Ragazzo con disabilità legge 104 art. 3 comma 1, negata l’iscrizione, fa ricorso e vince

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18/04/2018

Negata l’scrizione alla prima classe superiore per un ragazzo con disabilità legge 104 art. 3 comma 1, i genitori fanno ricorso e vincono, la scuola è un diritto per tutti.

Ragazzo con disabilità legge 104 art. 3 comma 1, negata l’iscrizione, fa ricorso e vince

Ragazzo con disabilità attestata dal possesso della legge 104 art. 3 comma 1, fa richiesta a due istituti di scuola superiore per l’iscrizione alla prima classe e gli viene negata. I genitori fanno ricorso e viene accolto con la sentenza del 26 marzo 2018 n. 439 del TAR della Toscana.

Ragazzo con disabilità e iscrizione a scuola: il caso

Il ricorso accolto riguarda un ragazzo con disabilità certificata ai sensi dell’art. 3  comma 1 della Legge 104/1992 contro due istituti scolastici, che avevano negato a loro figlio l’iscrizione alla prima classe di una scuola secondaria di secondo grado, applicando la norma che prevede non più di venti studenti in una prima classe ove vi siano alunni con disabilità.

La sentenza

Il giudice del TAR, dopo un’attenta analisi, ha affermato che la normativa in questione (Decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009 n. 81, art. 5 comma 2) non pone una preclusione assoluta all’iscrizione di alunni con disabilità quando il numero degli studenti delle classi iniziali supera il numero di 20 unità, ma si limita a stabilire che tale numero “di norma” non deve essere superato proprio per favorire l’inclusione scolastica degli alunni con disabilità.

La sentenza ribadisce che la normativa non dev’essere usata come scudo, ed è nata per tutelare i ragazzi con disabilità, non per non essere accettati. L’intento normativo è quello di introdurre un criterio e una linea guida nella formazione delle classi nel modo più omogeneo possibile, avendo tuttavia sempre a riferimento l’obbligo prioritario della scuola di operare al fine di rimuovere gli ostacoli all’integrazione sociale e all’inclusione scolastica degli alunni con disabilità.

Conclusione

Il TAR dichiara fondato il ricorso e lo accoglie, ne consegue l’annullamento dei provvedimenti impugnati nei limiti di interesse dei ricorrenti.  Condanna le Amministrazioni resistenti alla somma complessiva di euro 4.000,00 (quattromila/00) oltre oneri di legge.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa


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Fonte: Sentenza_TAR_Toscana_26_marzo_2018_n_439

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