Trasferimento con legge 104, quando è possibile? Tutte le novità

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22/06/2018

Trasferimento di sede per un lavoratore con la legge 104: ecco quando è possibile

Trasferimento con legge 104, quando è possibile? Tutte le novità

Un lavoratore che usufruisce della legge 104 per assistere un familiare disabile non può essere trasferito in altre sede, ma solo in caso di straordinarie ragioni produttive. Questo lo stabilisce l’articolo 33 della legge 104/1992, comma 5: “il lavoratore che assiste un familiare con handicap in situazione di gravità ha il diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al domicilio della persona da assistere e non può essere trasferito senza il suo consenso ad altra sede”.

Un lavoratore con la 104 può scegliere come destinazione di lavoro la sede più vicina al domicilio del disabile che assiste. Il datore di lavoro non può decidere il trasferimento senza il consenso del lavoratore. IL dipendente deve dare il proprio consenso anche se si chiese il trasferimento a una nuova unità produttiva o nell’ambito dello stesso comune.

Ecco le novità sul trasferimento del lavoratore con la legge 104.

Legge 104 divieto di trasferimento

L’articolo 33 della legge 104/1992 stabilisce che un lavoratore che assiste un familiare disabile non può essere trasferito per una semplice decisione del datore di lavoro se non lo concorda prima con il dipendente. Quindi un datore di lavoro non ha la facoltà di trasferire un lavoratore che assiste un familiare portatore di grave handicap, perché la necessità assistenziale prevale sulle esigenze aziendali. Il divieto c’è anche solo se si verifichi un cambiamento geografico anche se la sede riguarda sempre la stessa unità produttiva. Infatti il divieto scatta quando vi è un mutamento del luogo geografico di svolgimento della prestazione lavorativa.


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Si è chiarito che si intende per trasferimento anche se lo spostamento avviene nello stesso Comune ma in uffici diversi. Poiché anche per questo caso si intende trasferimento è vietato per lavoratori titolari della 104.

trasferimento legge 104

I casi di non divieto

Ci sono casi particolari in cui le esigenze aziendali prevalgono su quelle assistenziali. Il datore di lavoro solo in questi casi ha la possibilità di trasferire un lavoratore con la legge 104:

  • Esigenze tecno-produttive o organizzative che impediscono una diversa soluzione dal trasferimento in altro luogo del posto di lavoro;
  • Incompatibilità ambientale del dipendente;
  • Definitiva soppressione del posto di lavoro.

In conclusione il datore di lavoro per esigenze ordinaria ha bisogno del consenso del lavoratore per il trasferimento, mentre per esigenze più gravi può disporre il trasferimento del lavoratore senza alcun consenso.

Il lavoratore con legge 104 può scegliere la sede

Il dipendente titolare della legge 104 ha la facoltà di scegliere la sede di lavoro più vicina alla residenza del familiare disabile. Questa scelta la si può fare anche in momenti successivi presentando una richiesta di avvicinamento.

La scelta del luogo di lavoro spetta anche se il lavoratore non convive con il familiare da assistere ma quest’ultimo coabita con un’altra persona.

Divieto di trasferimento anche con invalidità non grave

La Corte di Cassazione con la sentenza n° 25379/16 del 12/12/2016 ha stabilito che un dipendente con la 104 non può mai essere trasferito, salvo esigenze aziendali particolari suddette, anche se il familiare da assistere non è particolarmente grave.