Donne lavoratrici: 170 giorni di contributi figurativi per l’educazione dei figli

Per le donne mamme che lavorano c’è la possibilità di richiedere la contribuzione figurativa per un massimo di 170 giorni di assenza dal lavoro per la cura e l’educazione di ogni figlio.

La legge Dini del 1995 ha introdotto delle importanti agevolazioni per le donne lavoratrici, limitatamente, però, a quelle che riceveranno il pagamento della pensione calcolato interamente al sistema contributivo. Le agevolazioni prevedono uno conto contributivo di 4 mesi sull’età pensionabile per ogni figlio (per un massimo di 1 anno), prevedono, inoltre, la copertura contributiva di 25 giorni l’anno se la lavoratrice si assenta per assistere figli (di età superiore ai 6 anni) genitori o coniuge disabili. Ma non finisce qui. Poichè la legge Dini prevede anche l’aspettativa per l’educazione dei figli coperta da contribuzione figurativa.

170 giorni di contribuzione figurativa per l’educazione dei figli

La legge Dini, come abbiamo accennato, ha fatto molta attenzione al lavoro di cura e alle esigenze familiari delle lavoratrici donne anche se, poi, queste agevolazioni non sono rivolte a tutte le lavoratrici ma soltanto a coloro la cui pensione ricadrà interamente nel sistema contributivo.

Ma prescindere dall’anticipo e dall’assistenza la donna può scegliere di assentarsi dal lavoro fino ad un massimo di 170 giorni avendo copertura contributiva figurativa per ciascun figli, per curarne l’assistenza e l’educazione dalla nascita ai 6 anni di età.

Le donne il cui calcolo della pensione ricade nel sistema contributivo, quindi, potranno richiedere l’accredito della contribuzione figurativa per le assenze dal lavoro , per un massimo di 170 giorni per ogni figlio, dedicate all’assistenza e all’educazione dei figli fino al compimento del sesto anno di età. Inoltre se l’assistenza è riferita ai figli portatori di handicap ai 170 giorni sarà possibile aggiungere ulteriori 25 giorni di contributi figurativi l’anno per un limite massimo di 24 mesi in tutta la vita lavorativa.

Si tratta di agevolazioni importanti per le donne che lavorano che molto spesso non riescono a conciliare vita familiare e carriera.

Ricordiamo che possono fruire di queste agevolazioni:

  • le donne donne che hanno iniziato a lavorare dopo il 31 dicembre 1995 ed ha, di conseguenza tutti i contributi versati nel sistema contributi.
  • chi può esercitare l’opzione contributiva ai sensi dell’articolo 1, comma 23 della legga numero 223 del 1995. Puà esercitare tale opzione chi non è in possesso di 18 anni di contribuzione versati entro il 31 dicembre 1995, può vantare almeno 15 anni di contributi ed almeno 5 anni di contributi versati dopo il 31 dicembre 1995.
  • coloro che possono optare per il computo nella gestione separata, che prevede, appunto, l’intero ricalcolo contributivo dell’assegno pensionistico (per approfondire questo argomento è possibile leggere l’articolo:  Computo nella Gestione separate: come si procede?

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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.