prima doveva essere “referente unico” del soggetto portatore di handicap.

Si tratta di una norma che permette di usufruire a più nominativi, non contemporaneamente ma alternativamente dei benefici concessi. In particolare per i permessi di assenza retribuita dal lavoro. saranno sempre pari a tre giorni al mese da richiedere all’azienda preventivamente, ma nel caso gli assistenti siano più di uno, potranno tutti e due ottenere lo stesso effetto. Restano comunque valide tutte le regole precedenti. Sia per il riconoscimento tramite domanda Inps, con l’allegato di tutti e due i  nomi, che poi verranno inviati ai rispettivi datori di lavoro. Sia per la non cumulabilità delle ore o dei giorni di assenza.

Il disabile, se lavoratore, continuerà comunque a mantenere lo stesso beneficio anche per sè stesso. E quindi potrà usufruire sempre di tre giorni mensili, frazionabili in ore,  di assenza retribuita per svolgere altre attività o per riposo periodico.

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