Economia e coronavirus: consigli su misure per prevenire e costruire un paese solido e forte

Economia e coronavirus: mancano numerosi e congrui interventi più radicali e coraggiosi, alcuni consigli per prevenire e costruire un paese solido e forte

Economia e coronavirus: consigli su misure per prevenire e costruire un paese solido e forte

Desidero informare i nostri lettori italiani, come il governo croato sta determinando le misure contro la crisi. il governo croato tramite la camera dell’economia croata ha chiesto dei consigli, e attraverso dei punti dettati dalla stessa, molte cose anche da parte dei miei colleghi non sono state ben accettate. Mancano numerosi e congrui interventi più radicali e coraggiosi, per cui molti e tra questi il sottoscritto, le ho completamente ribaltate con questa nuova visione. Potrebbero venir utili anche in Italia. Chissà!

Oggetto: Misure economiche per il mantenimento dell’economia della Repubblica di Croazia.

Gentilissimo presidente dr. sc. LUKA BURILOVIĆ,

Gentilissimi colleghi dell’Unione dei Commercialisti e finanze,

In concomitanza con la crisi da COVID, che sicuramente avrà ripercussioni molto forti sull’intera economia croata, con ripercussioni sul BP croato, posti di lavoro e la chiusura di micro imprese, artigiani e liberi professionisti, categorie più a rischio in questo momento, nonché PMI croate, per la lunga permanenza della stessa.

La mia attività di contabilità aziendale, che annovera molte società straniere e locali le cui dimensioni sono da PMI, ma non solo, mi ha portato a valutare la attuale crisi, analizzando quanto avviene negli altri stati membri la EU, limitandosi a piccoli interventi per evitare di sforare il patto di stabilità, anche se a parole, dicono il contrario, a non realizzare nessun supporto alle proprie economie. Faccio l’esempio dell’;Italia, il paese membro più colpito, ma che in questo momento non ha introdotto tutte le soluzioni più adatte alla risoluzione del problema.


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Purtroppo, anche la Croazia, non sembra avere le idee molto chiare, ed è per questo infatti vorrei proporre una mia „personale“ misura che ritengo sia più efficace di quanto in primo momento non sembrino.
Le mie analisi sono dettate dalla condizione della attuale economia croata, che viene da un periodo di crisi lungo e parte dal suo passato recente.

COVID-19: considerazioni

Inizio con il dire che le misure debbono prendere in considerazione:

1. La crisi economica che ha colpito gli membri della EU, e che hanno portato via molta forza lavoro dalla Croazia, forza lavoro a basso costo per loro, non ha giovato alla stessa economia croata, anche se devo ammettere che il presidente Plenkovic ha cercato di rimediare con l’introduzione di defiscalizzazione del comparto soci-economico per poter trattenere i suoi lavoratori, e che se non fosse stato per la crisi da COVID, avrebbe anche potuto risollevare un poco la stessa economia domestica, ovviamente con altre misure più coraggiose, che non sto ora ad elencarle.

2. La Croazia è anche uscita da una guerra, che ancora porta i segni indelebili su tutto il suo territorio

3. Tutto il nostro territorio ha bisogno di interventi profondi per rimediare la crisi del dopo guerra. Vi sono troppi ritardi nel rimodernare le vecchie infrastrutture. Ad esempio dove vivo io, la popolazione ha ancora vecchie strade, oramai dissestate, mancano fogne, ecc., abbiamo anche cavi, pali della luce e sistemi di illuminazioni vecchi e stravecchi. Si parla di internet ma ancora non tutto il territorio ne è coperto.

4. La popolazione anziana non è adeguatamente aiutata e le infrastrutture locali,mancano di personale. Dove sono i famosi fondi sociali?

5. Non voglio entrare nel merito delle agenzia del territorio, ma quando ero segretario della associazione ATT per l’integrazione della Croazia per i fondi europei, non siamo riusciti a mettere in atto numerosi progetti pagabili con i fondi tipo MED, Adrion ecc., e gli Interreg, per incapacità di comprenderne gli aspetti positivi .


