Cassa integrazione: nuovi requisiti (più semplici) dal 2022

-
09/11/2021

Cassa integrazione: nuovi requisiti (più semplici) dal 2022

Cassa integrazione più semplice e con una maggiore platea di potenziale aderenti. È quanto viene previsto all’interno della legge di bilancio 2022, che provvede a rendere disponibile il trattamento anche in favore di nuove categorie. Si pensi a tutti coloro che hanno sottoscritto un contratto di apprendistato, oltre ai cosiddetti lavoratori a domicilio. Importanti modifiche sono in via di introduzione anche sull’anzianità necessaria per poter accedere al beneficio di welfare.

Infine, il nuovo sistema di welfare integrativo contemplerà un importo più elevato in favore del lavoratore, mentre si assiste a una diminuzione del contributo addizionale. Lo schema di riforma arriva dopo l’estensione dello strumento assistenziale dettato dalle necessità della pandemia. Il covid-19 ha visto porre in essere misure emergenziali per moltissimi lavoratori, ma ha anche messo in luce i limiti dell’attuale legislazione.

Cassa integrazione: dal 2022 sono in arrivo molte novità

Come appena accennato, la cassa integrazione sarà caratterizzata da molte novità a partire dal prossimo anno. In tal senso, occorre fare una prima precisazione. Tutti gli interventi di modifica si applicano anche ai periodi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa dettati dalla crisi pandemica e che decorrono dal 1° gennaio 2022. Il nuovo sistema integrativo prevede innanzitutto l’estensione delle tutele a tutti gli apprendisti e non solo a quelli con contratto professionalizzante.


Leggi anche: Fondo imprese in difficoltà: domande in riapertura

Oltre a ciò, saranno inclusi anche i lavoratori a domicilio. Per facilitare l’accesso alle tutele, è stato ridotto il criterio di anzianità di lavoro in azienda dai 90 giorni attuali a 30 giorni base. Cambia anche l’importo della cassa integrazione, calcolata sull’80% della retribuzione. In tal senso, si prenderà in considerazione solo il massimale più elevato senza tenere conto della retribuzione del lavoratore.

La riduzione del contributo addizionale per richiedere la Cig

Viene inoltre ridotto il cosiddetto contributo addizionale che deve essere pagato dalle aziende per chiedere la Cig. In questo modo, si punta a rendere più semplice il ricorso allo strumento in caso di necessità. I datori di lavoro sono tenuti a versare il 9% della paga globale per le ore non lavorate sulle prime 52 settimane di cassa. Si sale al 12% fino a 104 settimane e al 15% oltre tale soglia. La nuova manovra punta a introdurre a partire dal 2025 una riduzione del 40% del contributo addizionale in favore dei datori di lavoro che non hanno fatto ricorso alla cassa per almeno 24 mesi.

L’estensione della CIGS a tutte le imprese con più di 15 dipendenti

Un ulteriore importante modifica riguarda poi la CIGS. Questa viene estesa a tutte le imprese sopra i 15 dipendenti. Mentre attualmente risulta disponibile oltre tale soglia solo per il settore industriale. Nel commercio può essere richiesta a partire dai 50 dipendenti. Il sostegno di welfare spetta in caso di crisi o riorganizzazione aziendale. È inoltre contemplato anche per il contratto di solidarietà.

L’estensione comporta però un aumento degli obblighi contributivi, che passano allo 0,9% dal precedente 0,6%. A questa base va aggiunto un ulteriore 0,8% per le aziende che applicano il FIS.


Potrebbe interessarti: Imu seconda rata: scadenza del 16/12, esenzioni e riduzioni

Cassa integrazione (CIG): che cos’è e a chi spetta

La cassa integrazione guadagni (spesso abbreviata in CIG) rappresenta un meccanismo di sostegno pubblico che punta a sostituire totalmente oppure a integrare la retribuzione dei lavoratori dipendenti quando risultano sospesi dal lavoro. Un secondo caso riguarda la riduzione dell’orario lavorativo in virtù di particolari difficoltà vissute dall’azienda.

Possono beneficiare della cassa integrazione operai, impiegati e quadri. Risultano attualmente esclusi i dirigenti. Nella proposta di modifica della legge di bilancio 2022 si punta a integrare nelle coperture anche i lavoratori a domicilio e tutti coloro che hanno sottoscritto un contratto di apprendistato.

Esistono diverse tipologie di cassa integrazione. La CIG ordinaria (spesso abbreviata come CIGO) è rivolta alle aziende industriali non edili ed a quelle artigiane dell’edilizia. La cassa integrazione straordinaria (CIGS) può essere richiesta per eventi straordinari che inducono a sospendere l’attività ed è destinata solo ad aziende con più di 15 dipendenti. La cassa in deroga (CIGD) riguarda invece le imprese escluse dalla cassa integrazione ordinaria e straordinaria.