Dopo i lavaggi nasali con l’acqua del rubinetto muore infettata dall’ameba

Una donna rimane infettata dall’ameba, dopo aver usato acqua del rubinetto invece della soluzione fisiologica per fare i lavaggi nasali, ecco la vicenda

Dopo che i medici gli avevano prescritto dei lavaggi con il ‘’neti-pot’’, una donna di 69 anni, sofferente di una grave forma di sinusite, avrebbe invece utilizzato l’acqua del rubinetto infettata. A riportare il caso è stato proprio l’International Journal of Infectious Diseases, dando notizia che la donna soffriva di una grave forma di sinusite e che i medici avrebbero prescritto dei lavaggi nasali quotidiani con il ‘’neti-pot’’, che sarebbe un dispositivo per sciogliere il muco nelle cavità nasale. È cosi che la donna è incappata in un’infezione mortale.

Leggi anche: Dramma in ospedale: dopo la morte della moglie, ecco cosa fa il marito

Complicazioni dopo i lavaggi nasali

A costarle la vita è stata proprio la negligenza, per questa anziana signora che invece di utilizzare delle soluzioni fisiologiche con l’acqua sterile, ha preferito ad operare un depuratore casalingo. Solo dopo 3 giorni di cura, dopo aver notato una macchia rossa sul lato destro del naso, si è subito recata dal proprio medico, che a primo acchito ha pensato ad un problema cutaneo prescrivendo alla donna una semplice unguento. Ma nonostante le continue visite, quella macchia non voleva andare via.

Dopo il primo sintomo, le convulsioni

Appena sentito il primo sintomo, ne è seguito subito un altro, ancor più grave: le convulsioni. Immediatamente, la donna è stata sottoposta ad una tomografia computerizzata, dove i medici hanno rilevato una lesione di 1,5 centimetri al cervello.

Leggi anche: Va all’ospedale per una strana tosse, quello che scoprono i medici è agghiacciante

Come prima diagnosi, il sospetto è caduto subito su una grave forma di cancro, ma la verità è venuta a gala solo dopo l’intervento chirurgico.

La scoperta, è stata vedere una parte del cervello ridotta ad una poltiglia sanguinolenta. Dappertutto si vedevano queste amebe che si nutrivano delle cellule cerebrale causando un danno cosi grave che per la donna, non c’è più stato nulla da fare.

Purtroppo, l’organo cerebrale era cosi compromesso che per i medici non c’è stato più nulla da fare.

 

 

 

Ionela Polinciuc

Mi chiamo Ionela Polinciuc, sono nata in Romania e ho vissuto a Roma e Darfield. Amo viaggiare, e questo percorso mi ha permesso di conoscere altre realtà importanti e migliorare le mie capacità di adattamento a svariati contesti. La mia passione per scrivere, mi ha portato a collaborare con diversi giornali, da ormai 3 anni.