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6. La Croazia essendo un paese che ha nel dopo guerra di liberazione, perso numerose sue imprese, privatizzando attività che dovevano essere strategiche e quindi da tenere nel suo portafoglio, ha deliberatamente indebolito la sua economia, che in questo momento ne soffre per questa decisione. Penso alle infrastrutture energetiche, la telecomunicazione e via dicendo.

7. Anche la sua agricoltura ha subito un contraccolpo negativo dal dopo guerra di liberazione, mandando in crisi tutte le contee a est di Zagabria, che in passato davano lavoro e ricchezza a queste zone, spopolandole e abbandonando una ricchezza che ora attraverso questa crisi, si comincia a capire la sua importanza.

Mi fermo qui, credendo che quanto fin qua riportato sia più sufficiente. Come vedete le mie sono relative all’economia reale e non finanziaria. Infatti, la Croazia non deve essere soggetta ai giochi di borsa, ma avere più coraggio per proteggere la sua economia. Altrimenti perché la guerra di liberazione?

Le mie misure sono analizzate sotto un profilo di mantenimento delle restrizioni alla crisi da COVID, ma con un sistema che potrebbe sembrare in contrasto con le misure che si stanno adottando oggi.

La soluzione per poter mantenere il sistema delle finanze pubbliche, senza dover arrivare alla chiusura totale delle imprese, negozi ed enti sia privati che pubblici, sarebbe, tenendo conto che già numerose grosse aziende stanno utilizzando, e cioè quello di fare turni tra i dipendenti, per non affollare i posti di lavoro, ma allungando gli orari di lavoro, con turni che possono variare dal mattino alla sera.

L’economia deve fare i conti con il pagamento delle tasse, contributi e stipendi. Con le misure in corso, o che saranno varate in futuro molte aziende non hanno la stessa misura d’interventi, molte non potrebbero avvalersi degli stessi.

Stesso concetto: dalle grandi e piccole imprese ai professionisti

Lo stesso concetto lo si potrebbe usare verso le altre società dalle micro, artigiani, liberi professionisti alle grosse imprese, in questo modo:

1. I negozi, potrebbero diminuire la presenza di clienti, quindi le code speso e volentieri comunque, fanno assembramento dentro e fuori gli stessi. In questo modo lascerebbero la possibilità ai negozianti di decidere i turni tra i dipendenti, chi di pomeriggio, chi di mattina, chi di sera, a seconda delle dimensioni del negozio. I clienti potrebbero chiamare e concordare quando passare a prendere merci (alimentari, farmaci, merci tessili, merci edili, giardinaggio, ecc.) nei negozi più vicini a loro.

2. I negozianti non perderebbero gli incassi e clienti, manterrebbero le entrate a favore della propria attività stipendi ecc.

3. Potrebbero tenere aperti tutti i negozi senza andare a perdere posti di lavoro.

4. Le società che fanno servizi, penso ai commercialisti, ma anche, meccanici, benzinai e via dicendo.

5. Gli enti pubblici, privati (telefonia, assicurazioni, ecc.) potrebbero concordare il loro lavoro con i cittadini

6. Tutto questo attraverso i normali contatti telefonici, telematici, oppure attraverso i loro siti, oppure attraverso una app dove i cittadini possono comunicare con le aziende private o pubbliche.

7. Altro esempio si potrebbe concordare tra negozianti turni tra di loro, indicando ai cittadini dove vi sono i negozi più vicini per le loro compere. In questo modo i cittadini, possono decidere quando andare con i negozianti, enti e via dicendo.

8. Così potrebbero fare anche i bar e i ristoranti, dove per maggiore sicurezza, dovrebbero dare maggiori distanze tra i tavoli, fuori o dentro, ma diluiti a tutte le ore, allentando chi non ha concordato la sua presenza.

