Inps, paura per i pensionati: richieste di restituzione fino a 30.000 euro

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19/11/2020

L’Inps fa scattare la paura tra i pensionati chiedendo loro la restituzione di somme fino a 30.000 euro per propri errori di calcolo commessi negli anni. Si tratta di una procedura lecita? Tutto quanto bisogna conoscere per non farsi cogliere alla sprovvista.

Inps, paura per i pensionati: richieste di restituzione fino a 30.000 euro

Paura per i pensionati a causa dell’Inps: le lettere con richiesta di restituzione fino a 30.000 euro

E’ questo forse il momento più difficile, da diversi anni a questa parte, della nostra economia. Con un tasso di disoccupazione che era già tra i più alti d’Europa, la situazione si è aggravata a seguito della pandemia. Quello che ci continuiamo a ripetere, anche a mo’ di rassicurazione, è la garanzia che dunque rappresentano per noi, oggi, le vecchie generazioni. I pensionati, dunque i nonni, le nonne, ci offrono non soltanto supporto emotivo e abitativo, ma in alcuni casi anche economico, potendo contare su un’entrata che, a differenza di molte altre, dovrebbe essere garantita. Perché usiamo il condizionale? Come riportato da ilgiornale.it, l’Inps ha di recente messo in discussione questa certezza, facendo prendere una grossa paura ai pensionati. Stiamo parlando di lettere con richiesta di restituzione della pensione fino a 30.000 euro. Com’è possibile? Andiamo ad approfondire.

L’Inps sbaglia i calcoli e chiede indietro i soldi: l’indignazione dei pensionati

Per quale motivo, dunque, l’Inps (che sta per erogare un bonus per Natale) sta inviando, nel bel mezzo di una crisi di portata mondiale, lettere ai pensionati per richiedere la restituzione di somme fino a 30.000 euro? E’ presto detto: anche l’Istituto Nazionale della Prevenzione Sociale sbaglia. Può sembrare assurdo, ma, accortosi dell’errore, l’Ente spesso si serve di comunicazioni a mezzo posta per richiedere un risarcimento. Questo può accadere anche a distanza di diversi anni dal suddetto errore. Immaginate, quindi, la paura e l’indignazione dei pensionati nel vedersi recapitare, all’improvviso, simili messaggi. Ma tutto questo è lecito?


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Inps, lettere di risarcimento ai pensionati: è lecito?

Come spiegato dall’avvocato Celeste Collovati, intervistato in esclusiva sull’argomento dal portale informatico de ilgiornale.it, l’Inps dovrebbe attenersi, per quanto riguarda il recupero delle succitate somme, alla procedura regolata dall’articolo 52 Legge 88/2989 e dell’articolo 13 Legge 412/1991, il quale recita:

Non si fa luogo a recupero delle somme corrisposte, salvo che l’indebita percezione sia dovuta a dolo dell’interessato.

Cosa significa? Che l’Istituto Nazionale della Prevenzione Sociale, una volta commesso l’errore di calcolo, non potrebbe presentarsi alla porta dei pensionati se non per risarcirli di somme di cui li avesse indebitamente privati.

Lettere di risarcimento dell’Inps ai pensionati: come comportarsi

Se dunque dovesse giungerci una lettera di restituzione per somme fino a 30.000 dall’Inps, sarebbe utile tenere a mente la non legittimità del fatto. Se si ha la coscienza a posto, se si è sempre adempiuto il proprio dovere, comunicando per tempo ogni variazione di debito, la richiesta dell’Ente è illegittima e impugnabile tramite ricorso. Chi di risarcimento, potremmo dire, di risarcimento perisce.