DL Rilancio: ‘Esclusione dei professionisti dai contributi a fondo perduto, per il Ministro Gualtieri la loro non è attività di impresa’

DL Rilancio: le associazioni ADC-AIDC-ANC- ANDOC-FIDDOC-SIC-UNAGRACO-UNGDCEC-UNICO scrivono al Ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, e al Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini.

Roma, 22 maggio 2020 – Dopo le sorprendenti dichiarazioni del Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri alla trasmissione “Piazza Pulita”, secondo cui i professionisti sono esclusi dai contributi a fondo perduto che il Decreto Rilancio prevede per i soggetti titolari di attività di impresa in quanto sono “solo persone”, le Associazioni nazionali dei commercialisti, riunite in coordinamento, hanno deciso di rivolgersi al Ministro per chiedere una rettifica delle sue affermazione e, una volta per tutte, un po’ di chiarezza normativa che renda ragione e dignità a tutte le categorie produttive di questo Paese.

Secondo il Ministro i professionisti ordinistici italiani, il cui costante impegno nell’assistere le imprese, anche e soprattutto in questa emergenza è stato sottolineato dalle Associazioni, sono “solo persone” e come tali hanno diritto ai benefici individuali, ma non a quelli che la legge riconosce alle attività economiche e quindi agli imprenditori, ai commercianti e agli artigiani.

Con il Decreto Rilancio viene di fatto negato quanto riconosciuto con il precedente Decreto Liquidità, nel quale il riferimento alle attività economiche è nell’ottica della Raccomandazione CE 361/2003, secondo cui impresa è “qualsiasi entità impegnata in un’attività economica, indipendentemente dalla sua forma giuridica”. Tale contraddizione è certamente grave, ma ancor più grave è che il Ministro con le sue dichiarazioni ha dato prova di non rendersi neppure conto di questo stravolgimento del concetto di impresa.

“Ad oggi – scrivono i Presidenti Nazionali nella loro lettera – per noi professionisti ordinistici permane l’esclusione dalla misura dei 1.000 euro, permangono i limiti di reddito (previsti solo per noi) anche per aprile e maggio sul beneficio di 600 euro e non è previsto l’accesso ai contributi a fondo perduto, che sarebbero una boccata di ossigeno per tutte quelle micro-realtà che in questi mesi hanno lavorato senza sosta e senza profitto (“servizi essenziali” durante l’emergenza) per affrontare assieme allo Stato e ai cittadini una tragedia umana ed economica quale da generazioni non si era mai vista”.
La mancata partecipazione dei Consigli Nazionali dei Dottori Commercialisti e dei Consulenti del Lavoro alla riunione convocata per oggi dall’Agenzia delle Entrate sulla gestione tecnica dei contributi a fondo perduto, introdotti dal Decreto Rilancio, è senza dubbio una decisione netta che esprime una contrarietà profonda nei confronti della decisione di escludere i professionisti. Alle reazioni che sono trapelate da parte dell’Agenzia delle Entrate le Associazioni hanno ritenuto di rispondere indirizzando al Direttore Ruffini una lettera.

Alla preoccupazione dell’Agenzia delle Entrate che i clienti dei professionisti e le piccole imprese, artigiani e commercianti, possano avere danno dalla decisione delle rappresentanze dei commercialisti e dei consulenti del lavoro di non prendere parte all’incontro, le Associazioni hanno risposto per rassicurare e ricordare all’Agenzia e al suo Direttore “che i professionisti non hanno mai smesso di essere vicino ai loro clienti, sono continuamente partecipi delle difficoltà che vivono le imprese, soprattutto anche quando queste difficoltà sono determinate proprio dall’Amministrazione Finanziaria, i cui ritardi, imprecisioni ed errori gettano sovente le imprese e i cittadini contribuenti in una sorta di labirinto, dal quale spesso è possibile uscire solo grazie al lavoro e alla competenza dei professionisti”.
Al Direttore Ruffini i Presidenti nazionali hanno rappresentato l’opportunità che l’Agenzia delle Entrate si preoccupi innanzitutto del proprio operato, avendo consapevolezza del fatto che i professionisti hanno dimostrato in questi anni di dover supplire alle inefficienze dell’Amministrazione Finanziaria, che in più occasioni ha dato prova di inadeguatezza.

ADC-AIDC-ANC- ANDOC-FIDDOC-SIC-UNAGRACO-UNGDCEC-UNICO

Lettera al Ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri 

Signor Ministro,
abbiamo ascoltato le Sue dichiarazioni rese ieri nel corso della trasmissione “Piazza Pulita” non con stupore (emozione che ormai non ci appartiene più), ma con incredulità. Non è possibile assistere ad un’intervista di un Ministro della Repubblica (ancor di più un Ministro dell’Economia e delle Finanze) che parlando delle partite della contabilità dello Stato, confonde acconti, saldi e importi previsionali, dimostrando leggerezza ed indeterminatezza che mal si coniuga con la lucidità che il momento richiede.

I professionisti ordinistici italiani hanno lavorato come mai in questa emergenza senza alcun profitto, assistendo le aziende in crisi nell’interpretazione delle norme sull’emergenza e nella messa in pratica di tutte le operazioni necessarie alla loro sopravvivenza, nei rapporti con le banche e nell’applicazione degli strumenti di integrazione salariale. Ebbene, per Lei questi professionisti sono solo “persone” e non una parte importante del cuore pulsante di questo Paese e conseguentemente, in quanto “solo persone”, hanno solamente diritto a benefici individuali e non a vedere tutelata anche la loro attività economica, al pari di artigiani, commercianti, imprenditori, attraverso i contributi a fondo perduto previsti dal Decreto Rilancio.

