Permessi legge 104, giustificazione al datore di lavoro

Permessi legge 104, il datore di lavoro mi ha intimato il licenziamento, perchè il tempo impegnato non era a supporto del familiare disabile, cosa fare?

Permessi legge 104: Buonasera, chiedo alcune delucidazioni in merito alla legge 104.  In data odierna il mio datore di lavoro mi ha fatto una contestazione disciplinare riguardo la fruizione dei permessi Lg 104 per mia madre. Apprendo che ha effettuato delle verifiche, probabilmente tramite un investigatore privato per seguire i miei spostamenti durante la fruizione di tali permessi. Ha fatto un elenco dettagliato dei miei spostamenti per tre giorni diversi contestandomi di non essermi recata alla abitazione di mia madre.In realtà’ ho effettuato dei servizi, spesa, operazioni bancarie, ed altro per mia madre disabile, recandomi successivamente da lei. È lecito tutto  questo. Minacciano il licenziamento. È possibile? Come posso difendermi? Attendo Vostra gentile risposta. Grazie 

Permessi legge 104, come dimostrare il tempo impegnato

Una recente sentenza della Corte di Cassazione, Sezione lavoro (sentenza 27.11.2018, n. 30676), ammette la possibilità di usare i permessi previsti dalla L. 104/1992 per attività non strettamente legate alle cure materiali del disabile (conforme: Cassazione, sent. 2.10.2018, n. 23891), come il prelievo al bancomat. Deve comunque sussistere un nesso causale tra il permesso e l’attività di assistenza.

È controverso se rientra nel perimetro della L. 104/1992 lo svolgimento di attività ordinarie (lavare, stirare, fare la spesa) che potrebbero essere svolte in altre ore della giornata, non essendo vincolate a orari precisi. Tra gli esempi di giusta causa di licenziamento si citano i seguenti: sfruttare i permessi per sostenere esami universitari; per svolgere un secondo lavoro; per partecipare a serate danzanti; per svolgere l’attività soltanto durante un’esigua parte di tempo.  È legittimo il ricorso ad agenzie investigative per accertare abusi, che integrano anche il reato di truffa ai danni dello Stato.

Conclusione

Alla luce di questa sentenza, lei può dimostrare che le attività che ha svolto, nel periodo di tempo contestato, rientrano nell’assistenza a sua madre, corredando il tutto con documentazione. Ad esempio, se ha fatto delle operazioni in banca per sua madre, avrà le ricevute rilasciate dalla banca con conto di suo madre, dove lei può compiere operazione in quanto delegata, oppure se si è recata in farmacia per sua madre avrà lo scontrino parlante e il nome dei farmaci per la terapia di sua madre.  Insomma, per contestare l’azienda, dovrà dimostrare che quello che afferma è vero. Le consiglio di consultare un avvocato, e far preparare una lettera di risposta alle accuse, elencando la documentazione a supporto della sua tesi. Ricodiamo che, deve comunque sussistere un nesso causale tra il permesso e l’attività di assistenza al familiare con handicap grave (legge 104 art 3 comma 3).

Angelina Tortora

Scrivere è passione, è vita, mi accompagna da quando ero bambina. Attraverso la scrittura posso comunicare notizie, idee e soprattutto aiutare gli altri. In un mondo dove tutto va all’incontrario, e dove tutto è confusione, il mio obiettivo è quello di diffondere notizie che aiutino. NotizieOra rappresenta la realizzazione di un sogno, dove esprimersi è libertà, è passione. “Solo attraverso la scrittura possiamo avere notizia di uomini che ci hanno preceduto e scoprire in cosa si sono distinti. E, come i classici insegnano, se si ha memoria di qualcuno, se ne protrae l’esistenza.”