Pensione anticipata e penalizzazione per permessi e congedi con legge 104 (legge Fornero), le novità

Importanti correzioni alla pensione anticipata per i permessi e congedi legge 104, che prevedeva penalizzazioni stabilie dalla Legge Fornero, ecco cosa cambia.

La correzione della riforma della pensione anticipata avvenuta con la legge 147/2013, ha corretto l’odiata Legge Fornero, che  comportava di fatto la necessità di recuperare i giorni di permesso e congedo previsti dall’art. 33 della legge 104/92 per non incorrere nella penalizzazione in caso di pensionamento anticipato rispetto ai 62 anni di età.

pignoramento della pensioneSi tratta in sostanza dei permessi fruiti dal lavoratore con handicap grave per sé stesso, dei permessi fruiti dal lavoratore per l’assistenza del familiare disabile e del prolungamento del congedo parentale fruito dai genitori per l’assistenza del figlio con  handicap grave.
Infatti, l’articolo 1 – comma 493 della legge di stabilità 2014 ha modificato l’articolo 6, comma 2 quater della Legge n. 14/2012 escludendo dal calcolo delle penalizzazioni ai fini della pensione anticipatai congedi e i permessi concessi ai sensi dell’articolo 33 della legge 5 febbraio 1992, n. 104”.

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Il decreto “Salva Italia” e le pensioni

La pensione di anzianità è stata abolita dall’art. 24 del decreto legge n. 201/2011 (cosiddetto “Salva Italia” convertito nella legge n. 214/2011) del governo Monti. A seguito di tale riforma, è possibile andare in pensione solo dopo aver maturato i requisiti anagrafici di “vecchiaia”, cioè solo dopo aver raggiunto l’età prevista per la pensione di vecchiaia.
Al posto della pensione di anzianità è stata introdotta la pensione anticipata: chi vuole andare in pensione prima dell’età di vecchiaia, può farlo, se ha una certa “anzianità contributiva”.  Dal 1° gennaio 2019 il requisito deve essere adeguato alla speranza di vita.

Requisiti più severe per l’accesso alle pensioni

La riforma pensioni Monti – Fornero aveva introdotto requisiti più severi per l’accesso alla pensione anticipata che, come abbiamo detto, ha sostituito la pensione di anzianità. In particolare prevedeva che, chi andava in pensione prima dei 62 anni di età, subiva una penalizzazione con decurtazione dell’importo della pensione.

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Il decreto Milleproroghe 2012

Il Decreto Legge n. 216/2011 (cosiddetto “Milleproroghe 2012” convertito con legge n. 14/2012) ha mitigato la penalizzazione stabilendo che le riduzioni non sono applicabili nei confronti di chi matura il requisito contributivo entro il 2017, ma a condizione che tale requisito contributivo utile per il diritto alla pensione anticipata derivi esclusivamente da prestazione effettiva di lavoro in cui sono compresi i periodi di: astensione obbligatoria per maternità, assolvimento degli obblighi di leva, malattia, infortunio, cassa integrazione guadagni ordinaria.

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Di conseguenza se il lavoratore non voleva subire la penalizzazione doveva prolungare l’attività lavorativa del corrispondente periodo per tutte le assenze diverse da quelle appena elencate, compresi i permessi e congedi per disabilità grave previsti dall’art. 33 della legge 104.
La legge di stabilità 2014 ha ripristinato il diritto alla pensione anticipata senza alcuna penalizzazione per chi ha usufruito dei permessi e per i genitori che hanno utilizzato il prolungamento del congedo parentale.

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Permessi legge 104 e congedo legge 151

Si ricorda, infatti, che l’art. 33 della Legge 104, prevedeva, oltre ai permessi per il lavoratore disabile e per assistere il familiare disabile, la possibilità per il genitore di un bambino disabile in condizioni di gravità di prolungare l’astensione facoltativa dal lavoro prevista dalla legge n. 1204/71 fino a tre anni, in alternativa ai permessi orari giornalieri. Questa agevolazione è stata poi prevista dall’art. 33 – comma 1 del decreto legislativo 151/2001 (non più come astensione facoltativa ma come prolungamento del congedo parentale), innovato dall’art. 3 del Decreto Legislativo 119/2011 ed ulteriormente modificato dal Decreto Legislativo n. 80/2015 che ha ampliato la possibilità di usufruirne fino al dodicesimo anno di età del bambino mentre precedentemente era previsto fino all’ottavo anno.