9. Per quello che concerne la cultura (teatro, cinema, ecc.), lo stato dovrebbe intervenire su di essa in maniera diretta finanziando tutto il comparto, in quanto sono luoghi di dove ci sono alti tassi di concentrazione umana. Quindi è logico che queste persone in questo momento non possono fare la loro attività. Ed è indispensabile aiutarli.

10. Sport. Le attività sportive non dovrebbero rientrare nelle misure adottate. Infatti, gli sportivi sono una categoria la cui struttura immunitaria è migliore delle persone normali. Si richiede solo un controllo continuo e veritiero, ogni giorno. Gli stadi, i palazzetti ecc., invece dovrebbero non essere aperti al pubblico.

11. Trasporti internazionali delle merci. In questo caso, si potrebbero accordare in maniera tale che, come già ora alcuni fanno, che la merce, verrebbe consegnata dai trasportatori fino al confine statale, e li ceduti ai colleghi di quello stato, in modo che passino tra stato a stato, senza blocchi. Vero che in questo modo i prezzi sarebbero più alti per via dei passaggi, ma è imperativo in questo momento accettare la cosa.

12. Trasporti pubblici urbani e interurbani. Lo stato e i centri urbani non dovrebbero bloccarli. Infatti, dovrebbero potenziarli, in modo da avere un continuo utilizzo di essi, evitando concentrazione di persone negli stessi veicoli.

Treni, tram, potrebbero avere più carrozze, autobus, più corse. Non ci sarebbe caos urbano, né interurbano, in quanto molti cittadini, già lavorano a casa, o tramite turni, quindi già di per sé il movimento veicolare sarebbe più diluito. Polizia, militari e volontari, potrebbero controllare la situazione delle persone che utilizzano i mezzi pubblici, nel momento dell’entrata nel mezzo stesso e controllandone le distanze. Altra cosa importante l’uso constante di ozono, e disinfezione degli stessi interni.

Misure del governo: favorire l’assunzione di personale

Quindi sulla base di quanto sopra annoverato, le uniche misure che il governo dovrebbe mettere a disposizione; sarebbe quindi, quella di favorire l’assunzione di personale per i turni, dove lo stipendio e contributi, per tutto il periodo di durata della crisi, sia pagato dallo stato.

In questo modo queste misure sarebbero poche e non produrrebbero un deficit dello stato e un aumento del debito pubblico, quindi un abbassamento del PIL.
In questo caso, si diminuirebbe la presenza di cittadini, concentrata nelle poche ore, quindi più spazietà di tempo per le cose da fare.

Misure preventive

Misure preventive, riguardanti assembramenti, passeggiate, ecc., ma senza intervenire sul movimento di merci e delle persone, ma con uno sguardo attento su di esso, sarebbe il giusto utilizzo dei militari, messi a disposizione per la salute dei cittadini per mantenere le distanze normate sia nei negozi e all’aperto e via dicendo. Mentre negli uffici, pubblici e privati, dovrebbe essere regolato dagli stessi, come già da ora eseguito.

Bambini e ragazzi, potrebbero invece avere zone di ricreazione all’interno degli asili e scuole, sempre all’aperto, concordando i tempi di uscita con queste strutture, controllando che non vi siano troppi assembramenti e dando responsabilità ai genitori di controllarli, anche se a ora il COVID porti ai decessi persone anziane malate e deboli e i malati cronici.

Nella mia rubrica di economia in Italia, nata per dare visualizzazione dei rapporti italo croati, ho già segnalato queste misure. Come avevo già segnalato altre soluzioni, che non vedo proprio realizzarsi come avevo scritto.

Per cui spero che siano utilizzate almeno in Croazia. Ritengo siano una risposta più pratica verso i suoi cittadini, che le vedrebbero come misure più “umane” e non da scene di guerra.

Per verificare ogni punto sono a vostra disposizione per ogni informazione.

EF