Ci permettiamo di ricordarLe, Signor Ministro, che il precedente Decreto Liquidità fa riferimento alle attività economiche di cui alla Raccomandazione CE 361/2003, che intende come impresa “qualsiasi entità impegnata in un’attività economica, indipendentemente dalla sua forma giuridica”.

Inoltre, se solo di persone si tratta, perché richiedere ai professionisti il pagamento delle imposte al pari delle imprese?

In Italia i professionisti sono oltre due milioni: altrettanti centri economici che producono posti di lavoro e che intermediano quotidianamente tra il Contribuente e lo Stato, in misura e forme differenti. I commercialisti probabilmente esercitano questa funzione più di tutti, ed è grazie a loro se in Italia l’erario riscuote, perché se i cittadini fossero lasciati soli di fronte alle norme fiscali sarebbe il disastro.

Ad oggi, per noi professionisti ordinistici permane l’esclusione dalla misura dei 1.000 euro, permangono i limiti di reddito (previsti solo per noi) anche per aprile e maggio sul beneficio di 600 euro e non è previsto l’accesso ai contributi a fondo perduto, che sarebbero invece una boccata di ossigeno per tutte quelli micro-realtà che in questi mesi hanno lavorato senza sosta e senza profitto (“servizi essenziali” durante l’emergenza) per affrontare, assieme allo Stato e ai Contribuenti, una tragedia umana ed economica quale da generazioni non si era mai vista.

Non ci limitiamo a chiedere, Signor Ministro, una rettifica delle Sue sconcertanti affermazioni ma chiediamo a Lei, al Governo di cui fa parte, al Parlamento e al Capo dello Stato una norma equa e dignitosa per tutte le categorie produttive di questo Paese, che non lasci nelle mani di un “equivoco” il destino dei professionisti.
Con osservanza.

Maria Pia Nucera – Presidente ADC 
Andrea Ferrari – Presidente AIDC
Marco Cuchel – Presidente ANC
Amelia Luca – Presidente ANDOC 
Antonella La Porta – Presidente FIDDOC 
Stefano Sfrappa – Presidente SIC 
Giuseppe Diretto – Presidente UNAGRACO 
Matteo De Lise – Presidente UNGDCEC
Domenico Posca – Presidente UNICO

Lettera al Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Avv. Ernesto Maria Ruffini

Egregio Direttore,
la scelta dei Consigli nazionali dei Dottori Commercialisti e dei Consulenti del Lavoro di non partecipare alla riunione convocata per oggi sulla gestione tecnica del contributo a fondo perduto, che il c.d. “decreto rilancio” riserva ai soggetti esercenti attività d’impresa, è una decisione forte che testimonia una posizione di netta contrarietà nei confronti dell’indebita esclusione della categoria dei professionisti dalla misura economica introdotta con il decreto.

Fermo restando che nei confronti di questa esclusione, che discrimina i professionisti, le nostre Associazioni si adopereranno affinché il Governo e il Ministero dell’Economia riparino ad un evidente errore che contrasta con il principio comunitario dell’equiparazione dell’attività professionale all’attività di impresa, ci preme rassicurare l’Agenzia delle Entrate, la quale ha fatto trapelare la preoccupazione che i clienti dei professionisti e le piccole imprese, artigiani e commercianti, possano avere danno dalla decisione delle nostre rappresentanze istituzionali.

È opportuno ricordare che i professionisti non hanno mai smesso di essere vicino ai loro clienti e sono costantemente partecipi delle difficoltà che vivono le imprese. Anche quando queste difficoltà sono determinate proprio dall’Amministrazione Finanziaria, i cui ritardi, imprecisioni ed errori gettano sovente le imprese e i cittadini contribuenti in una sorta di labirinto, dal quale è possibile uscire solo grazie al lavoro e alla competenza dei professionisti.

Vorremmo che la preoccupazione che l’Agenzia esprime oggi nei confronti dei professionisti fosse rivolta dalla stessa al proprio operato, avendo consapevolezza del fatto che i professionisti hanno dimostrato in questi anni di dover supplire alle inefficienze dell’Amministrazione Finanziaria, che in più occasioni ha dato prova di inadeguatezza.

Distinti saluti

Maria Pia Nucera – Presidente ADC 
Andrea Ferrari – Presidente AIDC
Marco Cuchel – Presidente ANC
Amelia Luca – Presidente ANDOC 
Antonella La Porta – Presidente FIDDOC 
Stefano Sfrappa – Presidente SIC 
Giuseppe Diretto – Presidente UNAGRACO 
Matteo De Lise – Presidente UNGDCEC
Domenico Posca – Presidente UNICO


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Angelina Tortora

Giornalista pubblicista, amministratore e autrice presso Notizieora.it. Ragioniera commercialista e revisore legale iscritta all'albo. Ha collaborato per molti anni con il Caf Tutela Fiscale e con la testata Investireoggi.it area Fisco e previdenza. Scrivere è passione, è vita, mi accompagna da quando ero bambina. Attraverso la scrittura posso comunicare notizie, idee e soprattutto aiutare gli altri. In un mondo dove tutto va all’incontrario, e dove tutto è confusione, il mio obiettivo è quello di diffondere notizie che aiutino. NotizieOra rappresenta la realizzazione di un sogno, dove esprimersi è libertà, è passione. “Solo attraverso la scrittura possiamo avere notizia di uomini che ci hanno preceduto e scoprire in cosa si sono distinti. E, come i classici insegnano, se si ha memoria di qualcuno, se ne protrae l’esistenza.”