Pensione anticipata invalidità e lavoratore precoce senza Quota 41, quali alternative

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25/07/2018

Pensione anticipata invalidità e lavoratore precoce senza Quota 41, quali alternative

Ci scrive un lettore che chiede quando può andare in pensione anticipata con un’invalidità al 50%, inoltre ha lavorato prima dei 19 anni, con circa 32 anni di contribuzione e 5 anni di maggiorazione legge 388/2000.

Analizziamo quando è possibile accedere alla pensione anticipata in possesso di invalidità, una breve panoramica.

Pensione anticipata Ape Sociale

pensione-anticipata-disabiliL’Ape Sociale è un’indennità a carico dello Stato erogata dall’INPS a soggetti in determinate condizioni previste dalla legge che abbiano compiuto almeno 63 anni di età e che non siano già titolari di pensione diretta in Italia o all’estero. L’indennità è corrisposta, a domanda, fino al raggiungimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia, ovvero fino al conseguimento della pensione anticipata o di un trattamento conseguito anticipatamente rispetto all’età per la vecchiaia.

Si tratta di una misura sperimentale in vigore dal 1° maggio 2017 al 31 dicembre 2018, intesa ad accompagnare verso l’età pensionabile soggetti in determinate condizioni ed è soggetta a limiti di spesa.

L’Ape Sociale è rivolta agli invalidi con una percentuale pari o superiore al 74%. 

Ricordiamo che scade il 31 dicembre 2018 e il nuovo governo non intende prorogarla, per maggiori informazioni, consigliamo di leggere: 

Pensione APE Sociale, ci sarà la proroga nel 2019?

Pensione e assegno ordinario di invalidità

L’assegno ordinario di invalidità (Categoria IO) è una prestazione economica che spetta ai lavoratori dipendenti e autonomi, iscritti all’assicurazione generale obbligatoria INPS. Quindi hanno diritto i lavoratori dipendenti, autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti,coloni e mezzadri) e iscritti ad alcuni fondi pensioni sostitutivi ed integrativi dell’assicurazione generale obbligatoria.


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Per il diritto all’assegno è necessario avere un’infermità fisica o mentale, non derivante da causa di servizio, accertata dai medici dell’INPS, tale da provocare una riduzione della capacità di lavoro di due terzi della capacità di lavoro, in occupazioni confacenti alle attitudini del lavoratore. Inoltre, è necessario che ci siano  5 anni di contribuzione (pari a 260 contributi settimanali), di cui almeno 3 anni (pari a 156 contributi settimanali) versati nei 5 anni precedenti alla data di presentazione della domanda  (art. 4, Legge 222/84).

E’ importante precisare che l’assegno ordinario di invalidità non è una pensione definitiva. Infatti, al compimento dell’età pensionabile, viene trasformato in pensione di vecchiaia.

Età pensionabile

Lavoratori non vedenti. Se tali da prima di essere iscritti all’assicurazione obbligatoria o con almeno 10 anni di assicurazione e contribuzione dopo l’insorgenza della cecità: 55 anni  uomini; 50 anni donne.
Lavoratori non vedenti. In tutti gli altri casi: 60 anni  uomini; 55 anni donne.

Lavoratori invalidi. Gli invalidi con almeno l’80% di invalidità: 60 anni uomini; 55 anni donne.

Invalidità e maggiorazione contributiva

Maggiorazione contributiva riconosciuta ai lavoratori dipendenti invalidi, in base all’articolo 80, comma 3 della legge 388/2000, che consente ai lavoratori sordomuti, agli invalidi civili per qualsiasi causa ai quali sia stata riconosciuta un’invalidità superiore al 74 per cento o assimilabile, agli invalidi di guerra, civili di guerra e gli invalidi per causa di servizio nel rapporto di pubblico impiego con le Amministrazioni statali o gli Enti locali, con invalidità ascritta alle prime quattro categorie della tabella A allegata al testo unico delle norme in materia di pensioni di guerra (DPR 915/1978), di richiedere per ogni anno di lavoro effettivamente svolto, il beneficio di due mesi di contribuzione figurativa.


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E’ riconosciuto un limite massimo di cinque anni di contribuzione figurativa e risulta utile sia ai fini del diritto alla pensione che alla determinazione della sua misura per le anzianità soggette al calcolo retributivo. Mentre risulta utile solo ai fini del diritto alla pensione per le anzianità soggette al calcolo contributivo.%

Lavoratori precoci con invalidità uguale o superiore al 74%

Per accedere alla pensione anticipata lavoratori precoci oltre al requisito lavorativo effettivo prima dei 19 anni e i 41 anni di contributi, viene richiesto che il lavoratore si trovi in una di queste 4 categorie:

  • lavoratori dipendenti in stato di disoccupazione per cessazione del rapporto di lavoro a seguito di licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale e che non percepiscono più da almeno tre mesi la prestazione per la disoccupazione loro spettante;
  • lavoratori dipendenti ed autonomi che assistono al momento della richiesta e da almeno sei mesi il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità (ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104);
    lavoratori dipendenti ed autonomi che hanno una riduzione della capacità lavorativa, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile, superiore o uguale al 74%;
  • lavoratori dipendenti addetti a lavori usuranti (articolo 1, commi 1, 2 e 3, del decreto legislativo 21 aprile 2011, n. 67); lavoratori che svolgono da almeno sei anni in via continuativa l’attività.

Ci sono altre misure per accedere alla pensione anticipata, l’Ape Volontario e la Rita. Poi il nuovo Governo inserirà nella legge di bilancio la Quota 100, per saperne di più consiglio di leggere: Pensione Quota 100 lascia fuori la pensione con legge 104 (per se stessi e caregiver), cosa cambia nel 2019

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