Colpiti i redditi del 50% della popolazione, l’indagine di Bankitalia e Istat sulle aziende

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09/07/2020

Indagine Bankitalia sui redditi delle famiglie e l’indagine Istat sulle aziende, mette alla luce una situazione preoccupante: redditi colpiti del 50% e circa il 38,8% delle imprese a rischio chiusura per fine anno.

Colpiti i redditi del 50% della popolazione, l’indagine di Bankitalia e Istat sulle aziende

Un’indagine straordinaria sulle famiglie condotta da Bankitalia ha dimostrato che tra aprile e inizio maggio i redditi delle famiglie italiane e sulle informazioni sulla situazione economica e sulle aspettative legate alla pandemia da Covid-19. Il risultato è stato sconvolgente, circa il 50% delle famiglie hanno dichiarato che dispongono risorse finanziarie sufficienti almeno per tre mesi, sufficienti a coprire le spese per i consumi e senza possibilità di entrate. 

Colpiti i redditi delle famiglie del 50%: l’indagine Bankitalia

Le famiglie fortemente in crisi, questa quota supera il 50 per cento per i disoccupati e per i lavoratori con contratti a termine.  L’indagine rileva che i lavoratori e le loro famiglie hanno avuto una riduzione dei redditi del 50 per cento e in alcuni casi questa percentuale aumenta. La situazioni difficile e preoccupante che ha toccato i primi due mesi dell’emergenza sanitaria. 

Anche per il futuro la popolazione si aspetta un’ulteriore riduzione che si protrarrà nei prossimi dodici mesi. 


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Indagine Istat sulle imprese

Anche l’Istat ha condotto un’indagine rilevando che circa il 38,8% delle imprese italiane sono fortemente a rischio di sopravvivenza nel corso del 2020. 

L’indagine Istat  stata condotta sulle imprese sopra i tre addetti. 

Le imprese sono state travolte dalla crisi economica e il pericolo di chiudere è molto vicino. Dall’indagine si evidenzia che oltre sei alberghi e ristoranti su dieci rischia di non arrivare a fine anno a seguito della pandemia Covid-19. A seguire si aggiungono con il 65,2 per cento le imprese di ristorazione e alloggio.

L’indagine prosegue ed evidenzia che il 61,5 per cento di aziende per sport, intrattenimento e cultura, non se la passano bene e pensano di chiudere per fine anno. 

Comunque, dopo la situazione di marzo e aprile, a maggio vede i primi segni di ripresa della produzione. Sempre secondo l’analisi, rispetto ad aprile e maggio, sono aumentate le esportazioni extea-Ue. A giugno la situazione acquista più fiducia con una generalizzazione dei settori economici con una crescita significativa per le vendite al dettaglio con un parziale recupero per gli acquisti dei prodotti non alimentari. 


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