Pensione Quota 100 lascia fuori la pensione con legge 104 (per se stessi e caregiver), cosa cambia nel 2019

Pensione Quota 100 non vengono considerate le categorie deboli, lavoratori invalidi con il 74% e coloro che assistono il familiare con handicap grave legge 104 art. 3 comma3, cosa succederà nel 2019?

Si parla tanto di Pensione Quota 100, ma sono tanti i risvolti da considerare. Questa misura lascia fuori molte platee di beneficiari, tra questi vi sono i lavoratori con un’invalidità del 74% e i lavoratori che assistono da più di 6 mesi i familiari con handicap grave con legge 104 art. 3 comma 3 (caregiver).

Consigliamo di leggere: Pensione anticipata con legge 104 (per se e per i familiari) cosa cambia nel 2019?

Pensione Quota 100 e Ape Sociale con legge 104

pensione-anticipata-disabiliLa proposta che negli ultimi giorni era stata anticipata dalla Lega, si basava su una combinazione fissa di 64 anni e 36 di contributi con un tetto alla contribuzione figurativa e una penalità nel calcolo della pensione dei lavoratori con almeno 18 anni di contributi al 1995.

La Quota 100 così configurata non convince, troppi paletti e limitazioni, inoltre lascia fuori le categorie deboli che attualmente rientrano nell’Ape Sociale. Ricordiamo che l’Ape Sociale scade il 31 dicembre 2018, e anche se sono stati previsti i fondi nella legge di Bilancio 2018, il nuovo governo non intende rinnovare. 

Cosa comporta abolire l’Ape Sociale

Abolire l’Ape Sociale, significa togliere la possibilità ai caregiver familiari e ai lavoratori con un’invalidità del  74%, di andare prima in pensione, un beneficio importante per chi assiste un familiare con handicap grave legge 104 art. 3 comma 3. La nuova misura Quota 100, ha come requisito 64 anni e 36 anni di contributi, mentre l’Ape Sociale da la possibilità di uscire a 63 anni e 30 anni di contributi, insomma la differenza c’è ed è molta.  

Modificare la Legge Fornero

Di Maio, ha confermato la volontà di modificare la Legge Fornero, già nella prossima legge di Bilancio 2019. Inoltre, riprende il discorso sul tema della flessibilità in uscita, ribadendo che saranno coloro che hanno maturato i 41 anni di contributi, indipendentemente dall’età. 

Inoltre conferma la volontà di prorogare l’Opzione donna e particolari attenzione sui lavori usuranti per dare maggiore dignità a queste categorie di lavoratori.

Poi infine ribadisce, che: “aboliremo le pensioni d’oro o di privilegio, sopra i 4-5mila euro netti e non legate alla contribuzione, anche per finanziare quelle di cittadinanza”.  Questa misura sarà approvata a breve.

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Redazione NotizieOra

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