Donazione beni immobili ai figli: entro quanto i coeredi possono impugnarla?

In materia di donazioni moltissimi sono gli italiani che sbagliano e mettono, così, il beneficiario nella condizione di vedere impugnata la donazione ricevuta.

Molti sono i dubbi che i cittadini hanno su come funzionano le donazioni e sulla possibilità, da parte di altri eredi, di impugnazione delle stesse. La legge, al riguardo, è molto chiara e se il donante non rispetta la quota legittima l’atto di donazione potrebbe essere impugnato entro un determinato numero di anni. E’ bene fare un distinguo, però, tra donazione di modico valore e donazione di valore importante che può ledere gli altri eredi. La donazione di modico valore, infatti, può essere fatta liberamente e anche senza la presenza di un notaio. Per donazioni di una certa importanza, come può essere quella di un immobile, è necessario che l’atto sia stipulato da un notaio, pena la nullità della donazione stessa. Ma vediamo nello specifico, in caso di donazione di un immobile ad un figlio, come potrebbero rivalersi gli altri figli.

Donazione e dubbio

Una nostra lettrice ci scrive:

Buongiorno, io vorrei chiarimenti in merito ad un dubbio che conoscenti mi hanno messo in testa… sono la piccola di 5 figli  dai miei genitori ho ricevuto un’immobile dalla quale Papà ha tenuto l’usufrutto, i miei fratelli invece del terreno, senza vincolo. Questi atti sono stati stipulati oltre 30 anni fa, io ero poco più che ventenne. Considerato la disparità del valore dell’immobile rispetto ai terreni papà ha motivato la sua scelta in quanto unica figlia femmina e perché mi sarei presa cura di loro così come ho fatto, e continuo a fare con mamma, (Papà ormai manca da due anni) … motivazioni che sono state accettate dai miei fratelli. Essendo trascorsi tanti anni dalla donazione, l’immobile ha richiesto spese considerevoli, da me sostenute, per ristrutturazioni e migliorie. Vengo al punto… trattandosi di donazione i miei fratelli, volendo, potrebbero impugnare l’atto entro i 10 anni della morte di papà?Considerato che l’immobile allora donatomi dai miei genitori, che  aveva un valore per come era, e considerato che il suo valore è notevolmente aumentato per vie di migliorie apportate a mie spese tali da cambiare proprio l’aspetto  dell’immobile, da casa a villino, vi chiedo se tutto ciò potrebbe succedere, considerato che loro hanno avuto una loro parte dei beni di famiglia. Rimango in attesa di una Vostra cortese risposta. Grazie!

Impugnare la donazione entro quanto?

Ebbene si, i suoi conoscenti le hanno detto il vero: ognuno dei suoi 4 fratelli potrebbe decidere di impugnare la donazione fino a 10 anni dalla morte di entrambi i suoi genitori.

Se la donazione, infatti, lede gli eredi legittimi essa può essere impugnata. Se un erede legittimo, basta uno, pensa di essere stato leso della sua quota dalla donazione effettuate dal defunto a favore di altri, ha 10 anni di tempo, dalla morte del donante, per agire per vie legali invocando l’azione di riduzione della legittima.

La revoca, invece, potrebbe essere evitata se la donazione è stata effettuata in presenza di tutti gli eredi, assegnando a ognuno di loro una quota dell’immobile. Nel vostro caso, quindi, la donazione dell’immobile (ma anche quella dei terreni) sarebbe dovuta avvenire in quote per ognuno dei figli e i suoi fratelli avrebbero dovuto rinunciare alle loro quote in suo favore.

In ogni caso se i suoi fratelli erano d’accordo sull’entità delle donazioni al momento in cui sono state effettuate, non vedo perchè dovrebbero impugnare alla morte di entrambi i genitori quanto donato oltre 30 anni fa.

Se dovesse accadere, però, lei stessa può revocare le donazioni effettuate a favore dei suoi fratelli: a questo punto tutti i beni rientrerebbero nell’asse ereditario e si dovrebbe procedere ad una spartizione più equa.

Leggi per approfondire: Donazione ad un solo figlio: come fare per non farla impugnare dai coeredi?

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