Bonus trasporti 60 euro: cos’è e come fare domanda

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06/09/2022

Bonus trasporti 60 euro: cos’è e come fare domanda

Bonus trasporti 60 euro, con il mese di settembre 2022 si concretizza un’importante novità per la mobilità pubblica. Il decreto Aiuti ha infatti avviato un nuovo incentivo, ufficialmente partito lo scorso 1° settembre. Grazie all’agevolazione, lavoratori, studenti e pensionati possono beneficiare di un contributo fino a 60 euro per il pagamento di abbonamenti mensili oppure annuali al trasporto pubblico.

In particolare, sono interessati i mezzi di trasporto pubblico locali, oltre a quelli regionali e interregionali. Rientrano anche i servizi di trasporto ferroviario nazionali. In questo caso, l’abbonamento deve però essere acquistato entro il 31 dicembre 2022.

Formalmente, le istanze possono essere presentate entro e non oltre il termine dell’anno. Mentre per quanto riguarda le risorse messe a disposizione dal governo, la cifra complessiva corrisponde a 180 milioni di euro.

Bonus trasporto pubblico: che cos’è e quali sono i requisiti

Entrando nel merito del provvedimento, il bonus trasporto pubblico rappresenta una indennità utilizzabile per un valore massimo corrispondente a 60 euro. Il bonus deve essere impiegato per l’acquisto di abbonamenti al trasporto pubblico locale, regionale o nazionale. Possono farne richiesta i soggetti con un reddito annuo inferiore a 35mila euro.

I requisiti impongono che il bonus sia nominale. Per questo motivo, la misura di vantaggio non può essere ceduta o scambiata con terze persone. A livello pratico, per beneficiare del contributo sarà necessario presentare l’apposita ricevuta al rivenditore dell’abbonamento.


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Questo la inserirà nel sistema di fatturazione, accettandola come mezzo di pagamento parziale o totale. Il buono non può essere impiegato per l’acquisto di servizi di prima classe, executive, business, club executive, salotto, premium, working area e business salottino.

Come richiedere il bonus per più di un abbonamento mensile

Fatte queste opportune premesse, è interessante notare che il bonus da 60 euro potrà essere utilizzato anche in modo frazionato, ad esempio per l’acquisto di abbonamenti mensili. In questo caso risulta però necessario inviare diverse richieste.

Per fare un esempio pratico, se il costo dell’abbonamento mensile locale corrisponde a 40 euro, si potrà inviare una seconda domanda il mese successivo per usufruire delle restanti 20 euro. Tutto ciò, finché risulteranno ancora risorse a disposizione del provvedimento.

Questo perché la disponibilità dell’agevolazione prevista dalla legge è garantita solo fino all’esaurimento dei fondi stanziati, che come già anticipato corrispondono a 180 milioni di euro.

Come funziona il buono trasporti da 60 euro

Il potenziale beneficiario del buono trasporti da 60 euro dovrà quindi inoltrare la propria domanda sul sito www.bonustrasporti.lavoro.gov.it, utilizzando uno dei sistemi di riconoscimento validi per la pubblica amministrazione (come lo Spid o la Cie).

Il sistema permetterà di inoltrare la domanda e rilascerà quindi il buono. All’interno viene indicato il codice fiscale del beneficiario, un codice univoco di utilizzo, l’importo concesso e la data di emissione dell’abbonamento.

Il titolare del buono dovrà eseguire l’acquisto dell’abbonamento nel mese di emissione, pena la perdita del beneficio di legge. A titolo di esempio, per le domande inviate a partire dal 1° ottobre 2022 sarà necessario eseguire l’acquisto dell’abbonamento entro la fine di ottobre, anche se la validità risulterà novembre 2022.

Quante persone potrebbero beneficiare del bonus trasporti

In base ai dati comunicati e facendo debitamente i conti, il bonus trasporto pubblico potrebbe coinvolgere fino a 3 milioni di persone. Il meccanismo di base utilizzato è quello del clic day, pertanto gli aventi diritto ricevono il beneficio di legge fino all’esaurimento delle risorse.


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Attualmente non è dato sapere quanti cittadini abbiano già inoltrato la propria richiesta. L’apposito sito aperto dal ministero risulta ancora operativo, pertanto i fondi sono ancora disponibili per l’erogazione di nuove indennità.