Permessi legge 104: esiste un ordine di priorità familiare solo in alcuni casi

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07/01/2020

Permessi legge 104 e ordine di priorità familiare solo in alcuni casi, ecco quando e quali sono le caratteristiche in base alla normativa vigente.

Permessi legge 104: esiste un ordine di priorità familiare solo in alcuni casi

I permessi legge 104 consistono in assenze retribuite concesse per assistere il familiare disabile. I permessi legge 104 sono richiesti dal lavoratore e si possono suddividere in due ore al giorno (art. 33 co. 2 della L. 104/1992), oppure in tre giorni al mese, anche in maniera continuativa (art. 33 co. 3 della L. 104/1992). I permessi legge 104 spettano ai lavoratori del settore privato e pubblico che assistono il familiare con un’invalidità certificata con handicap grave. Un lettore ci chiede se esiste un ordine di priorità da rispettare.

Permessi legge 104 in qualità di nipote, è possibile?

Buonasera, vi scrivo dopo aver letto un vostro interessante articolo sui permessi relativi alla legge 104/92, per chiedervi una delucidazione. Fra qualche mese sarò un vigile del fuoco e sarò destinato ad un comando del nord. Sono residente a L., ed insieme a me vivono i miei genitori e mio nonno, invalido e certificato 104 in situazione di gravità. So che per il trasferimento temporaneo non ho diritto in quanto mia madre è residente insieme a lui. La mia domanda è se posso io, nipote, usufruire dei 3 giorni di permesso per assistere mio nonno, in virtù del fatto che mai nessuno ne ha usufruito. In attesa della risposta, porgo i miei saluti. A.

Chi può fare domanda dei permessi legge 104


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I permessi spettano ai seguenti familiari: coniuge, genitore, convivente more uxorio; coppie unite civilmente; parenti e affini al 2° grado e in casi particolari al 3° grado.

Nei familiari del 3° grado sono inclusi gli zii e i nipoti.

Possono fruire dei permessi i familiari entro il 3° grado se i genitori o il coniuge si trovano in determinate condizioni, ed esattamente: hanno compiuto un’età anagrafica di 65 anni e sono affetti da patologie invalidanti a carattere permanente certificate (D.I. 278/2000) oppure deceduti o mancanti.

Risposta

In pratica, il nipote può assistere il familiare con disabilità, non è necessario che tutti i familiari abbiano patologie invalidanti con handicap permanente o deceduti, e abbiano compiuto 65 anni; ma bisogna verificare che queste condizioni siano esistenti per:

  • genitore del disabile;
  • coniuge del disabile (viene considerato anche il convivente).

Queste sono regole generali che trovano applicazione nei vari contratti collettivi, nel caso specifico, le consiglio di verificare le disposizioni contrattuali. Il datore di lavoro potrebbe chiedere la documentazione che comprovi l’effettiva necessità dell’assistenza. I vigili del fuoco, le Forze Armate hanno delle regole restrittive e rigide. 

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