Economia, COVID 19 e catastrofi: pesare, capire e agire

Economia e Covid 19: abbiamo le tecnologie, abbiamo la manualità, abbiamo tutto quello che ci serve, dobbiamo solo metterlo in pratica.

Economia, COVID 19 e catastrofi: pesare, capire e agire

Oggi lunedì 23.3 del 2020, inizierò questo articolo parlando di quanto è accaduto nella mia città di adozione, Zagabria. Ieri mattina verso le 6.30, sono stato svegliato da forti scosse di terremoto. anche se mi trovo fuori dal centro abitato di Zagabria a circa 10 km, le scosse erano veramente forti. In un primo momento ho pensato, che per via del vento forte, che negli ultimi anni sta aumentando di intensità (la mia casa è una struttura di legno, che ho ristrutturata e rinforzata con sistemi in cemento armato per renderla più resistente), per cui a volte può succedere che colpi Improvvisi di forte vento (tipo bora), e che possono durare anche più di un’ora, dà la sensazione di disagio. Ma ieri la cosa era diversa. La struttura della casa ha assorbito bene tutte e tre le ondate di terremoto essendo più elasticizzata.

Ma il problema è stato il centro di Zagabria. Un centro storico, fatto di case vecchie che sono il patrimonio secolare dei nostri centri cittadini, quindi più fragili, nonostante tutti gli interventi per migliorane le strutture. Altra cosa incredibile il clima fuori era diventato invernale di colpo, addirittura era iniziato a nevicare, nonostante i 2 giorni (venerdì e sabato) di giorni primaverili, con temperature arrivate a 25 gradi (si dice che sarà così freddo anche tutta la settimana).

Avendo il mio ufficio vicino al centro, ma in una struttura nuova e antisismica (la città di Zagabria si trova in una zona sismica), ho voluto andare a controllare, per ogni evenienza. Infatti, ci dobbiamo aspettare altre scosse, sperando che non siano di più forte intensità.  Da uno studio effettuato, potrebbe verificarsi uno scenario peggiore, detto periodico. Cioè, essendo  l’ultimo terremoto avvenuto un secolo fa, potrebbe ripetersi.


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Comunque, oltre al centro, anche alcune periferie della città, nonostante strutture antisismiche, hanno subito dei danni. La zona dell’epicentro, una zona ad est di Zagabria (qualche chilometro), una collina si è sventrata. Per fortuna nessun morto, o almeno sembrerebbe, anche se una ragazza di 15 anni rimane sotto osservazione. Speriamo bene.

Comunque, appena arrivato in città, ho visto scenari da guerra. Gente per strada, nella auto, auto parcheggiate in ogni posto, la polizia  controllava che la gente non rientrasse nelle abitazioni con o senza mascherina. E tutto questo nell’era del coronavirus.

Poi come sempre, i soliti messaggi, chi per sapere la situazione di parenti e amici, chi per spedire le immagini della tragedia cittadini e chi per altro. Tra i messaggi, vi erano anche quelli divertente tipo: “la Croazia, già dipendente dalle importazioni e con la crisi che è presente in Europa, il COVID, ora il terremoto, con colpo di coda invernale compreso, per cui ci dobbiamo aspettare Gozzilla“.

Un alto: “si vede che la Croazia ha preso in mano la presidenza della EU, sta andando tutto a gambe all’aria, ed è solo a metà“ (i croati sono dei catastrofisti). Ma la telefonata che mi ha più colpito, è quello che una mia amica mi ha detto: “prima ci hanno detto che dobbiamo chiuderci in casa per il coronavirus, che è pericoloso e ci saranno maggiori misure per contenerlo, ora è arrivato il terremoto e ci hanno detto che dobbiamo uscire, non so più cosa pensare. Morire in casa o fuori casa. Mi ha fatto pensare molto e profondamente.

Dovremmo imparare da questo avvenimento, ma soprattutto i nostri governanti dovrebbero capire, evitare isterismi e panico. Come possiamo vedere non tutte le misure adottate e i suoi restringenti stanno dando i risultati sperati. Anzi addirittura sembra inarrestabile. Inoltre, a questo dobbiamo fare i conti con il nostro pianeta e la sua natura (variazioni di clima compresi indotte o meno dall’uomo), e tutto questo noi non lo possiamo evitare (leggi: Zagabria). 


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Il fatto di avere trasformato la nostra civiltà in un sistema economico complesso di cui non ne possiamo fare a meno. Abbiamo creato anche la grande finanza, che ci porterà al declino sociale se non interverremo presto, e lo possiamo fare oggi, sfruttando la situazione di crisi che stiamo passando.

Dobbiamo riprenderci la nostra libertà, dobbiamo far ripartire l’economia, stando attenti, con responsabilità. Ci sono altre problematiche, da affrontare, altri malati che hanno bisogno di cure, abbiamo persone che hanno altre patologie, abbiamo persone che non sono autosufficienti, in questo momento abbandonati a sé stessi, è una pazzia. Ma abbiamo il dovere, di salvare la nostra civiltà anche a costo di enormi sacrifici.

Non voglio che le mie parole vengano interpretate male, ma desidero che questo messaggio venga letto come potenziale arma di speranza per far pensare chi ci sta governando di rivedere ogni forma totalitaria imposta in questo momento. Infatti, abbiamo la possibilità di intervenire in ogni modo e in ogni momento, abbiamo le tecnologie, abbiamo la manualità, abbiamo tutto quello che ci serve, per cui utilizziamoli. 

Concludo ricordando che l’umanità si è sempre rialzata, nonostante le crisi, di pestilenza, inondazioni e terremoti, guerre e catastrofi varie. Non ci siamo mai rintanati, ma abbiamo reagito e vinto.

Vi lascio questo video per ricordare cosa siamo. È in croato, ma le parole a volte non servono.

Pesare, capire e agire.

Edoardo Fumagalli

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