Disoccupazione Naspi: i contributi figurativi valgono per la pensione?

I contributi figurativi derivanti dalla Naspi possono essere utilizzati ai fini pensionistici per il diritto e per la misura? Vediamo per quali misure sono previsti limiti.

Quando un dipendente perde involontariamente il lavoro, per licenziamento o per scadenza del contratto a termine, ha diritto oltre che alla percezione della Naspi, anche alla copertura del periodo di disoccupazione con contribuzione figurativa. Molti, però, sono i lettori che ci chiedono se i contributi figurativi accreditati per la Naspi possano essere utilizzati ai fini pensionistici. In questo articolo cercheremo di rispondere a questa delicata domanda.

Naspi e contribuzione figurativa

Una nostra lettrice ci chiede:

Gentilissimi,a breve prenderò servizio come personale ATA nelle scuole.Se l’anno prossimo andrò in Naspi per un breve periodo(in quanto termina il contratto della scuola,per poi riprendere a settembre),ai fini pensionistici ,questo periodo di Naspi ,vale per il conteggio degli anni per appunto andare in pensione?
Grazie e complimenti per il Vs impegno.

I contributi figurativi accreditati per i periodi di disoccupazione indennizzata sono utili, per la maggior parte delle misure pensionistiche, sia al diritto che alla misura della pensione. Questo significa che, con alcune eccezioni, i contributi figurativi possono essere utilizzati per raggiungere prima il requisito contributivo richiesto ma sono calcolati anche ai fini del calcolo dell’assegno.

Abbiamo detto, però, che ci sono delle eccezioni nell’utilizzo dei contributi figurativa da disoccupazione, vediamo quali sono.

Per accedere all’opzione donna il requisito contributivo di 35 anni deve essere raggiunto senza conteggiare i contributi figurativi derivanti da malattia e da indennità di disoccupazione indennizzata. Tali contributi, poi, saranno ovviamente presi in considerazione nel calcolo dell’assegno pensionistico però.

Per accedere alla pensione anticipata, inoltre, è richiesto che dei 42 anni e 10 mesi di contributi necessari per gli uomini (un anno in meno per le donne) almeno 35 anni siano perfezionati senza considerare i contributi figurativi derivanti da malattia e da indennità di disoccupazione indennizzata. 

Stesso discorso vale per l’accesso alla quota 100: anche per questa misura, infatti, è necessario perfezionare 35 anni dei 38 anni di contributi richiesti, come richiesto nella pensione anticipata descritta sopra.

In ogni caso, in tutte le misure che limitano l’utilizzo dei contributi figurativi per il requisito d’accesso è da tener presente che gli stessi saranno conteggiati, invece, nel calcolo dell’assegno pensionistico.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.