Assegno Unico 2023: nuovi importi da quest’anno

Autore:
Niccolò Mencucci
12/01/2023

Assegno Unico 2023: nuovi importi da quest’anno

Da quasi due anni in Italia è disponibile un’integrazione al reddito molto utile per famiglie con figli a carico, anche se ancora in dolce attesa. Con la Manovra di Bilancio, l’Assegno Unico 2023 rinnova i suoi importi, ma con alcune sostanziali differenze a seconda della composizione familiare e del reddito.

Proprio sulla questione del reddito, l’Assegno Unico 2023 propone nuovi importi a seconda del proprio ISEE familiare.

Assegno Unico 2023: nuovi importi da quest’anno

Molti bonus e supporti economici per le famiglie disagiate non sono stati rinnovati nell’ultimo anno, come nel caso del bonus mamma domani, finito nel calderone dell’Assegno Unico 2023.

L’allora Governo Draghi ha voluto far sì che l’Assegno diventasse l’unico strumento di supporto per le famiglie, da qui la dizione ufficiale Assegno Unico Universale, proprio perché accolga tutte le possibili realtà familiari.

Con la nuova Manovra di Bilancio, il Governo Meloni ha preferito puntare le risorse dell’Assegno ad una fetta della popolazione più in difficoltà, mettendo dei nuovi paletti per quanto riguarda l’ISEE.

L’ISEE che si dovrà presentare, nuovo o come rinnovo del precedente, verrà considerato dalla mensilità del mese di marzo 2023. Pertanto si ha ancora tempo per poterlo richiedere al CAF, all’ufficio adibito dal Comune, o addirittura in forma pre-compilata direttamente dal proprio account INPS.


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Quali sono gli importi dell’assegno unico 2023

Per quest’anno gli importi dell’Assegno Unico 2023 rimangono sostanzialmente gli stessi: la modifica è invece negli eventuali aumenti che erano previsti a fine anno.

Con la sua conferma a gennaio 2022, l’allora Governo Draghi aveva stabilito i seguenti importi minimi e massimi:

  • una minima di 50 euro per tutte le famiglie richiedenti;
  • una massima di 175 euro per le famiglie con ISEE inferiore a 15.000 euro.

Questi due importi chiave possono avere degli aumenti se ci sono figli (minorenni o maggiorenni) affetti da disabilità. Di contro, l’assegno tende a ridursi se la richiesta viene fatta da entrambi i genitori (l’Assegno Unico 2023 viene diviso tra i due genitori), o se il figlio ha più di 18 anni ma meno di 21 anni.

A gennaio 2023 purtroppo non sono previste ulteriori modifiche agli importi. L’INPS ha confermato che gli importi dei mesi di gennaio e febbraio saranno gli stessi di dicembre, novembre e di tutti i mesi del 2022.

L’eventuale aumento scatterà da marzo 2023, in tempo per il nuovo ISEE. Ricordiamo che questa misura riguarda sia i lavoratori dipendenti, sia i lavoratori autonomi, sia gli inoccupati e i disoccupati.

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Quanto aumenterà l’assegno

L’assegno Unico 2023 avrà un nuovo aumento da marzo 2023, a seconda dell’ISEE presentato. Fonti del Governo hanno fatto sapere che l’Assegno verrà adeguato all’attuale andamento inflazionistico, ad oggi attorno al 7,8%.

Si prevede una serie di aumenti, pari al 50% in più rispetto agli attuali importi, per:

  • la maggiorazione forfettaria, per famiglie numerose e con almeno 4 figli.
  • i nuclei familiari con tre o più figli a carico o per quelli con figli al di sotto di un anno di età.
  • i nuclei familiari con figli disabili.

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Quale ISEE serve per l’assegno

Per l’Assegno Unico 2023 servirà l’ISEE ordinario, o l’ISEE corrente in caso di recente perdita o sospensione del lavoro e dei redditi.

Basterà fare richiesta presso un Centro di Assistenza Fiscale, l’ufficio Comunale adibito o farlo in via precompilata sul sito dell’INPS. In entrambi i casi, il servizio è totalmente gratuito, ma saranno necessari i seguenti documenti:

  • Dichiarazione Sostitutiva Unica,
  • Certificazione Unica o Dichiarazione dei Redditi,
  • targhe dei veicoli in possesso da parte di uno degli abitanti del nucleo familiare,
  • ulteriori documenti (disabilità, contratti di affitto, proprietà immobiliari…).

Ricordiamo che il nuovo ISEE sarà considerato dalla mensilità del mese di marzo 2023: se lo si ha già percepito nel 2022, non servirà ripresentare la domanda, ma solo l’ISEE aggiornato.

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