Assegno unico Inps fino a 175 euro al mese: requisiti e come richiederlo

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18/11/2021

Assegno unico Inps fino a 175 euro al mese: requisiti e come richiederlo

Il nuovo assegno unico mensile fino a 175 euro partirà da marzo 2022, con una vera e propria rivoluzione in termini di welfare familiare per il sistema pubblico. Si tratta di un meccanismo di tutela pensato per accompagnare le famiglie a partire dal settimo mese di gravidanza. La misura si estende ai 21 anni di età, qualora i figli proseguano gli studi.

Il decreto attuativo in relazione alla nuova misura dovrebbe avere il via libera definitivo dal governo proprio nella mattina di oggi. I beneficiari potranno inviare la propria domanda all’Inps a partire dal prossimo 1° gennaio 2022. È però opportuno specificare che con l’introduzione dell’assegno universale verrà meno il meccanismo ponte avviato dal governo Draghi negli scorsi mesi.

Nuovo assegno unico universale: chi sono i potenziali beneficiari

Il nuovo assegno unico universale è destinato a coloro che hanno figli a carico e punta a riorganizzare i benefici di welfare presenti nel nostro ordinamento accentrando e riordinando un sistema molto complesso. La platea dei potenziali beneficiari è quindi rappresentata dalle famiglie con figli. Sarà possibile inoltre beneficiare della tutela già a partire dal settimo mese di gravidanza e fino ai 21 anni di età.


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Sono compresi nel nuovo assegno unico anche i lavoratori autonomi, oltre ai disoccupati e ai titolari di partita Iva. Rientrano quindi anche i soggetti che in precedenza veniva esclusi dagli assegni familiari (ANF). Per determinare l’importo erogato sarà fondamentale presentare l’ISEE. Per i figli maggiorenni, il pagamento dell’assegno verrà garantito solo nel caso in cui risultino iscritti all’università oppure a percorsi formativi, nonché presso le liste di collocamento.

Anche i figli maggiorenni potranno fare domanda e ricevere direttamente l’assegno

In merito a quest’ultimo dettaglio, è interessante notare che anche i figli potranno fare domanda. Una volta diventati maggiorenni, avranno infatti la possibilità di ricevere (su richiesta) in modo diretto la quota spettante per l’assegno unico.

Occorre ovviamente aver compiuto i 18 anni di età e come già detto, frequentare un percorso formativo o di avviamento al lavoro. I limiti di reddito prevedono un tetto non superiore a 8mila euro l’anno, la presenza come disoccupato negli appositi registri e lo svolgimento del servizio civile universale


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Quanto si percepisce con il nuovo assegno unico: previsti pagamenti fino a 175 euro al mese

Entrando nel merito delle cifre erogate dal nuovo assegno Unico, si parte da un minimo di 50 euro (25 euro per i maggiorenni) e si sale fino a 175 euro al mese. In particolare, l’importo pieno è erogato in favore di coloro che possiedono un ISEE annuo fino a 15mila euro. Dall’altro lato, si passa a 50 euro al mese per coloro che hanno un ISEE superiore a 40mila euro l’anno. Tale misura verrà comunque garantita anche a chi non presenterà apposita domanda.

Ulteriori maggiorazioni vengono assegnate sulla base del numero effettivo dei figli, oppure in presenza di disabili. L’assegno premierà inoltre le famiglie dove lavorano entrambi i genitori. Per capire l’effettiva convenienza dell’operazione bisognerà comunque attendere la prova di realtà. Tra gli elementi considerati per l’erogazione avrà preponderanza anche il numero di figli. A partire dal terzo è prevista una maggiorazione fino a 85 euro, mentre saranno erogate in via forfettaria 100 euro in più per nuclei con quattro o più figli.

Il pagamento del nuovo assegno unico effettuato direttamente dall’Inps

Rispetto agli assegni familiari, con l’assegno unico cambiano le modalità di erogazione. Quest’ultimo sarà infatti garantito direttamente dall’Inps sul conto corrente dei beneficiari. In precedenza, l’erogazione avveniva attraverso la busta paga. Il pagamento prenderà luogo in via automatica per i percettori del reddito di cittadinanza. Infatti, in questo caso l’ente previdenziale possiede già l’ISEE del nucleo familiare e può provvedere a eseguire i calcoli necessari in autonomia.

Contestualmente, sarà aperto presso il Dipartimento per le politiche della Famiglia un Osservatorio nazionale. A quest’ultimo spetterà il compito di monitorare e analizzare l’impatto del nuovo assegno unico, preparando quindi una relazione semestrale sullo stato d’implementazione della misura.