Dopo Covid-19: la Croazia riprende in mano l’economia, l’Austria la segue e sconcerto per l’Italia

Dopo Covid-19: la Croazia prende in mano la sua economia con misure di riapertura, a seguire l’Austria, mentre l’Italia segue a passo troppo lento.

Ieri sera il mio capo contabile, mi ha riferito di una notizia via radio, che la Croazia ha deciso di cambiare tattica per quello che concerne le misure anti COVID19, e riprendere in mano la sua economia, aumentando gli orari di lavoro e aprendo i mercati rionali. In questo modo dice il primo ministro Plenković, si evitano troppi assembramenti in poche ore di aperture dei negozi e centri commerciali, riferendosi alla parte alimentare o farmaceutica, ma si parla anche di aperture di tutti gli esercenti commerciali, mercati rionali ecc. Non ancora per i parrucchieri, bar e ristorazione e hotel. 

Nuovi orari di apertura attività

La nuova misura comprende orari dalle 7:00 alle 20:00, per i negozi, mentre per i mercati rionali, fino alle 13:00. Ci saranno personale addetto ai controlli, per evitare assembramenti e movimento. Per questa pasqua, e se le cose vanno come sembra, sarà permanente fino alla normalità.

Economia e proposte 

Per chi ha letto le mie misure proposte del 2 aprile (qui l’articolo: Economia e coronavirus: consigli su misure per prevenire e costruire un paese solido e forte, dove richiedevo proprio questa tipologia di interventi per non fermare l’economia interna, e dare la possibilità ai negozianti di potersi gestire i propri orari di lavoro, sembra che alla fine sia stata recepita. La misura da me proposta era stata consegnata alla Camera dell’Economia Croata e all’Unione dei Comemrcilaisti e Finaze, dove sono iscritto.

Non so se nel Governo Croato lo hanno letto o meno, sta di fatto che alla fine hanno deciso un passo importante verso la normalità. Dalle informazioni di questa mattina, si parla che entro un mese, se le cose rimangono invariate, un si passerà al progressivo apertura di bar e ristoranti.

Anche l’Austria si adegua, sconcerto per l’Italia

Dalla vicina Austria, le notizie sono sulla stessa falsa riga della Croazia. Mentre rimango sconcertato per quello che succede in Italia. La mia paura è che con quello che sta succedendo, la stessa non possa sopravvivere, non solo in senso economico, ma politico. Il senso è presto detto. L’Italia del dopo seconda repubblica, ha fortemente cambiato il suo aspetto di unità. 

Molti politici e alti funzionari della Repubblica hanno cominciato a lavorare contro la stessa, svendendo l’IRI, facendo politiche troppo estere a scapito di quelle nazionali, dall’estero si invitano lugubri figuri a parlar male di noi e del nostro stato, e abbiamo svenduto la nostra sovranità alla EU.

In questo modo distruggeremo il nostro patrimonio nazionale. Si creano leggi a censura del libero pensiero, utilizzando fatti storicamente lontani da noi per dare un seguito a queste leggi, abbiamo un papa che non guarda più verso i suoi fedeli, ma più verso un sistema globalista, utilizziamo troppo il “giustizialismo” per ogni cosa, in economia e in politica. 

Insomma non siamo più una nazione. É probabile che la EU non sopravviva al dopo COVID19, ma l’Italia sopravviverà a se stessa?

Pensare, capire, agire

EF


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Edoardo Fumagalli

Nato in provincia di Bergamo, diplomato Perito agrario, ho intrapreso gli studi di architettura, poi trasferito in Croazia a metà degli anni novanta, dove ha studiato ragioneria. Ho fatto anche gli studi di economia e commercio, ma non ho conseguito la laurea, per via della impossibilità lavorativa (non abbiamo nessun tipo di scuole di sostegno). Fondatore e direttore di una società di supporto alle imprese estere per lo sviluppo di attività in Croazia, nel 1996, trasformato in società di ragioneria amministrativa, e fondatore di uno studio di consulenze fiscali, nata per la naturale trasformazione del sistema politico economico che si ha anche in Croazia. Iscritto nella camera dei commercialisti, ragionieri e consulenti fiscali, della Repubblica di Croazia al n. 92035833. Sono stato consulente e segretario nella Associazione di ortopedia italo-croata ICORA, organizzando meeting, congressi e creazione di una scuola internazionale di ortopedia, non chè consulente e segretario della associazione italo-croata ATT, per l'integrazione della Repubblica Croata in Europa e fondi europei, partecipando ai programmi, Central Europe, MED, Andrion, LIFE, interreg, IPA, quindi conferenze e meeting.