Permessi legge 104: il datore di lavoro può non concederli?

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18/10/2019

Il datore di lavoro non può in nessun caso negare la fruizione dei permessi legge 104 al proprio dipendente.

Permessi legge 104: il datore di lavoro può non concederli?

I lavoratori dipendenti che si prendono cura di un familiare con grave disabilità in base alla legge 104, articolo 3 comma 3, e gli stessi dipendenti con grave disabilità hanno il diritto alla fruizione dei 3 giorni mensili di permesso retribuiti previsti dalla stessa legge 104/1992.Per ottenere i permessi la domanda va inviata all’INPS che concede l’autorizzazione alla fruizione (visto che la retribuzione dei giorni in questione è erogata dall’INPS e solo anticipata dal dataore di lavoro).

Permessi legge 104 e datore di lavoro

Una nostra lettrice, insegnante, ci scrive:

Salve, sono una docente 3 fascia con supplenza fino al 30 giugno. Ho i genitori entrambe disabili, ed ho necessità di accedere ai permessi L. 104 (come faccio ogni anno) per mia madre. Ho presentato istanza al dirigente scolastico il 25 settembre, ma ancora non ho ricevuto risposta. La scorsa settimana avevo richiesto i 3 giorni ma il dirigente mi ha fatto comunicare che ancora non aveva accettato la domanda per cui se avevo necessità di quei giorni avrei dovuto prendere dei permessi non retribuiti. Io adesso ho estrema necessità di accedere ai permessi perchè mia madre si trova in uno stato di malattia e non c’è nessun altro che puó prendersene cura, cosa posso fare? Quanto tempo devo aspettare? Fra l’altro non mi ha ancora dato motivazioni, anche perchè dice di essere sempre impegnato e quindi mai disponibile a colloqui. Grazie mille.


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Al datore di lavoro va inoltrata copia della domanda insieme ad una eventuale richiesta di fruizione dei permessi. Il datore di lavoro, però, non ha la discrezionalità in merito alla concessione dei permessi stessi: l’autorizzazione, infatti, è concessa dall’INPS es è insindacabile.

Se ci sono i presupposti di legge per la fruizione dei permessi il datore di lavoro non può negare la concessione degli stessi già concessi dall’INPS.

Nel suo caso, quindi, il dirigente deve solo prendere atto del fatto che lei assiste un familiare con handicap grave e che la concessione della fruizione dei permessi è stata riconosciuta dall’INPS. Entro la fine di ottobre, quindi, lei ha diritto di fruire dei 3 giorni di permesso che ricordiamo essere volti alla cura e all’assistenza di una persona disabile i cui diritti vengono prima di qualsiasi altra cosa.