Dieselgate Volkswagen, possibile risarcimento fino a 3mila euro: ma l’azienda ricorre in appello

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10/07/2021

I giudici si esprimono sulla Class Action per il dieselgate. La sentenza in favore di Altroconsumo. Possibili risarcimenti fino a 3mila euro, ma la casa automobilistica si prepara a ricorrere in appello. Tutte le informazioni utili al riguardo.

Dieselgate Volkswagen, possibile risarcimento fino a 3mila euro: ma l’azienda ricorre in appello

Il caso Dieselgate torna al centro del dibattito pubblico dopo la sentenza espressa in favore di Altroconsumo da parte del Tribunale di Venezia. I giudici hanno infatti riconosciuto il merito delle richieste di risarcimento portate avanti tramite class action. Con il risultato di un potenziale rimborso fino a 3300 euro per coloro che hanno partecipato all’iniziativa.

L’associazione si è già impegnata a contattare tutti gli aderenti, in modo da fornire le informazioni pratiche su come richiedere il risarcimento. Per le casse dell’azienda automobilistica si tratta di un costo complessivo di circa 200 milioni di euro, tenendo conto che gli aderenti sono stati più di 63mila. Una cifra ragguardevole. E anche per questo Volkswagen si è già detta pronta a fare ricorso in appello. Ma procediamo con ordine e vediamo il motivo del contendere.


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Il caso dieselgate: cosa c’è alla base delle richieste di risarcimento

Dal punto di vista pratico, il caso Dieselgate risale all’ormai lontano 2015 e prende spunto da un software presente all’interno delle centraline del motore EA189. Volkswagen ha installato tale programma sui propri veicoli in modo da truccare le relative emissioni. In questo modo, è stato possibile dimostrare parametri di inquinamento in linea con quelli previsti dalla legge, sebbene i motori risultassero complessivamente più inquinanti.

Le indagini hanno dimostrato che le emissioni prodotte da questi autoveicoli risultavano maggiori anche di 40 volte i parametri indicati nelle norme. In particolare, a essere fuori misura erano i valori legati all’ossido di azoto (NOx). La sentenza emessa dai giudici di Venezia non fa altro che certificare lo stato della situazione, chiedendo quindi alla casa automobilistica di risarcire i propri clienti.

Volkswagen in appello: i clienti non hanno subito un danno economico

Da parte di Volkswagen è emersa però la volontà di ricorrere in appello. Il gruppo ritiene inammissibile e infondata la richiesta di risarcimento, visto che i clienti “non hanno subito alcun danno economico riconducibile alla tematica delle emissioni NOx”. Questo perché “tutti i veicoli sono tecnicamente sicuri e adatti alla circolazione su strada”. Inoltre, per la casa automobilistica “non c’è stata alcuna perdita di valore commerciale nel mercato italiano”.


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Il ricorso in appello appare quindi scontato, mentre risulta difficile prevedere in che modo evolverà la situazione. Attualmente chi ha usato una Volkswagen tra agosto 2009 e settembre 2015 ha diritto a un risarcimento, purché il modello della vettura rientri all’interno delle motorizzazioni oggetto di sentenza.

Anche chi ha acquistato o rivenduto un’auto usata ha diritto al risarcimento, purché si rispettino i parametri indicati in precedenza. Per capire se la propria auto è stata coinvolta dalla problematica occorre verificare i dati presenti all’interno del libretto di circolazione e il numero di telaio. Nel caso in cui l’immatricolazione sia avvenuta nel lasso temporale indicato in precedenza e il motore sia un 2.0 TDI, c’è un’elevata probabilità di rientrare tra i soggetti coinvolti.

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