Permessi con Legge 104: cosa sono e come usufruirne – guida

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11/12/2019

Tre giorni mensili, due ore giornaliere o il prolungamento del congedo parentale tra i permessi della Legge 104 per gli handicappati o per i loro familiari 

Permessi con Legge 104: cosa sono e come usufruirne – guida

La Legge 104 stabilisce dei permessi lavorativi retribuiti di cui possono beneficiare non solo i portatori di handicap, ma anche i loro familiari. Questi permessi vengono pagati dall’Inps tramite il datore di lavoro, sono frazionabili e variano in caso di lavoro part-time e in base all’età della persona con handicap. In questo articolo vi illustreremo tutti i dettagli e le tipologie di permessi, oltre a come richiederli. 

Come ottenere lo stato di handicap e i permessi della Legge 104

Per beneficiare della Legge 104 è innanzitutto necessario farsi riconoscere lo stato di handicap o di handicap grave, dovuto a delle patologie ben specificate in apposite tabelle ministeriali. Una volta individuata e attestata la patologia, il medico predisporrà una certificazione nel sito dell’Inps che avrà una validità di 90 giorni, durante i quali va compilata e inviata in autonomia, o tramite patronato, la richiesta di riconoscimento dell’handicap all’Inps. Si dovrà poi scegliere dal sito dell’Inps il giorno in cui fare gli accertamenti presso la Commissione dell’Azienda USL, la quale richiederà la certificazione fatta dal medico. Il verbale della commissione potrà essere approvato all’unanimità in modo definitivo, oppure senza unanimità; in questo caso, il Responsabile del Centro Medico Legale dell’Inps potrà convalidarlo entro 10 giorni o effettuare una nuova visita entro 20 giorni. È possibile comunque fare ricorso avverso al verbale entro 6 mesi, nel caso in cui non si concordi con l’esito, richiedendo un accertamento tecnico preventivo ad un giudice.


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Una volta ufficializzato il riconoscimento, per ottenere i permessi basterà inoltrare una domanda al proprio datore di lavoro e all’Inps con una delle seguenti modalità:

  • Accedendo ai Servizi online per il cittadino tramite PIN, SPID o CNS
  • Telefonando al Contact Center dell’Inps al numero 803.164
  • Rivolgendosi al patronato

A chi spettano i permessi con Legge 104?

I permessi spettano al portatore di handicap o ad un solo lavoratore tra i familiari che assistono un disabile non ricoverato. Il lavoratore può essere un genitore, anche adottivo, un parente di secondo grado o il coniuge. Se i genitori e il coniuge hanno più di 65 anni, sono invalidi, mancanti o defunti, i permessi spettano a un figlio, a un fratello o a una sorella convivente con il portatore di handicap, oppure a parenti di terzo grado, in mancanza di tutte le categorie precedenti. Se una di queste figure viene scoperta ad utilizzare i permessi in maniera impropria, la pena è il licenziamento.  

Quanti giorni di permesso spettano a ciascun lavoratore o al portatore di handicap?

Al lavoratore che otterrà i permessi o al disabile stesso spettano tre giorni di congedo lavorativo retribuito al mese, coperti da contributi e utilizzabili anche a ore. Per cui, all’interno dello stesso mese, i permessi possono essere frazionati anche in sei mezze giornate lavorative. Nel caso di lavoro part-time verticale, limitato ad alcuni giorni del mese, i giorni vengono riproporzionati, poiché si lavora per meno ore.

I genitori possono richiedere anche il prolungamento del congedo parentale entro il dodicesimo compleanno del bambino o dodici anni dopo l’ingresso in famiglia per i bambini adottati, avendo diritto a un’indennità pari al 30% della retribuzione. Tuttavia, il congedo parentale ordinario e il suo prolungamento non possono superare i 3 anni, ma sono fruibili alternativamente ai tre giorni di permesso. 


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Se il bambino è di età inferiore ai tre anni, spettano in alternativa anche 2 ore di permesso al giorno, che scendono a un’ora per chi lavora meno di 6 ore giornaliere. Di quest’ultima tipologia di permesso possono beneficiare anche i disabili stessi, in alternativa ai 3 giorni di permesso mensili.

Come avviene la retribuzione

L’intero ammontare della retribuzione è a carico dell’Inps e viene anticipato dal datore di lavoro, che verrà successivamente rimborsato inviando il flusso UNIEMENS.

Va precisato che i permessi sono computati nell’anzianità di servizio ma esclusi agli effetti delle ferie, della gratifica natalizia e della tredicesima.