Pensione di invalidità non basta: c’è il reddito di cittadinanza

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21/08/2020

La pensione di invalidità non basta? E’ possibile, per l’invalido che non ha altri redditi, presentare richiesta per il reddito di cittadinanza.

Pensione di invalidità non basta: c’è il reddito di cittadinanza

La pensione di invalidità civile, certamente, non eroga un importo che possa permettere di vivere al disabile che la riceve. E proprio alla luce di questo si introduce la sentenza della Corte Costituzionale che prevede l’incremento al milione per gli invalidi civili totali da 18 a 60 anni (visto che dopo i 60 anni l’aumento era già previsto). La novità, purtroppo, però non riguarda gli invalidi civili con percentuale dal 74 al 99% visto che per loro non è certificata l’inabilità assoluta al lavoro, anche se in moltissimi casi queste persone, proprio a causa delle patologie che li affliggono non possono lavorare comunque.

Pensione di invalidità non basta

Una lettrice scrive per chiedere un consiglio:

Sono Daniela De Lorenzis da Galatina invalida al 75% con sentenza del tribunale di Lecce. Nel tempo mi hanno riscontrato la sclerosi multipla , la fibromialgia e poli artrosi su tutto il corpo. Ho chiesto l’aggravamento e non me lo hanno accettato. Ho fatto ricorso ma passerà molto tempo per avere notizie. Come faccio io con una pensione di 297€al mese con ciò che devo comprare farmaci a mie spese ed ho un figlio di dieci anni.


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Sicuramente l’importo della pensione di invalidità che riceve non le permette di vivere e di mantenere anche un bambino di 10 anni. Se le verrà accettato il ricorso e le sarà riconosciuta un’invalidità totale, senza alcun dubbio avrà diritto all’integrazione al milione prevista dalla sentenza della Corte di Cassazione e dal Decreto di Agosto. Ma ovviamente, nel frattempo, deve trovare il modo di aumentare le sue entrate.

E se tutto il reddito da lei percepito è quello che mi scrive può, senza alcuna esitazione, presentare la domanda per il reddito di cittadinanza. Per poter richiedere il sussidio, infatti, è necessario che l’Isee familiare sia al di sotto dei 9.360 euro annui, che il patrimonio immobiliare diverso dalla prima casa di abitazione, non superiore a 30.000 euro, che il patrimonio finanziario non sia superiore a 6.000 euro che può essere incrementato in funzione del numero dei componenti del nucleo familiare e delle eventuali disabilità presenti nello stesso. Inoltre è necessario che il reddito familiare inferiore a 6.000 euro annui moltiplicato per la scala di equivalenza. La soglia del reddito è elevata a 9.360 euro nei casi in cui il nucleo familiare risieda in una abitazione in affitto.