Distanziamento sui treni, tutte le novità sugli spostamenti Regione per Regione

Il Ministro Speranza ha revocato l’ordinanza che eliminava il distanziamento sui treni concedendogli di viaggiare a capienza massima

Ha avuto vita breve l’ordinanza che permetteva di viaggiare a capienza massima sui treni ad alta velocità e sugli intercity. Dopo soprattutto le perplessità e le critiche avanzate dal Comitato tecnico-scientifico, il Ministro della Salute, Roberto Speranza, ha reintrodotto il distanziamento a bordo dei treni. 

Distanziamento sui treni, è scontro con le Regioni

Con l’obbligo reintegrato di viaggiare sui treni a capienza ridotta è scoppiata la polemica fra il Governo e le Regioni. Da una parte i Ministeri di Salute e Trasporti, dall’altra l’asse Friuli Venezia Giulia-Liguria-Lombardia-Piemonte. Le quattro Regioni, tutte a guida centro-destra, si sono opposte al vincolo del 50% dei posti occupabili. 

La Liguria e la Lombardia hanno deciso di non revocare le ordinanze emanate venerdì, per consentire la capienza massima sui treni regionali. Stessa strada che hanno scelto di imboccare il Veneto e il Piemonte. Proprio l’assessore piemontese ai trasporti, Marco Gabusi, si è scagliato per primo contro le decisioni del Governo. 

Treni regionali, le regole dal Nord a Sud

In Lombardia, Trenord, ha fatto sapere di aver rimosso ogni limitazione sui treni regionali a partire dal primo di agosto. Sarà, inoltre, possibile occupare il 25% dei posti in piedi, rispettando il metro di distanza dalle altre persone. In Emilia-Romagna il distanziamento sui treni regionali è stato eliminato a partire dal 25 giugno. A partire da fine giugno anche in Veneto, Friuli, Trentino-Alto Adige, Liguria e Puglia i treni viaggiano occupando il 100% dei posti. 

Situazione analoga da luglio anche nelle altre Regioni. In Calabria, Toscana, Piemonte, Sardegna e Sicilia, infatti, è stato revocato l’obbligo di lasciare liberi il posto di fianco e quello di fronte. Unica eccezione la Basilicata, dove il distanziamento su treni regionali non è mai venuto meno. Si potranno, però, utilizzare i posti in piedi, oltre che in Lombardia, solo in Friuli Venezia Giulia, Liguria, Trentino-Alto Adige, Sicilia e Veneto. 


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