Trasferimento con legge 104, il datore di lavoro si può rifiutare?

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05/12/2019

Trasferimento con legge 104 il datore di lavoro si può opporre anche se nell’altra sede esiste il posto vacante? I chiarimenti.

Trasferimento con legge 104, il datore di lavoro si può rifiutare?

 La normativa stabilisce che per  far valere il diritto di trasferimento con legge 104 art. 3 comma 3, per assistere il familiare in situazione di handicap grave, è necessario che il familiare non sia ricoverato a tempo pieno. Nel trasferimento si tiene conto delle esigenze nell’organizzazione aziendale. Nel preciso è necessario che sulla sede prescelta del trasferimento, sia disponibile un posto vacante. Prima di inoltrare la domanda, per evitare il rifiuto è importante accertarsi che ci sia il posto vacante.

Trasferimento con legge 104: il lettore si può rifiutare?

Un lettore ci pone il seguente quesito: Buonasera domanda: lavoratore fruitore dei permessi di cui alla Legge 104 art 3 comma 3: una azienda sanitaria può negare al  lavoratore il diritto ad essere trasferito nella sede lavorativa più vicina al domicilio dell’assistito anche se c’è  disponibilità di posto in pianta organica? Se la risposta è No a chi bisogna rivolgersi per avere riconosciuti i diritti previsti dalla suddetta legge? Grazie

La normativa

“L’articolo 33 della legge 104/1992, al comma 5, stabilisce che il lavoratore che assiste un familiare con handicap in situazione di gravità ha il diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al domicilio della persona da assistere e non può essere trasferito senza il suo consenso ad altra sede”.


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Trasferimento posto lavorativo con legge 104: i chiarimenti della Corte di Cassazione

Il trasferimento del posto di lavoro per assistere il familiare con handicap grave ai sensi della legge 104 art. 3 comma 3 è stato motivo di discussione nelle varie aule di Tribunale. La Corte ha chiarito in più di una sentenza il concetto di “ove possibile”. Infatti, questa definizione ha creato molti malintesi, nello specifico la corte si divide in due parti: in una  stabilisce che il lavorate in presenza di legge 104 art. 3 comma 3 ha il diritto al trasferimento e quindi va tutelato;  dall’altra il datore di lavoro può rifiutare il trasferimento se questo arreca un danno all’organizzazione aziendale. Inoltre, è richiesto che nella sede di trasferimento sia disponibile anche il posto vacante.

In risposta al nostro lettore, non è sufficiente solo il posto vacante, ma bisogna capire se effettivamente la posizione che lei riveste in mancanza crea un danno all’organizzazione aziendale. Comunque, il datore di lavoro deve motivare il rifiuto al trasferimento, solo dopo aver ricevuto la lettera con la motivazione ben precisa del rifiuto, può rivolgersi ad un avvocato per farsi assistere nella richiesta di trasferimento.

Trasferimento lavoro con legge 104: la normativa e il diritto del familiare lavoratore