Sintesi

In sintesi restano esclusi dalla penalizzazione:

  • i giorni di permesso per la donazione di sangue ed emocomponenti;
  • i congedi parentali di maternità e paternità;
  • i permessi mensili per assistere i portatori di handicap grave;
  • i permessi fruiti dal lavoratore con grave disabilità;

il prolungamento del congedo parentale di tre anni fino al dodicesimo anno di età, spettante ai genitori di bambini disabili in condizione di gravità.

Pensione anticipata e congedo straordinario

Rispetto alla pensione anticipata, il congedo straordinario di cui all’art. 42 del Decreto  Legislativo 151/2001, ha invece subito alterne vicende.
Infatti, fino al 31 dicembre 2014, per quanto previsto dal Decreto Legge n. 216/2011, confermato e ben chiarito dal messaggio INPS n. 5280/2014, il congedo straordinario non era escluso dal calcolo dalla penalizzazione e, pertanto, chi voleva accedere alla pensione anticipata poteva farlo subendo una penalizzazione nel calcolo della pensione con decurtazione della stessa.

La legge di stabilità 2015 (articolo 1, comma 113, Legge n. 190/2014) ha modificato il  Decreto Legge n. 216/2011 disponendo che, “con effetto sui trattamenti pensionistici decorrenti dal 1º gennaio 2015 le disposizioni in materia di riduzione percentuale dei trattamenti pensionistici, non trovano applicazione limitatamente ai soggetti che maturano il previsto requisito di anzianità contributiva entro il 31 dicembre 2017”.
Infatti, la circolare Inps n. 154 del 17/09/2015 precisa che: “L’articolo 1, comma 113, della citata legge dispone che le pensioni anticipate, di cui all’art. 24, comma 10, del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214,  con decorrenza dal 1° gennaio 2015 non sono soggette in ogni caso a penalizzazioni anche se liquidate prima del compimento del 62° anno, a  condizione  che il requisito di anzianità contributiva sia maturato entro il  31 dicembre 2017”.

La penalizzazioni non si applica sulle pensione dal 1° gennaio 2015

Quindi, la penalizzazione non si applica sulle pensioni aventi decorrenza dal 1° gennaio 2015 e limitatamente ai soggetti che maturano il previsto requisito di anzianità contributiva entro il 31 dicembre 2017, anche se la decorrenza della pensione si collochi successivamente a tale ultima data. In altre parole la penalità non si applica anche nei confronti dei lavoratori che hanno raggiunto il requisito contributivo entro il 2017 ma posticipano la liquidazione della pensione ad un data successiva al 31.12.2017.

In conclusione la legge n. 190/2014  (Legge di stabilità per il 2015) ha stabilito che le pensioni anticipate non potranno subire alcuna penalizzazione dal 1/1/2015 anche per quanti accederanno alla pensione senza aver maturato il requisito anagrafico dei 62 anni. La validità di tale concessione era stabilita fino al 31/12/2017, ma con l’articolo 1, comma 194 della legge n. 232/2016 (legge di bilancio per il 2017) viene definitivamente cancellato il sistema di decurtazioni sulla pensione anticipata  per chi non ha raggiunto il 62° anno di età.
Si ricorda che la legge n. 208/2015 (Legge di Stabilità per il 2016 – art. 1 – comma 299), introducendo il comma 113 all’articolo  1  della  legge n. 190/2014, ha reso la depenalizzazione retroattiva, prevedendo l’abolizione del taglio applicato sulla pensione anticipata, a coloro che sono andati in pensione nel periodo 2012-2013-2014,  i quali, però, non recupereranno quanto già perso, ma potranno usufruire del trattamento pensionistico “intero”, a partire dal 1° gennaio 2016.

Fonte: SuperAbile a cura di Alessandra Torregiani e Gabriela Maucci

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