Economia: come sta influenzando i mercati finanziari il Coronavirus?

Economia e mercati finanziari: l’effetto coronavirus potrebbe creare una crisi di liquidità sui mercati.

Dopo l’esplosione dell’epidemia di coronavirus in Cina, il contagio si sta diffondendo in tutto il mondo, con situazioni piuttosto critiche in Italia, Iran e Corea del Sud. Anche negli Stati Uniti sono in aumento le persone che presentano sintomi del virus, situazione analoga a quella registrata in molti paesi europei come Francia e Germania, ad alcune regioni dell’Africa e del Sud America.

Molti governi stanno adottando misure restrittive, non severe quanto le nuove disposizioni contenute nell’ultimo decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri italiana, tuttavia le ricadute sull’economia e sui mercati finanziari sono davvero pesanti. L’economia del nostro Paese è al momento quasi paralizzata, con lo spettro della recessione che sta diventando sempre più una certezza, senza contare migliaia di aziende in crisi e tantissimi lavoratori a rischio di perdita dell’impiego.

Recentemente l’OCSE ha tagliato le stime sulla crescita globale 2020, con una riduzione che dovrebbe essere di almeno 0,5 punti percentuali passando dal 2,9 al 2,4%. Rallenta l’economia cinese, con un PIL che dovrebbe aumentare soltanto del 3% nel primo trimestre 2020, crolla il prezzo del petrolio e interi settori sono quasi al collasso, tra cui il comparto aereo e le imprese che si occupano di ospitalità, con un quadro generale veramente complicato.

Coronavirus: quali sono i principali rischi per gli investitori?

Come emerge dalle analisi degli esperti sul sito Investingoal.it, la situazione attuale è realmente complessa per gli investitori e l’economia mondiale. Innanzitutto l’effetto coronavirus non si è ancora trasformato in una vera e propria crisi finanziaria, allo stesso tempo se le condizioni emergenziali dovessero continuare o peggiorare potremmo andare incontro a una crisi di liquidità sui mercati.

Nello scenario attuale, reso piuttosto fragile da un progressivo rallentamento dell’economia globale, la diffusione dell’epidemia potrebbe far emergere tutte le problematiche finanziarie più delicate, con scoppi di bolle speculative che potrebbero innescare una reazione a catena. BastI considerare la fragilità del sistema finanziario, il quale da anni si appoggia quasi esclusivamente sulle politiche di tassi bassi o negativi delle banche centrali, con programmi di immissione di liquidità da parte di tutti i principali istituti del mondo, dal Giappone agli Stati Uniti.

La paura non è mai positiva per i mercati e le economie mondiali, in quanto porta gli investitori a liquidare le posizioni più a rischio, rivolgendosi ai beni rifugio classici come lo yen giapponese, l’oro e gli investimenti nei titoli di Stato dei paesi più solidi, come gli Stati Uniti e la Germania. Da un lato il calo dei tassi sui bond pubblici è una buona notizia, dall’altro è difficile investire di questi tempi, inoltre la fuga dei capitali potrebbe far crollare interi settori, i quali perderebbero rapidamente i finanziamenti indispensabili al funzionamento del sistema.

Un altro pericolo arriva dalla minore presenza di operatori specializzati, infatti molte società d’investimento stanno obbligando i propri collaboratori a lavorare da casa. Ciò crea una situazione fortemente a rischio, poiché in questo modo diventa difficile rispondere in maniera veloce alle richieste di liquidazione delle posizioni, ovvero di vendita e dismissione degli asset. Con poca efficienza nella gestione degli ordini si potrebbe creare un circolo vizioso, con conseguenze imprevedibili e forti ricadute sull’economia reale.

Le conseguenze del coronavirus sull’economia globale: cosa aspettarsi?

L’epidemia di coronavirus ha provocato una serie di crisi economiche, prime fra tutte il rallentamento della Cina, le cui esportazioni sono in grande contrazione con la conseguente riduzione della produzione industriale. Essendo il gigante asiatico il principale importatore di materie prime e beni, questo calo drastico avrà ricadute considerevoli sulle economie di tantissimi paesi esportatori, come il Canada, l’Australia, il Brasile e la Russia.

L’impatto riguarderà non solo la Cina, dunque, ma tutta l’area asiatica, soprattutto in paesi come la Corea del Sud il cui modello economico è strettamente legato alle esportazioni di prodotti verso l’Europa e il continente americano. Tra i settori più colpiti nel breve termine ci sono l’aviazione commerciale, l’automative e il manifatturiero, tuttavia altri comparti potrebbero essere affettati dalle conseguenze a medio e lungo termine dell’epidemia.

L’Italia è senza dubbio uno dei paesi più a rischio in questo momento, sia a causa dell’elevato numero di contagi, sia per le forti restrizioni subite a livello economico. Molte aziende sono paralizzate, le esportazioni sono in calo e le stime sul PIL indicano una quasi certa recessione per il 2020, perciò sarà fondamentale il supporto pubblico e soprattutto quello delle istituzioni europee come la BCE. Le politiche adottate nelle prossime settimane saranno quindi cruciali, per stimolare l’economia e sostenere le imprese, sebbene l’operazione più importante sarà il contenimento del virus.


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Redazione NotizieOra

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