Bonus Inps 2021 anche senza ISEE: da 960 a 1500 euro, i requisiti 

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22/11/2021

Bonus Inps 2021 anche senza ISEE: da 960 a 1500 euro, i requisiti 

Bonus Inps 2021 fino a 1500 euro mensili per le famiglie e per alcune specifiche tipologie di lavoratori. Il governo Draghi si prepara a garantire un sostegno ai cittadini attraverso diverse agevolazioni. Per alcune di queste non risulterà nemmeno necessario presentare il modello ISEE. In particolare, potranno risultare tra i beneficiari dei provvedimenti genitori con figli piccoli, donne in condizioni di gravidanza e possessori di una partita Iva.

Bonus Inps 2021 per bebè o assegno di natalità: requisiti, a quanto ammonta e come richiederlo

Iniziamo con il cosiddetto bonus bebè, conosciuto anche come assegno di natalità. Si tratta di una erogazione mensile pensata per le famiglie che hanno un nuovo figlio in arrivo, oppure in via di adozione o affido. Rientrano nel beneficio di legge anche i nuclei familiari con lavoratori a partita Iva. L’assegno possiede una natura annuale ed è garantito mensilmente fino al compimento di un anno. In caso di adozione o affido viene garantito nel primo anno d’ingresso in famiglia.


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Il bonus può essere richiesto da cittadini italiani, comunitari o extracomunitari, purché in possesso del titolo di soggiorno, per le nascite (oppure per le adozioni o gli affidamenti) avvenuti nel 2021. Risultano valide anche quelle relative al 2020, fino al compimento del primo anno di età o di ingresso nel nucleo familiare. La domanda dovrà essere inviata all’Inps entro 90 giorni dalla nascita o dall’ingresso in famiglia. Superata questa soglia, l’assegno decorre dal mese di presentazione.

Per questo particolare assegno di welfare, è possibile ottenere un minimo di 80 euro al mese, corrispondenti a 960 euro l’anno. Qualora il reddito ISEE risulti particolarmente basso, è possibile ottenere fino a 160 euro al mese. Ulteriori maggiorazioni sono riconosciute per ogni figlio successivo al primo e in caso di adozione plurima.

Bonus Inpsi 2021 per asilo nido: come funziona, a chi spetta e quanto si può ottenere

Un ulteriore aiuto previsto per le famiglie è il cosiddetto bonus asilo nido, in grado di garantire un assegno fino a 1000 euro. Quest’ultimo è finalizzato al pagamento delle rette per la frequenza di asili nido pubblici e privati. Può essere utilizzato anche per pagare forme di assistenza domiciliare destinate a bambini con meno di tre anni e che risultano colpiti da gravi patologie di natura cronaca. Inoltre, il bonus è elevato fino a 3mila euro sulla base dell’ISEE minorenni in corso di validità.


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L’importo erogato dall’Inps varia in base all’ISEE. Per la versione minorenni fino a 25mila euro si può ottenere una cifra massima corrispondente a 3000 euro. Questa scende a 2500 euro per ISEE minorenni da 25001 a 40mila euro. Oltre tale soglia, il bonus asilo nido scende fino a 1500 euro all’anno. Questo ultimo limite viene preso come riferimento qualora non venga presentato l’ISEE, oppure quando il bonus viene richiesto da un genitore che non faccia parte del nucleo familiare nel quale è inserito il minorenne.

Tra i requisiti per la presentazione della domanda ci sono la cittadinanza italiana, UE oppure il permesso di soggiorno per i familiari extracomunitari o la carta di soggiorno permanente. Serve inoltre la residenza in Italia, mentre relativamente al contributo per l’asilo nido il richiedente deve coincidere con il genitore che sostiene il pagamento della retta.

Bonus mamma domani: possibile un premio alla nascita fino a 800 euro

Il bonus mamma domani garantisce 800 euro per la nascita o l’adozione di un minore su domanda della futura madre. Il sostegno di welfare è corrisposto dopo la domanda della futura madre al compimento del settimo mese di gravidanza, oppure alla nascita. È garantito anche in caso di adozione oppure affidamento preadottivo.

Il beneficio di welfare è concesso in un’unica soluzione per ogni evento e in relazione a ogni figlio nato o adottato. L’assegno corrisponde a 800 euro e viene pagato tramite accredito su conto corrente bancario, bonifico domiciliato presso l’ufficio postale, accredito su conto corrente postale o libretto postale. È possibile indicare come destinazione anche una carta prepagata con IBAN.