Permessi legge 104: si deve assistere il disabile per tutto il tempo?

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20/01/2020

prendere un permesso con legge 104 significa dover trascorrere tutta la giornata al fianco del disabile? Vediamo cosa prevedono i giudici al riguardo.

Permessi legge 104: si deve assistere il disabile per tutto il tempo?

Sono stati, nel tempo, moltissimi i lettori che ci hanno chiesto se fruendo dei permessi legge 104 erano tenuti a trascorrere tutto il tempo con il familiare con handicap grave di cui si prendevano cura. Questo perchè la legge punisce gli abusi dei permessi e il datore di lavoro, nel caso scopra l’abuso da parte del dipendente che ne fruisce, può procedere al licenziamento giustificato. Ma cerchiamo di fare chiarezza grazie ad una recente sentenza dei giudici della Corte di Campobasso al riguardo che, pur tenendo conto dei diritti del datore di lavoro, tiene conto anche di quelli del dipendente.

Permessi 104 e tempo da trascorrere con il disabile

In lavoratore dipendente che si avvale dei permessi legge 104 mensili non per prestare assistenza al familiare con grave disabilità ma per altre attività, commette un abuso del diritto poichè lede il diritto del datore di lavoro andando a ledere la fiducia riposta dallo stesso nel proprio dipendente. Oltre a ledere i diritti del datore di lavoro una condotta di abuso va a ledere economicamente anche l’INPS (o l’ente che eroga l’indennità corrisposta nella fruizione dei permessi stessi) per aver percepito indebitamente l’indennità pur non intervenendo dell’assistenza del familiare con grave handicap.

Al riguardo, però, si è recentemente espressa la Corte appello di Campobasso che con la sentenza numero 257 del 26 ottobre 2019 ha chiarito alcuni punti.


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I giudici hanno chiarito che pur restando saldi i diritti del datore di lavoro e dell’ente erogatore dell’indennità, è bene sottolineare che l’assistenza al disabile non deve essere intesa con la vicinanza fisica continuativa con lo stesso.

La cura di un familiare disabile, fanno notare i giudici, non consiste solo nella mera assistenza fisica e di compagnia poichè assistere un familiare con grave handicap richiede interventi diversificati e non solo quelli del familiare che lo assiste.

L’assistenza stessa, quindi, può essere effettuata anche nel provvedere alle esigenze fondamentali del disabile che non implichino la vicinanza fisica: ad esempio recarsi in farmacia per il disabile, contattare altre figura che lo assistono (fisioterapista, infermiere e altre figure specialistiche), fare la spesa, pagare le bollette e tantissime altri servizi che il disabile, proprio per la sua condizione di gravità, non può svolgere in autonomie e deve affidarsi, di conseguenza all’assistenza di un familiare.