Assegno sociale 2022: i motivi che portano allo stop dei pagamenti

Autore:
17/08/2022

Assegno sociale 2022: i motivi che portano allo stop dei pagamenti

Assegno sociale 2022, il meccanismo resta uno degli strumenti di welfare più importanti all’interno del sistema pubblico. Ma i vincoli per poter accedere e sopratutto per mantenere in essere l’emolumento sono stringenti. La prestazione economica è infatti slegata da parametri quali gli anni di contributi accumulati presso l’Inps. Anche per questo possiede natura esclusivamente assistenziale.

Difatti, può essere percepita solo se si mantiene la residenza in Italia. Il beneficio di legge non è reversibile in favore dei familiari superstiti in caso di decesso. L’opzione garantisce quindi un’assistenza economica di base in favore di coloro che non hanno mai lavorato. Oppure che non hanno effettuato versamenti tali da raggiungere una pensione secondo i criteri ordinari.

Assegno sociale 2022: perché nasce l’opzione di tutela

L’assegno sociale è stato avviato nel 1996 dalla riforma del sistema previdenziale e di welfare del governo Dini. In precedenza, esisteva comunque un istituto similare. Si trattava della pensione sociale. Il termine pensione non è stato più utilizzato, visto che richiamava un emolumento legato ai contributi versati.

Questo aiuto di welfare è rivolto ai cittadini italiani, comunitari ed extracomunitari con permesso di soggiorno UE di lungo termine. Nonché ai cittadini stranieri apolidi titolari dello status di rifugiato politico. I beneficiari devono aver maturato almeno 67 anni di età e congiuntamente avere un reddito al di sotto delle soglie di accesso e mantenimento previste dalla legge.


Leggi anche: Come i conti correnti online stanno cambiando le abitudini di spesa dei consumatori

Come funzionano i limiti reddituali: assegno sociale 2022 e soglie massime

Stante la situazione appena evidenziata, per le persone single la soglia di fruizione dell’assegno sociale 2022 è fissata a 6085,43 euro. Per le persone sposate, la cifra sale invece a 12170,86 euro. In questo ultimo caso, si tratta di una soglia complessiva e che deve quindi tenere conto della somma dei redditi prodotti da entrambi i coniugi.

Hanno quindi diritto all’assegno in misura intera i soggetti con almeno 67 anni di età e che non possiedono alcun reddito. La liquidazione integrale dipende dal reddito dell’interessato e dell’eventuale coniuge. Qualora i richiedenti posseggano un reddito inferiore ai limiti di legge, l’assegno viene garantito per un importo utile a raggiungere la soglia annuale.

A titolo di esempio, un single con reddito da 200 euro al mese si vedrà corrispondere un’integrazione da 268 euro al mese, così da raggiungere la soglia mensile dell’assegno sociale.

L’importo dell’assegno erogato nel corso del 2022

Nel corso del 2022 l’importo dell’assegno sociale corrisponde a 468,11 euro al mese, per 13 mensilità. L’assegno non dà diritto invece alla 14ma mensilità, che rappresenta una prestazione assistenziale erogabile in favore di coloro che hanno maturato una pensione secondo criteri di natura previdenziale e non assistenziale. L’emolumento di welfare non è soggetto al pagamento dell’Irpef.

I motivi che portano alla decadenza dell’assegno sociale e allo stop dei pagamenti

L’assegno sociale decade nel momento in cui il titolare soggiorna per più di 29 giorni all’estero. In tal caso, il beneficio di welfare viene sospeso. Dopo un anno dalla sospensione, avviene poi la revoca vera e propria della prestazione assistenziale. Un ulteriore motivo di sospensione è il superamento dei valori massimi di reddito previsti per il riconoscimento della prestazione.


Potrebbe interessarti: Licenziamento durante malattia, è possibile? Cosa succede se si supera il limite

L’Inps effettua la verifica annualmente e opera la modifica, sospensione o revoca dell’assegno in base ai criteri previsti dalla legge. L’erogazione della prestazione è quindi di natura provvisoria.

Questo significa che l’Inps provvede a effettuare i controlli anno per anno sui requisiti di natura reddituale e amministrativa. Per questo motivo, l’assegno viene erogato in via provvisoria. In caso di approvazione, il richiedente otterrà l’emolumento a partire dal primo giorno del mese successivo a quello d’invio della domanda.

Le foto presenti in questo articolo sono concesse in licenza a Giddy Up srl