Domanda Ape sociale respinta per pensione estera: è giusto?

E’ motivato il non accoglimento di una domanda di pensione con Ape sociale perchè il richiedente percepisce una pensione, di importo irrisorio, estera?

Sono moltissimi gli italiani che, per qualsiasi motivo, hanno svolto un periodo di lavoro all’estero e proprio per questo si vedono riconoscere una pensione di modestissime dimensioni (in alcuni casi si parla di cifre anche inferiori ai 50 euro mensili). Questo può essere di ostacolo nell’ottenimento della pensione Ape sociale? Vediamo cosa prevede la normativa di riferimento.

Ape sociale domanda respinta

Una lettrice, che si è vista respingere la domanda per la pensione con Ape sociale, scrive per chiedere:

Buongiorno, ho fatto domanda per l”ape social nel 2019 essendo caregiver da diversi anni ed avendo tutti i requisiti previsti dalla legge.La domanda è stata respinta perché percepisco una  pensione estera che varia dagli ottanta ai novanta euro mensili.Vorrei sapere se il non accoglimento della domanda sia motivato anche se l’importo della pensione è irrisorio.La ringrazio

Purtroppo non viene considerato l’importo della pensione e non è la prima ad incorrere in questa che viene vista come una palese ingiustizia. La normativa dell’Ape sociale prevede, infatti, che la misura non può essere erogata se il richiedente è titolare di una pensione diretta.

Lo stesso INPS chiarisce in una circolare pubblicata nel 2017, che “non possono conseguire l’Ape sociale i titolari di un trattamento pensionistico diretto conseguito in Italia o all’estero”.

Tra l’altro da tenere presente che i contributi maturati all’estero non sono neanche valutabili ai fini del raggiungimento del requisito contributivo di accesso alla misura poichè, si legge nella stessa circolare, l’Ape sociale “non è una pensione ma un’indennità per il calcolo della quale, in presenza di più gestioni, trovano applicazione criteri propri, diversi da quelli stabiliti dal legislatore per gli istituti di “cumulo dei periodi assicurativi” che si azionano all’atto del pensionamento”.

I contributi esteri, quindi, non possono essere utilizzati al fine del raggiungimento dei 30 o 36 anni necessari per accedere all’Ape sociale ma, dando gli stessi, il diritto ad una pensione estera precludono al lavoratore anche la possibilità di accesso senza computarli se è titolare di un trattamento diretto anche se di importo irrisorio.

Può ben comprendere, quindi, che l’INPS non ne fa una questione di importo, il non accoglimento, proprio in virtù del fatto che è stato specificato preventivamente, è del tutto motivato.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.