Coronavirus: la verità è vicina ma preferiamo non vederla (prima parte)

Sull’emergenza coronavirus ritengo opportuno far circolare alcune notizie che su internet sono a disposizione di tutti, e non riprese dai mainstream, soprattutto in Italia.

Coronavirus: la verità è vicina ma preferiamo non vederla (prima parte)

Ancora non è chiara la dinamica dell’epidemia da coronavirus, ma sicuramente sappiamo cosa non è stato fatto in Europa, e soprattutto in Italia. A dispetto di chi potrebbe non accettare le mie tesi, ma avvalendomi delle mie informazioni che leggo e che provengono da siti che sono ben informati su quanto accade, conoscendo più lingue, vivendo in un mondo diverso dall’Europa occidentale dove è più facile trovare informazione libera, vi metto a disposizione quando da me riscontrato.

Coronavirus: la ricerca e lo studio molti anni (prima parte)

Iniziamo dal fatto che i ricercatori internazionali, che sono quelli che da tempo fanno ricerche sui batteri e virus, continuano a dire che il coronavirus, di per sè non è mortale. Sembra strano quello che dico, ma vi è una verità. Un ricercatore macedono, conferma nella puntata del 23.3.2020, che il virus corona non è potenzialmente pericoloso. 

Infatti, sempre nel testo dice che nel 1965 è stato scoperto, e per attestarlo, alcuni studenti si erano fatti infettare per verificare le caratteristiche maligne. Qua mi fermo. Avanti scoprirete di più. 

Pure il più blasonato immunologo croato in un’intervista su TELESKOP.HR, (Nota: per i molti non è comprensibile la lingua, ma fa testo e si possono tradurre con un buon traduttore su internet) ha riferito che questa pandemia ha un qualcosa di misterioso.


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L’immunologo parla della vendita di vaccinazioni, che negli anni passati stava avendo un calo impressionante e del fatto che questo potrebbe dare maggiori vantaggi della ripresa delle vendite a favore solo delle case farmaceutiche; che attraverso il sistema delle vaccinazioni fanno miliardi, ma non sono la soluzione del problema, anche il virologo prof. Montanari tramite la sua intervista, che sia piaciuto o meno,  ha detto una cosa vera, che le influenze virali, non sono guaribili con le vaccinazioni, in quanto i virus non sono come i germi, ma sono definiti come parassiti, in quanto loro non hanno vita propria e non sono distruttibili con i vaccini (le info sui virus sono disponibili su internet). Ma continuiamo.

Coronavirus: paura e scenari dal passato

 In Italia, lo potete anche leggere nel mio articolo in link: Pandemia e Coronavirus: paura e scenari dal passato, stranamente i ricercatori, medici e professori italiani che studiano il comportamento dei germi e virus, e quindi sono degli esperti nel settore, gente che hanno un corposo CV sulle spalle, dopo le loro affermazioni sono stati attaccati dai soliti media mainstream, addirittura denunciati dalla associazione denominata PTS (Patto Trasversale della Scienza) mai sentita ad oggi, i cui componenti non si capisce bene chi siano. 

Non vogliono entrare nel loro contesto, ma se fosse stato l’ISS (istituto Superiore della Sanità), ci avrei fatto più di un pensiero sulle dichiarazioni dei sopraddetti virologi e ricercatori. Tutti possono sbagliare, ma quando sono in tanti a dirlo, vuol dire che qualcosa è sfuggita. Ma la cosa che più mi lascia basito, è che succede solo in Italia.
Non ho avuto riscontri di questo genere negli altri paesi, che non ci sia più democrazia in Italia? Non entro nel contesto.


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 Per questo, vorrei ricordare le parole del capo della protezione civile, dott. Borelli in un intervista, affermò: «Ci tengo a precisare che non si tratta di decessi “da” coronavirus», ha poi detto Borrelli il 10 marzo in conferenza stampa. «Sono persone che sono decedute e tra le diverse patologie avevano anche il coronavirus». Riferendosi ai tanti casi. Quindi bisogna ben controllare.

Il bollettino giornaliero non dice la verità

Lo stesso dott. Riccardi intervenendo affermava che l’Italia sta registrando i morti con coronavirus «senza quella maniacale attenzione alla definizione dei casi di morte che hanno per esempio i francesi e i tedeschi, i quali prima di attribuire una morte al coronavirus eseguono una serie di accertamenti e di valutazioni che addirittura in certi casi ha portato a depennare dei morti dall’elenco. 

Di fatto capita che accertino che alcune persone siano morte per altre cause pur essendo infette da coronavirus.

Infatti, che fine hanno fatto le migliaia di decessi che si registrano ogni anno negli ospedali? Tipo complicazioni da influenza, polmoniti, morti per contagi da batteri negli ospedali (c.a 50.000 ogni anno e non se ne parla mai), decessi per infarti, per tumori ecc. Migliaia di decessi. Si stima c.a 650.000 ogni anno.

Proprio su questo pure un nostro giornalista croato (di cui presto sarò ospite) si è chiesto in un’intervista rilasciata su MAXPORTAL.hr, in Italia ci sono morti ogni giorno c.a 1800 persone, ora i dati ci dicono che c.a 2700 deceduti sono tutti attribuiti al COVID19, che fine hanno fatto i decessi, le cui cause sono conducibili ad altre patologie o altri eventi? 

Le cose non quadrano. Altra cosa interessante: il medico berlinese Clus Kohnlein si chiede, dopo la lettura del decesso del primo caso di COVID19 in Germania, sulla rivista THE LANCET, che il paziente è stato curato con dose massicce di farmaci, roba da uccidere un elefante, con seguenti farmaci: 

Metilprednisolone cioè alte dosi di cortisone 600 mg
Moxifloxacin, un antibiotico molto potente
Quindi Lopinavir e Ritonavir, due farmaci usati per la terapia dell’HIV, sostanze molto tossiche
Interferone che indebolisce l’immunità

Si ci chiede, se anche in Italia forse si usano questo tipo di farmaci per curare tutti i casi di COVID19. Sempre che siano COVID19?

Descrive poi che le norme di comportamento sono dettate dall’agenzia USA:(Centers for Disease Control and Prevention), dove descrive come comportarsi nel caso di COVID19, cioè, Isolamento e chiusura totale di tutto, e via dicendo.

Attualmente i contagiati da COVID19, in tutto il mondo, secondo le stime di Centre for Global Infectious Disease Analysis dell’Imperial College di Londra), Columbia University, New York) e colleghi, considerano che per ogni contagiato, ce ne siano almeno 6/7 non individuati (ma non mortali).

Anche secondo i ricercatori della Oxford capeggiati dalla dr. sc.Sunetra Gupta, in un’intervista Financial Times, comunica che già la metà della popolazione inglese è contagiata. Forse è per questo che Boris Johnson, aveva detto che “dovremmo abituarci ai decessi dei nostri cari“. Questi sono gli inglesi.

Questa è solo una prima parte a breve anche la seconda, seguitemi.