Dossier Isola Dei Famosi: Il Grande Imbroglio, Parte seconda

Continua la nostra analisi del reality L’Isola dei Famosi, il grande imbroglio della Tv.

Iniziamo con gli attori della commedia, anzi meglio sarebbe identificarli come i personaggi di un teatro dei pupi.

Come tutti avranno capito non sono degli scienziati, quindi più facili da imbrogliare facendo loro credere che gli asini volano.

Vanno sull’isola, per un compenso da fame, 50.000 euro per i più fortunati,( perchè i soldi veri vanno solo a personaggi del calibro della Ventura che quest’anno non ci sono),  attirati dal miraggio di una carriera da rinverdire o da iniziare.

In realtà questa esperienza metterà una pietra tombale sulle loro illusioni, eccezione fatta per alcuni casi particolari come Giucas Casella, che di mestiere fa il paragnosta, eufemismo per non dire paraculo, o Jonathan che di mestiere (dopo aver provato a fare lo stilista) fa il concorrente di reality.

Ma il ” canna gate” che ha fatto fare soldi a tutti, giornali, trasmissioni tv e siti Web,  di fatto ha stroncato le carriere della Marcuzzi, pugnalata alla schiena dal vendicativo Ricci e di Francesco Monte, che con le ospitate nei locali guadagnava bene.

Che  poi è tutta un’ipocrisia perchè quasi tutti quelli che hanno figli giovani hanno in casa anche senza saperlo dell’innocua Maria che in Florida si vende dal tabaccaio e che non è certo la letale Lilly, l’eroina della canzone di Venditti.

La Cipriani, ovvero “l’arte di fare la scema”, al punto che tutti continuiamo a chiederci se ci è o ci fa e ancora non siamo riusciti a darci una una risposta non aveva certo bisogno dell’isola, gli altri nessuno erano e nessuno rimarranno e se qualche chance avevano ora se la sono giocata definitivamente

In compenso ora abbiamo capito perchè Biaggi ha lasciato la Atzei e stanotte andremo a letto più contenti a differenza sua che piange sempre, forse perchè anche lei ha capito che le sarà difficile ritrovare un fidanzato da mondo dopo essersi presentata così.

Non voglio parlare dell’ennesimo figlio di o di silicon valley o del personal train perchè non mi piace, a differenza della Gialappa’s che su queste cose ci campa, sparare sulla croce rossa, lo fanno già loro benissimo in una trasmissione di successo

Ma il vero tragico paradosso è il buon Nino che, spalla per tanti anni del povero Zuzzurro, si presenta ancora come Gaspare, cercando, per avere  un po’ di visibilità, di risuscitare il ricordo di un duo che la vita ha deciso di spegnere per sempre. 

Ora tutti questi fenomeni, mi verrebbe da aggiungere da baraccone, per un compenso che nello spettacolo è considerato da fame, ancor di più perchè è una tantum, hanno pensato bene di spendere circa sei mesi della loro vita,( perchè tra prove, permanenza sull’isola e trasmissioni in cui non gli fanno dire nemmeno una parola, tanto ci vuole) patire la fame, rischiare la salute, specialmente ad una certa età o con troppi ormoni in corpo, farsi prendere per il culo dagli addetti ai lavori e poi anche a insulti dagli spettatori, di mettere in piazza le loro fragilità e i loro difetti fisici e mentali e tutto questo sarebbe un investimenti sul futuro?

Ne sa qualcosa la Ventura che ha finito di presentare e si è ridotta a fare l’ospite o la giurata!

L’intervista di questi giorni ad Alvaro Vitali, l’indimenticato Pierino, che dopo 150 film ora vive con una pensione di 1000 euro al mese qualcosa dovrebbe insegnare a chi vuole ascoltare.

Ma se andavano a lavorare non avrebbero vissuto meglio e guadagnato di più?

Dimenticavo una cosa: dopo tanti “SACRIFICI” ( perchè mesi di convivenza forzata con persone che detesti tra i morsi della fame e quelli dei mosquitos sono una tortura vera) al vincitore, (che sarà Amaurys e questo lo sapevano tutti ancor prima di partire), andranno “SOLO”  50.000 euro perchè altri 50.000 dovranno darli in beneficenza, non potranno nemmeno decidere di tenerseli.

Domani parleremo degli altri soggetti truffati da questo carrozzone con le ruote quadrate.

Leggi la prima parte del dossier: Dossier Isola dei famosi: il grande imbroglio, parte prima


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Il Mago di OZ

Dovendo scegliere uno pseudonimo con cui firmare gli articoli, cosa che non faccio per lucro, ho deciso di usare il titolo del celebre romanzo per bambini di Baum per due motivi: il primo perchè sono le iniziali del mio nome e cognome e il secondo perchè, come il mago della storia, mi piace, SENZA INVENTARE NULLA, aiutare le persone a tirare fuori quello che già possiedono dentro di loro, spesso senza saperlo