Pensione anticipata Quota 100: età pensionabile e cosa cambia per chi è invalido?

Pensione anticipata Quota 100 non per tutti, qual è l’età pensionabile e cosa è previsto per gli invalidi, tutte le novità ad oggi.

Pensione Quota 100, i quesiti di due lettori:

1) Ho 58 anni e 33 anni di contributi, posso andare con Quota 100 in pensione con 63 anni e 38 anni di contributi? In più ho un’invalidità civile dell’85%.

2) Si calcolano i contributi figurativi?

La pensione Quota 100 è una misura prevista nel contratto di Governo Salvini – Di Maio. Prevede che si potrà accedere alla pensione con la somma dell’età e degli anni di contributi del lavoratore è almeno pari a 100.

Come funziona la Quota 100?

Pensione anticipataI dettagli della pensione Quota 100 non sono stati precisati. La misura prevede che il lavoratore potrà accedere alla pensione quando la somma dei contributi versati e l’età anagrafica arrivino a 100. In base alle indiscrezioni pervenute, si parla di un limite di età pensionabile. Non è l’unico requisito richiesto, saranno introdotti minimo di età anagrafica e minimo dei contributi versati.

Si parla di un minimo di 64 anni di età e non meno di 36 anni di contribuzione, con la possibilità di utilizzare un massimo di due anni coperti da contributi figurativi.

Quindi, non si potrà andare in pensione con 63 anno e 38 anni di contributi, per avere una risposta definitiva bisogna attendere le modalità attuative, che non saranno nell’immediato.

In riferimento all’invalidità, la Quota 100, non fa distinzioni di lavoratori, in base a quanto è trapelato, sarà accessibile a tutti.

E’ possibile leggere tutte le informazioni qui: Pensione Quota 100: con quanti anni di contributi e età pensionabile?

Pensione anticipata di invalidità

Nel quesito il lettore ci dice che ha un’invalidità dell85%, Queste figure sono tutelate con la pensione anticipa di invalidità, analizziamo quando è possibile uscire prima dal lavoro.

Il beneficio riguarda i seguenti lavoratori dipendenti (Circolare INPS 35/2012): non vedenti; invalidi in misura non inferiore all’80%.
Ricordiamo che il beneficio della diversa età pensionabile è concesso soltanto ai lavoratori del settore privato.

Inoltre, in riferimento all’età pensionabile, l’accertamento dello stato di invalidità (in misura non inferiore all’80%) deve essere effettuato dagli uffici sanitari dell’INPS e il riconoscimento eventualmente già ottenuto da altro ente costituisce solo elemento di valutazione per la formulazione del giudizio medico legale. L’invalidità deve essere valutata ai sensi della legge 222/1984 (legge riguardante la disciplina pensionabile dei lavoratori inabili o invalidi: pensione d’inabilità INPS e assegno ordinario d’invalidità INPS).

Riduzione dell’età pensionabile

Possono accedere alla pensione anticipata per invalidità le seguenti categorie:
Lavoratori non vedenti, se da prima di essere iscritti all’assicurazione obbligatoria o con almeno 10 anni di assicurazione e contribuzione dopo l’insorgenza della cecità: 55 anni uomini; 50 anni donne.

Lavoratori non vedenti, in tutti gli altri casi: 60 anni uomini; 55 anni donne.

Lavoratori invalidi: gli invalidi con almeno l’80% di invalidità, 60 anni uomini; 55 anni donne.

I requisiti anagrafici debbono essere adeguati all’aspettativa di vita e, inoltre, questo trattamento pensionistico è soggetto alla disciplina delle finestre mobili. Tale disciplina comporta, a differenza da quanto previsto dalla Legge Fornero, la posticipazione di un anno della pensione dopo aver perfezionato i requisiti.

Come requisito contributivo è richiesta un’anzianità contributiva minima pari a 20 anni.

Maggiorazione contributiva con invalidità superiore al 74%

Gli invalidi possono chiedere una maggiorazione contributiva, è riconosciuta dall’articolo 80, comma 3 della legge 388/2000, che consente ai lavoratori sordomuti, agli invalidi civili per qualsiasi causa ai quali sia stata riconosciuta un’invalidità superiore al 74 per cento o assimilabile, agli invalidi di guerra, civili di guerra e gli invalidi per causa di servizio nel rapporto di pubblico impiego con le Amministrazioni statali o gli Enti locali, con invalidità ascritta alle prime quattro categorie della tabella A allegata al testo unico delle norme in materia di pensioni di guerra (DPR 915/1978), di richiedere per ogni anno di lavoro effettivamente svolto, il beneficio di due mesi di contribuzione figurativa.

È riconosciuto un limite massimo di cinque anni di contribuzione figurativa e risulta utile sia ai fini del diritto alla pensione che alla determinazione della sua misura per le anzianità soggette al calcolo retributivo. Mentre risulta utile solo ai fini del diritto alla pensione per le anzianità soggette al calcolo contributivo.

Redazione NotizieOra

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