Legge 104, licenziamento immediato per chi abusa dei permessi: cosa succede ora e perchè

Autore:
Valentina Simonetti
  • Esperta di Bonus, Fisco, Pensioni e Redditi
  • Autrice esperta di welfare ed economia aziendale
02/05/2023

Legge 104, licenziamento immediato per chi abusa dei permessi: cosa succede ora e perchè

Legge 104, in arrivo una stretta sui controlli anti furbetti. Il governo ha annunciato guerra contro le frodi dei falsi invalidi o degli assistenti che usufruiscono illegalmente o senza averne i requisiti dei benefici fiscali, lavorativi ed economici garantiti grazie alle norme di tutela dei disabili e dei parenti che se ne prendono cura. Vediamo quindi cosa cambierà, come funzionano le nuove sanzioni e chi rischia di più adesso.

Legge 104, scattano i nuovi controlli

Il governo italiano ha da tempo annunciato una vera e propria guerra contro i furbetti che godono di benefici economici garantiti dallo Stato senza averne diritto. E così dopo la stretta sul reddito di cittadinanza arriva anche una nuova metodologia di verifica, più approfondita e con sanzioni inasprite, per tutti coloro che beneficiano della legge 104, a tutela dei disabili. Per chi usufruisce dei permessi sul lavoro e delle relative giornate pagate da INPS, scatteranno regole più severe che prevedono nuovi obblighi per i parenti che hanno dichiarato di doversi assentare per assistere un familiare con gravi difficoltà e non autosufficiente.

Le frodi accertate, solo tra il 2019 ed il 2021 sono state più di 3844, costando ai contribuenti indebite prestazioni economiche pari 48 milioni di euro. Per questo l’amministrazione statale e INPS hanno stabilito che per effettuare approfondite verifiche ci si potrà anche avvalere della consulenza di privati come ad esempio le agenzie investigative, oltre a questo sarà rafforzata la commissione Asl, incaricata di esaminare le domande e di controllare i requisiti. Le sanzioni saranno maggiorate e sono aumentati anche i motivi per i quali sarà lecito effettuare un licenziamento.


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Stretta anti furbetti Legge 104, le sanzioni

Chi usufruisce della Legge 104, può avere 3 giorni al mese liberi dal lavoro, ma regolarmente retribuiti, grazie all’assistenza INPS. Per ottenere questi benefici però occorre presentare apposita documentazione che attesta lo stato del parente gravemente malato disabile e non autosufficiente. Per questo una tra le sanzioni che più potrebbero pesare su eventuali furbetti sarà quella legata alla verifica dei requisiti.

Soprattutto su residenze fittizie che spesso vengono spostate per aver diritto al permesso. I verbali potranno avere conseguenze economiche e legali anche di tipo penale. A seconda dell’abuso commesso. In ogni caso i datori di lavoro potranno tutelarsi anche con agenzie di investigazione ed eventuali prove costituiranno materiale per l’accusa. Fino ad arrivare anche al licenziamento e alla restituzione di tutte le giornate di assenza pagate con maggiorazione per notifiche ed interessi.

Permessi 104, cosa può controllare il datore di lavoro

Come abbiamo detto, il datore di lavoro che da accordi garantisce i tre giorni mensili liberi al lavoratore che usufruisce dei permessi per Legge 104, può controllare il dipendente in vari modi. La Cassazione ha stabilito che è perfettamente lecito anche l’utilizzo di investigatori privati, pertanto questi soggetti potranno controllare se il giorno libero è adeguatamente giustificato. Oltre al fatto che potrebbero corredare le indagini con foto e filmati per provare l’eventualità che il lavoratore si assenta per altri motivi non legati all’assistenza disabili.

Potranno essere richieste inoltre anche le prove di eventuali visite esami medici o altre prestazioni per le quali il lavoratore ha richiesto il giorno di permesso retribuito. Anche chi utilizza la Legge 104 a fini personali, come il disabile stesso potrà in caso di sospetti essere richiamato a visita o produrre nuova documentazione circa il proprio stato o condizione, al fine di provare la sussistenza dei diritti al vantaggio.

Legge 104 disabili, come funzionano le verifiche INPS

Le verifiche da parte dell’INPS attualmente si basano sul controllo di tutta la documentazione presentata dal soggetto in fase di domanda. Ma, potrebbero essere svolti controlli a sorpresa e richiami a visite in commissione Asl, nel caso in cui ci fossero dubbi sulle condizioni di disabilità. Inoltre nel caso in cui la visita preveda una revisione periodica, il disabile che non si presenta rischia l’annullamento di tutti i benefici, con restituzione delle somme eventualmente già fruite per permessi o altri vantaggi come l’assegno di cura.


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L’INPS in caso di annullamento può quindi revocare anche i permessi concessi ai familiari, e darne opportuna comunicazione all’azienda che poi potrà provvedere autonomamente ad una sanzione disciplinare più o meno grave del dipendente, che potrà anche essere licenziato per abuso di permessi retribuiti non giustificati.

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