Noi malati di cancro del polmone in tempi di COVID-19

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16/03/2020

Abbiamo deciso di dare voce ai malati oncologici in questi tempi di emergenza per il Covid-19, e a tutti coloro che vogliono condividere le proprie paure, le proprie preoccupazioni o a chi vuole esprimere dubbi, riportare esperienze…

Noi malati di cancro del polmone in tempi di COVID-19

L’Italia sta attraversando un periodo difficile, in cui tutti sono costretti a fare sacrifici e sperare di non ammalarsi. Noi come redazione in collaborazione con ALCASE Italia, abbiamo deciso di dare voce ai malati oncologici in questi tempi di emergenza per il Covid – 19, e a tutti coloro che vogliono condividere le proprie paure, le proprie preoccupazioni o a chi vuole esprimere dubbi, riportare esperienze… Non abbiate timore di parlare, esporre situazioni  di tensione… Ogni vostro pensiero, voi lo sapete, per noi  è importante.

Lettera: Noi malati di cancro del polmone in tempi di Covid – 19

Essere o non essere, vivere o arrendersi, panico completo!

Questi sono stati i primissimi pensieri alla scoperta del cancro.

Non vi sto ad elencare cosa ho passato in questi anni ma sono fortunato:  l’ho cronicizzato, almeno per ora.

Mi convinco di avere una seconda vita, un’altra possibilità e invece no,sorpresa… parlano di un’influenza ..

E va beh, che sarà mai? Ho fatto il vaccino!

Poi cominciano a dire e allarmare: attenti, non è una semplice influenza, è una cosa seria e grave. Ogni giorno che passa senti che c’è gente che muore…

Ma faccio una domanda: ma che diavolo succede? Ma tanto a me non succederà!

Che mai sarà? Sarà una una bestiolina talmente piccola che non si vede ma cattivissima apolitica, non guarda in faccia nessuno e allora mi dico che è molto democratica.


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In mezzo a questo piccolo percorso quante cose ho provato nella mia testa già molto provata. Rabbia, tristezza, rammarico, odio, sbandamento e sopratutto la paura per mio figlio e la mia nipotina, luce dei miei occhi.

Beh, che sarà mai? Passeremo anche questa!

Riccardo

Ho paura, però sono in un gruppo così bello che ci fa sentire vicini 

Ho un adenocarcinoma Ros1 al 4° stadio dal luglio 2018 .

I primi mesi, quando la mia aspettativa di vita, secondo i medici che per i primi mi hanno curato,  sarebbe arrivata a stento a fine anno, ho vissuto dandomi coraggio con il confronto affettuoso di famigliari, amici e colleghi.

Devo a tutti loro la forza di aver affrontato questo personale terremoto, la loro presenza costante, le loro attenzioni, la compagnia, gli abbracci, il cocomero fresco portato alle 11 di sera all’ospedale, grandi piccoli gesti e frasi che mi hanno dato un sostegno incredibile.

Adesso da giorni sono in casa. Dal 26 di Febbraio, sono uscita una volta per andare a far la spesa e una per recarmi dal medico di base e in farmacia. Ho cercato di avere meno contatti possibili, non vedo mia sorella da allora e nemmeno le mie amiche, ho visto a distanza la mia amica/ vicina e mio figlio quando mi ha accompagnato dall’oncologo a Parma.

La solitudine, che non è mai stata mia nemica, ora sta diventando pesante, mi mancano abbracci, odori; mi manca vedere gli occhi di un’altra persona quando mi parla, eppure faccio tutto con la consapevolezza che questa è una terapia, mi sto proteggendo e cerco di rimanere in salute.

Tutti i giorni mi alzo, mi vesto, faccio varie faccende in casa, chiacchiero al telefono, faccio cyclette, ma come poche volte mi è successo mi sento fragilissima, perché non sono sicura di poter affrontare eventualmente questo virus.


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Normalmente sarei andata a passeggiare in spiaggia, il rumore e l’odore del mare mi avrebbero cullato e consolato, ma adesso non posso.

Credo di avere paura come noi tutti malati, però sono in un gruppo di pazienti di cancro al polmone e questo gruppo così bello, ci fa sentire vicini e possiamo fare domande e dire cose che stentiamo a dire altrove.

Un grande abbraccio a tutti, agli altri amministratori del gruppo ALCASE Italia e ai compagni di “viaggio” .

Io ho paura

Paura che, dopo tanta ansia, sacrifici, lotte e rinunce affrontate sempre con il sorriso sulle labbra e tanto ottimismo, un virus subdolo e invisibile possa intromettersi tra noi e il traguardo.

Una paura indescrivibile.

Ma poi penso che non ce lo meritiamo e continuo a sperare

Paola