Pensione di invailidità 2023: requisiti, importi e limiti di reddito

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13/01/2023

Pensione di invailidità 2023: requisiti, importi e limiti di reddito

Pensione di invalidità 2023, anche per questo istituto sono previsti importanti aggiornamenti. La scorsa legge finanziaria ha portato a un incremento delle pensioni, con una rivalutazione importante legata all’inflazione. Le pensioni saranno aumentate in senso generale del 7,3%. Di questa rivalutazione, il 2% era già stato anticipato negli ultimi mesi dell’anno.

L’aumento effettivo corrisponderà quindi al 5,3%. Sulle pensioni di invalidità bisogna però considerare che per effetto delle stesse rivalutazioni, cambiano al rialzo anche i limiti di reddito previsti per poter usufruire dell’assegno. Vediamo quindi il quadro completo della situazione, aggiornato con le ultime novità in arrivo dopo l’approvazione della legge di bilancio 2023.

Pensione di invalidità civile 2023: il quadro della situazione

La pensione di invalidità non prevede l’applicazione di importi fissi. Infatti, l’entità dell’assegno varia sulla base delle diverse tipologie di assegno erogato. L’aggiornamento dettato dalla legge di bilancio ha comunque portato a un incremento delle pensioni d’invalidità di base, che nel corso del 2023 vedranno applicare un aumento di 22,66 euro. Quindi, il nuovo assegno di partenza erogato dall’Inps corrisponderà a 313,91 euro al mese.

L’adeguamento all’inflazione andrà poi ad aumentare anche le indennità di accompagnamento e gli assegni accessori. Nel primo caso, l’importo erogato in favore dei beneficiari sale a 527,16 euro al mese. Mentre le pensioni riconosciute agli invalidi di guerra, così come quelle del servizio ai titolari di pensioni di guerra o pensioni privilegiate vedranno applicare un aumento corrispondente all’1,31%.


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Pensione di invalidità civile 2023: come cambiano i limiti di reddito

In precedenza abbiamo specificato che l’adeguamento alla crescita dell’inflazione avrà delle conseguenze anche rispetto ai nuovi limiti di reddito applicati alle pensioni di invalidità civile. Quali sono quindi le novità in arrivo con la nuova legge di bilancio 2023? È opportuno innanzitutto distinguere tra i diversi assegni erogati in tale contesto.

Le pensioni destinate agli invalidi totali, ciechi civili e sordomuti vedono alzare il limite di reddito da 17050,42 euro a 17920,00 euro nel 2023. Per gli invalidi parziali e minori, il limite di reddito passa invece da 5025,02 euro a 5391,88 euro.

Pensioni di invalidità 2023: i nuovi limiti e importi caso per caso

Entrando nello specifico, possiamo delineare gli aggiornamenti alle pensioni di invalidità per ogni caso specifico. Gli invalidi civili totali beneficeranno di una pensione di invalidità civile di 313,91 euro, con limite di reddito posto a 17920,00 euro. Stesso assegno base anche per gli invalidi civili parziali, con limite di reddito a 5391,88 euro. L’indennità di accompagnamento è di 527,16 euro, senza limiti di reddito. L’indennità di frequenza per i minori di 18 anni corrisponde a 313,91 euro, con limite di reddito sempre a 5391,88 euro.

Per i ciechi civili assoluti, l’invalidità di base è di 339,48 euro al mese, con limite di reddito a 17920,00 euro. Le pensioni per ciechi civili parziali corrispondono a 313,91 euro, con limite di reddito a 17920,00 euro. L’accompagnamento per ciechi civili assoluti sale a 959,21 euro, mentre l’indennità speciale ciechi ventesimisti corrisponde a 217,64 euro. In entrambi i casi, non vi sono limiti di reddito. L’assegno a vita per gli ipovedenti gravi (decimisti) corrisponde a 232,99 euro, con un limite di reddito fissato a 8615,46 euro.

Per i sordi, la pensione di invalidità civile nel 2023 è di 313,91 euro, con limite di reddito a 17920 euro. Mentre l’indennità di comunicazione dei sordi sale a 261,11 euro, senza l’applicazione di alcun limite di reddito.

Ulteriori aggiornamenti agli assegni di invalidità civile

All’interno di questo scenario, è utile riepilogare gli altri casi di sostegno previsti dalla legge. I lavoratori con drepanocitosi o talessemia major beneficiano di un assegno mensile di 563,74 euro, senza l’applicazione di alcun limite reddituale.


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L’assegno per l’assistenza personale e continuativa erogato dall’Inps ai pensionati per inabilità nel 2022 corrispondeva a 574,59 euro. Nel 2023 sale a 585,51 euro.

Schema di riferimento per le pensioni di invalidità e gli assegni di sostegno

Riassumendo, gli incrementi previsti dall’Inps per le pensioni e i limiti di reddito nel corso del 2023 vedranno applicare un tasso di rivalutazione del 7,30%. I limiti di reddito INVCIV totali saranno rivalutati del 5,10%, mentre le indennità INVCIV dell’1,31%.

La legge di bilancio prevede infatti che l’aggiornamento all’inflazione venga applicato anche alle prestazioni d’invalidità civile e alle prestazioni sociali, aggiornando quindi le seguenti prestazioni:

  • pensione di inabilità;
  • assegno mensile di assistenza;
  • assegno sociale sostitutivo;
  • pensione non riversibile per sordi;
  • pensione non riversibile per ciechi;
  • indennità di accompagnamento;
  • indennità di comunicazione;
  • indennità accompagnamento cieco assoluto;
  • indennità speciale;
  • indennità di frequenza;
  • indennità di talassemia;
  • assegno sociale;
  • pensione sociale.

Gli incrementi sono da intendersi come provvisori, visto che il dato effettivo sarà rivisto alla fine del 2023 (con decorrenza dal 1° gennaio dell’anno in corso).