Assegno unico per i figli a carico: fino a 3mila euro l’anno, ma si slitta a gennaio 2022

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12/05/2021

Il nuovo assegno unico per i figli a carico richiederà tempi più lunghi per diventare operativo. La misura di welfare slitta infatti a gennaio 2022. Garantiti da 800 a 3000 euro attraverso il riordino delle misure dedicate alla famiglia.

Assegno unico per i figli a carico: fino a 3mila euro l’anno, ma si slitta a gennaio 2022

Assegno unico al via, ma a pieno regime solo da gennaio 2022. La notizia dello slittamento è tornata a circolare nelle ultime ore, confermando di fatto quanto era stato già anticipato nelle scorse settimane. La scadenza del prossimo 1° luglio 2021 è infatti troppo ravvicinata affinché la nuova misura di welfare diventi pienamente operativa. Di fatto, nel corso dell’anno attuale si concretizzerà solo un provvedimento ponte.

La misura fortemente voluto dalla ministra per le Pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti è quindi in procinto di approvazione, ma il percorso richiederà tempo. Secondo quanto dichiarato dalla stessa esponente del governo, nella prima fase verranno mantenute le detrazioni dedicate alle famiglie. Oltre a ciò, si aggiungerà una misura che sarà adeguata in base al reddito. Così facendo, “nessuno ci perderà”.

Ma a partire da gennaio il provvedimento “riassorbirà tutte le detrazioni fiscali”, andando quindi a completare il riordino deciso da tempo attraverso il cosiddetto family act. In sostanza, i prossimi mesi agiranno da fase sperimentale, così come già avvenuto con altri provvedimenti di riforma del settore fiscale e del welfare.


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Assegno unico 2021-2022: si attendono i decreti attuativi

D’altra parte, la misura avrà conseguenze importanti non solo dal punto di vista assistenziale. Sono infatti numerosi gli aspetti fiscali che saranno toccati dal nuovo assegno unico, a partire dalle detrazioni per i figli a carico. Per comprendere a fondo le implicazioni operative, occorrerà attendere i decreti attuativi emanati congiuntamente dal Ministero della Famiglia e da quello dell’Economia.

A quel punto sarà possibile comprendere anche attraverso quali modalità potrà essere erogato l’assegno unico. C’è chi si domanda se il sussidio di welfare potrà essere pagato in contanti oppure attraverso un credito di imposta da applicare alla busta paga o alla dichiarazione dei redditi. Appare chiaro che dovrà essere trovata anche una soluzione per coloro che non possiedono un imponibile tale da poter fruire del credito.

Le cifre in gioco sull’assegno unico: fino a 250 euro al mese per ogni figlio

Un ulteriore aspetto che attende di essere chiarito riguarda la cifra che sarà erogata attraverso l’assegno unico. Il premier Draghi in alcune conferenze stampa pregresse ha citato la possibilità di arrivare fino a un massimo di 250 euro a figlio. Al momento non è noto se sarà davvero possibile raggiungere tale cifra, ma anche questo aspetto verrà chiarito all’interno dei decreti attuativi.


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Anche i sindacati hanno avanzato diverse proposte al riguardo negli scorsi mesi. Si parla di circa 800 euro l’anno per ogni figlio, con un contributo aggiuntivo per le famiglie con redditi bassi o situazioni di disagio. In tal modo, si potrebbe arrivare fino a 2400 euro l’anno. Resta il fatto che il perimetro economico dell’operazione rimane tra i principali punti di incertezza.

A chi potrebbe spettare il nuovo assegno unico: coinvolti anche gli incapienti e le partite Iva

Dal punto di vista pratico, uno dei principali segnali di discontinuità rispetto all’assegno unico è l’ampliamento della platea dei beneficiari. Il nuovo meccanismo di welfare includerà infatti anche gli incapienti e i titolari di partite Iva. Si tratta di soggetti che finora sono rimasti esclusi dai cosiddetti assegni familiari. Quest’ultimi risultavano fruibili solo dai lavoratori dipendenti.

Il contributo per i figli a carico sarà erogato a partire dal settimo mese di gravidanza e fino ai 21 anni di età. A partire dai 18 anni sarà confermato solo nel caso in cui i figli risultino studenti o impiegati attraverso un tirocinio. Infine, importanti maggiorazioni saranno previste per i figli disabili o con situazioni di particolare disagio.